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All’Unitré di Godiasco (Pavia) le leggende legate alla vita spericolata del bandito sardo Samuele Stochino
Nel pomeriggio di venerdì 4 aprile 2008, presso la biblioteca comunale di Godiasco, nell’Oltrepò pavese, nell’ambito delle iniziative dell’Unitré (Università delle Tre Età) di Godiasco-Salice Terme - Rivanazzano - Retorbido - Varzi (presieduta dalla prof. Anna Corbi), si è concluso un breve corso che il giornalista sardo-pavese Paolo Pulina ha inteso dedicare alla “sua” Sardegna, con conversazioni che hanno spaziato tra letteratura, storia, tradizioni.
Nell’ultimo incontro i corsisti hanno potuto conoscere le ricerche della scrittrice Lina Aresu (nata a Nuoro, docente di filosofia per più di 40 anni a Genova) sulla figura del più famoso e crudele bandito della Sardegna, Samuele Stochino (1895-1928; reduce della Grande Guerra, sottufficiale della Brigata Sassari, decorato con medaglia d’argento al valor militare, divenne poi il bandito per il quale Mussolini stabilì la taglia più alta mai fissata per un ricercato).
La Aresu ha avuto successo con il volume “Samuele Stochino, vita breve di un bandito leggendario. La storia della ‘Tigre d’Ogliastra’ tra mito e realtà” presso Della Torre (270 pagine, 2003) ma ha venduto oltre 100.000 copie dell’edizione di quest’opera (ridotta di 70 pagine) pubblicata dal quotidiano di Cagliari “L’Unione Sarda”.
All’autrice interessa la diffusione del mito delle imprese efferate del bandito più che la sua biografia (che peraltro ha ispirato il romanzo “Memoria del vuoto”, pubblicato presso Einaudi nel 2007 da un giovane ma quotato scrittore sardo, Marcello Fois).
Pulina ha puntualizzato le differenze tra la ricostruzione dell’Aresu, analisi delle leggende fiorite attorno alle banditesche azioni di Stochino (vero cognome con una c), e l’ingegnosa architettura narrativa dentro la quale Marcello Fois ha fatto rivivere il personaggio di fiction Stocchino (con due c).