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		<title>Disterraus Sardus | Emigrati sardi</title>
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		<description>News - Disterraus Sardus | Emigrati sardi | Portale indipendente dedicato alla Sardegna e al Popolo Sardo "sperdiu in su mundu"</description>
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			<title>Disterraus Sardus | Emigrati sardi</title>
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			<title>Mi chiamo Stefania</title>
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			<description>Vivo in Sardegna, un posto dove il termine lavoro è diventato sinonimo di schiavitù. Vivo in uno...</description>
			<content:encoded><![CDATA[Mi chiamo Stefania, ho 23 anni e non mi sento più italiana.<br />Vivo in Sardegna, un posto dove il termine lavoro è diventato sinonimo di schiavitù. Vivo in uno dei luoghi più belli al mondo ma sono costretta ad emigrare.<br />La petrolchimica chiude, i piccoli imprenditori sono sul lastrico, le persone oneste sono costrette a diventare disoneste, non c’è posto nella mia terra per chi ha dei valori, per chi pensa che il lavoro non debba essere una corda stretta al collo che ti impedisce di respirare e giorno per giorno ti soffoca lentamente.<br /><br />“Se non accetti le condizioni vuol dire che non hai voglia di lavorare” , queste sono le parole più frequenti in una terra dominata da grandi imprenditori che fanno i miliardi sulle spalle della povera gente. Se non sei disposto a lavorare nove ore al giorno per 500 euro, con un contratto a progetto o con un contratto che fa figurare che lavori sei ore e che percepisci tutto ciò che per legge ti spetterebbe, mentre ne prendi 800 e puoi essere licenziato in tronco senza motivazioni, allora vuol dire che non hai voglia di lavorare.<br />Chi vi scrive ha studiato, ha impegnato anni e denaro per conseguire una laurea che sembra avere ora lo stesso valore della carta igienica nei bagni pubblici.<br /><br />Scrivo con la consapevolezza di essere una delle persone nella situazione migliore: non ho famiglia e non ho debiti, questo è l’unico mio patrimonio, sono fortunata perché ho ancora la possibilità di emigrare senza dovermi lasciare dietro una scia di dolore e amarezza che vedo in tante altre persone.<br /><br />Qui i padri di famiglia sono costretti ad andare a lavorare in Corsica, lasciando la famiglia ad aspettarli per tutta la settimana per poi correre da loro il sabato e scappare nuovamente la domenica, la gente onesta è stata rovinata da grandi imprenditori senza scrupoli che forti del bisogno delle famiglie affidavano lavori a piccole ditte edili, lasciandoli alla consegna degli immobili non solo senza il compenso stabilito, ma anche con il materiale non pagato ed enormi debiti da colmare.<br /><br />Senza vergogna, senza pudore, qui camminare a testa alta vuol dire avere soldi e non La Sardegna sta morendo, i sardi stanno morendo. La cosa peggiore è che tutto questo sta accadendo in silenzio, senza che nessuno alzi un dito. Quanti mesi sono ormai che i lavoratori della petrolchimica di Porto Torres sono chiusi all’Asinara? Le loro proteste stanno cadendo nel vuoto, le loro grida si stanno perdendo tra la campagna, in una terra un tempo fiorente e che ora sembra poter vivere solo di turismo, un turismo malato, deregolamentato, che sta affamando il popolo ancora di più, sotto gli occhi di un governatore assente e disinteressato.<br /><br />La Costa Smeralda, tutti parlano di questo Eldorado del consumismo, la meta dei VIP in cerca di pubblicità, e mentre settimanali e quotidiani sfornano giorno dopo giorno foto di questa o quella celebrità in bichini nelle acque azzurre di Porto Cervo, chi pensa a chi un chilometro più a sud muore di fame? Bella la Sardegna, si dice che si sia fatto un favore ai sardi costruendo alberghi, villaggi, porti turistici, villoni e complessi residenziali, altrimenti vivrebbero ancora di pastorizia.<br /><br />I sardi sono un popolo di pastori ed agricoltori, questa è l’idea più diffusa tra chi non ha toccato con mano la realtà di quest’isola defraudata. In realtà la Sardegna è un’isola di camerieri, cuochi e baristi, una regione in cui il turismo selvaggio ha annientato l’economia anziché aiutarla, i grandi complessi turistici sono in mano alle grandi compagnie straniere, che nel 90% dei casi si portano dietro la mano d’opera e ai residenti non restano che scarni posti di manovalanza generica, sottopagati e spesso, o sempre, in condizioni di disagio estremo.<br /><br />Qualcuno si chiede chi siano quegli eserciti di camerieri silenziosi che portano il drink ai tavolini dei bar di porto Cervo, dove imprenditori e veline pagano volentieri 20 euro per un espresso? La velina del varietà forse si chiederà se davvero quel lavoro sia il massimo a cui quel ragazzo possa aspirare, dopo anni di studi e sacrifici per ottenere una laurea che ha lo stesso valore del tovagliolino di carta con cui si pulisce la bocca siliconata?<br />Nella mia terra per mandare avanti una famiglia, per pagare le bollette e fronteggiare una situazione oramai insostenibile, l’unica soluzione è vendere: vendere terreni o case, “le società pagano bene”, così dice la gente, inconsapevole di star barattando il bene più prezioso per delle briciole.<br /><br />I terreni vengono svenduti per costruirci sopra appartamenti o villaggi, i cui proprietari guadagnano miliardi su terreni pagati poche migliaia di euro, su cui ,oltretutto, la percentuale di impiego di residenti è quasi nulla. La cosa peggiore non è però questa forma estrema di disperazione che sta indebolendo ancora di più l’economia di una Regione già visibilmente fragile, la cosa peggiore è che tra pochi anni la nostra terra non sarà più nostra.<br /><br />Il denaro è l’unica cosa che conta, in nome di esso si possono costruire centrali nucleari, si possono stipare le persone in alloggi fatiscenti, pagarli una miseria ed aspettarsi che lavorino 10-12 ore al giorno, si possono buttare nel cesso anni di lotte sindacali, si può stare in silenzio mentre la base militare di Perdasdefogu, o il materiale bellico ancora stipato nelle acque della Maddalena avvelenano migliaia di persone, si può fare finta di niente e ignorare le migliaia di persone che continuano a morire inspiegabilmente di cancro, far finta di non vedere le ditte che chiudono, i mercati vuoti e le famiglie che non arrivano alla fine del mese.<br /><br />Tanto a chi importa di un’isola di vacanzieri? Chi sono i sardi per volere l’indipendenza?<br />Non sono capaci di evolversi, con la fissazione per il mare e l’ambiente poi non sono neanche propensi all’imprenditoria spregiudicata. Globalizzazione e sviluppo. Queste sono le parole chiavi del futuro e i sardi sono troppo indietro per capirlo. A furia di sentircelo ripetere abbiamo finito per crederci anche noi, io stessa ho finito per credere che il turismo fosse la nostra unica opportunità, ho finito per credere che la mia gente fosse poco propositiva, poco fantasiosa, poco aperta, poco tutto.<br /><br />Una cosa ha cambiato totalmente il mio modo di vedere le cose, ancora una volta il cambiamento è legato all’emigrazione; nove mesi fa, all’inizio dell’autunno, sono emigrata anch’io, sono andata in Australia, in cerca di fortuna e di uno spazio in cui mi sentissi più una persona e non solo parte di un sistema. Quello che ho trovato mi ha lasciato di stucco, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita una persona, un individuo con sogni, predisposizioni e bisogni. Ho scoperto un nuovo modo di lavorare, ma soprattutto ho capito quanto il nostro sistema sia incentrato all’arricchimento di pochi e al progressivo impoverimento dei più, e tutto ciò avviene giorno dopo giorno sotto gli occhi di tutti.<br />Sono stata in un posto che viene chiamato Oz, l’Australia, questa terra giovane che sembra offrire opportunità sconosciute. Non mi dilungherò ulteriormente a spiegarvi le differenze, ciò che ho visto tanti lo conosco già e per questo scelgono di non tornare.<br /><br />La scoperta più sconvolgente è stata però, più che altro, una presa di coscienza, quella di chi si vede da anni sottrarre da sotto gli occhi le risorse. Stare in un paese aperto<br />all’immigrazione, come l’Australia, mi ha fatto capire le immense opportunità che la mia terra potrebbe avere se solo il suo popolo cominciasse a pensare da sé, se spegnesse la televisione per un attimo ed aprisse gli occhi alla realtà. L’agricoltura potrebbe essere la nostra più grande risorsa, puntare ad un turismo diverso potrebbe essere anch’esso una soluzione, un turismo sostenibile e misura d’ uomo, fatto per mostrare la realtà della nostra regione: le sue tradizioni antiche, la sua storia, le sue bellezze naturali.<br />Non abbiamo bisogno di creare una piccola Milano marittima, con i suoi vip e suoi imprenditori, ma purtroppo finchè la gente continuerà a farsi ipnotizzare dalla televisione e dai suoi valori distorti tutto questo non potrà mai accadere.<br /><br />In un mondo in cui il modello per i giovani é il nostro Presidente del Governo, corrotto e senza scrupoli, e in cui le donne non aspirando altro che ad agitare il sedere e rifarsi il seno, l’Eldorado della Costa Smeralda appare ai più come il nostro fiore all’occhiello e invece è solo la nostra rovina.<br /><br />Sulla sua scia si sta sviluppando un’ intera regione e mentre la TV continua a ripeterci che tutto va bene noi moriamo di fame, i giovani devono scappare a malincuore per cercare un posto in cui avere sogni non sia il sinonimo del perditempo.<br />Spesso si parla della Fuga dei cervelli, ma io parlerei piuttosto dell’ Assassinio dei cervelli: aprire un’ attività, puntare sull’ innovazione o sullo sviluppo delle proprie personali risorse e caratteristiche non paga in Italia, i soldi si fanno imbrogliando la gente, aumentando i prezzi e distruggendo l’ambiente. E’ la schiavitù moderna, dove se non sei come loro non andrai da nessuna parte, se non fai parte del sistema corrotto e senza scrupoli è meglio se te ne vai, perché non è più tempo di rivoluzioni e lotte sociali, siamo schiavi di noi stessi e del nostro bisogno di spendere per non pensare, e tali dobbiamo restare per il nostro Governo.<br /><br />L’ Italia non è più il Bel Paese, quello famoso per i suoi inventori, pittori, scultori e artisti, l’ Italia è il Paese della Mafia, nella sua accezione più ampia di organizzazione il cui fine fondamentale è acquisire il controllo o la gestione di attività economiche, concessioni, autorizzazioni,appalti o altri servizi pubblici, procurando profitto o vantaggio a se o a altri.<br />E’ la definizione del nostro mondo, di quello in cui viviamo giorno dopo giorno, di quello in cui cresciamo i nostri figli e la mia isola ne è l’esempio più palese.<br /><br />In Sardegna si annida la nuova Mafia. La mia terra agli occhi dei più, compreso il suo Governatore fantoccio, è solo una piccola succursale della Milano bene, della sua imprenditoria, è il mondo del gossip, il luogo dove il nostro Premier passa le vacanze, contornato di attricette, tra festini e piccoli accordi sottobanco, è l’ isola in cui gli si riconosce addirittura la cittadinanza onoraria come a volerlo ringraziare di questa ventata di innovazione che ci ha regalato senza remore né problemi.<br /><br />Io non mi sento più Italiana. Mi sento parte di una generazione che non ha futuro, non vedo soluzione ai nostri problemi se non quella di andare all’estero dove i sogni di una persona onesta non siano solo fantasie infantili e irrealizzabili, ma come tanti parto con un groppo al cuore perché sento di rinunciare a qualcosa di importante e per cui ho diritto a reclamare, la mia Terra.<br />Stefania.<br /><br />]]></content:encoded>
			<category>Politica &amp; Società</category>
			<category>Socioeconomia</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 03:36:00 -0500</pubDate>
			
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			<title>Sonus de Atongiu 2010 - Festival Francese Teatro Civico di Cagliari, 19 luglio - 10 agosto 2010</title>
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			<description>L’inaugurazione, LUNEDÌ 19 LUGLIO alle ore 21.30 nello storico spazio del Teatro Civico di...</description>
			<content:encoded><![CDATA[Uno degli aspetti più caratteristici della musica francese è sempre stata la ricerca della semplicità, del sentire diretto, limpido e naturale dell’arte dei suoni. E se, tra Otto e Novecento, la musica europea ha snobbato l’approvazione delle platee, presso i francesi la preoccupazione maggiore è sempre stata quella di non perdere il contatto con l’ascoltatore e con i gusti del pubblico: la musica deve essere «percepita dalla gran massa degli ascoltatori e deve essere sufficientemente priva di banalità per interessare i melomani» (Honegger). A questo straordinario patrimonio di musiche e di danze è dedicato il “Festival Francese”, che si svolgerà a Cagliari tra luglio e agosto nell’ambito di SONUS DE ATONGIU, la stagione musicale organizzata dall’Associazione Incontri Musicali, in collaborazione quest’anno con il Rotary Club Cagliari Nord e con il Collegium Karalitanum.<br /><br />L’inaugurazione, LUNEDÌ 19 LUGLIO alle ore 21.30 nello storico spazio del Teatro Civico di Castello, in via De Candia, sarà affidata alla produzione francese per pianoforte e orchestra, che avrà come protagonista la concertista Angela Oliviero e l’Orchestra Internazionale Sarda diretta da Giacomo Medas. <br /><br />Formatasi artisticamente al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, Angela Oliviero si è poi perfezionata con Aldo Ciccolini. La sua carriera artistica l’ha vista protagonista in importanti festivals, sia in qualità di solista, che impegnata in diverse formazioni cameristiche. La critica ha sempre espresso lusinghieri apprezzamenti per le sue esecuzioni sottolineandone «la qualità del suono eccezionale, la chiara costruzione del fraseggio, la tecnica ineccepibile» (Magdeburg Volkstimme Zeitung). <br /><br />In occasione del concerto cagliaritano, Angela Oliviero e l’Orchestra Internazionale Sarda, eseguiranno la Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel, Danse sacrée et Danse profane di Claude Debussy, la Rapsodia Sinfonica di Joaquin Turina. La serata proseguirà con il celeberrimo Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, la Pavane di Gabriel Fauré e l’Adagio di Guillaume Lekeu. Il ricavato della serata - nel corso della quale l’attore Carlo Porru interpreterà alcune tra le più conosciute liriche di Charles Baudelaire - sarà destinato alle attività Rotariane per l’eradicazione della poliomielite nel mondo - Progetto Polio Plus - End Polio Now.<br /><br />Ancora la grande capacità della musica d’oltralpe di intrecciare genuinità e raffinatezza, originalità ed eleganza, ispira il secondo concerto del Festival, fissato per LUNEDÌ 26 LUGLIO, consacrato alle musiche trascinanti di Erik Satie, che rappresentano una satira molto forte contro l’accademismo e la musica dotta. Il giovane pianista Marco Sanna, sostenuto dall’attore Carlo Porru, eseguirà Sports e Divertissement, una raccolta di venti piccole miniature per pianoforte composte da Satie nel 1914. Considerato il frammento più creativo e rappresentativo della sua poetica musicale di Satie, Sports e Divertissement ha dato il via a nuovi percorsi musicali in Francia che hanno influenzato compositori più giovani quali Debussy e Ravel e sono nati per accompagnare illustrazioni di sports e attivita' sociali dell’epoca. La serata si concluderà con un omaggio tutto pianistico a Chopin e Schumann, nella ricorrenza del bicentenario della nascita dei due grandi compositori romantici.<br /><br />Ancora grande tradizione francese del Novecento per il terzo appuntamento della rassegna, VENERDÌ 30 LUGLIO. Sarà infatti la poesia di Jacques Prévert la nota dominante del concerto del Complesso da Camera “Maurice Ravel”, che eseguirà Syrinx e la Sonata di Debussy, gli Interludes pour Les Oiseaux de Aristophanes di Ernest Chausson, Deux Interludes di Jacques Ibert e Introduzione e Allegro di Ravel. La conclusione del ciclo concertistico, MARTEDÌ 10 AGOSTO, si rivolge alla poesia di François Villon e alla musica francese del Novecento, con uno sguardo attento anche alla produzione di Sibelius e di Janacek. In scena ancora Carlo Porru, il flautista Riccardo Ghiani e l’Orchestra Internazionale Sarda diretta da Giacomo Medas.<br /><br />Il FESTIVAL FRANCESE è realizzato con il contributo dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione della Sardegna, della Presidenza e dell’Assessorato della Cultura e Spettacolo della Provincia di Cagliari, dell’Assessorato alla Cultura dei Comuni di Cagliari e di Quartu Sant’Elena.<br /><br />Per informazioni e prenotazioni 3381992841. <br />Biglietti del concerto di Lunedì 19 luglio: 10 euro. <br />Biglietti degli altri concerti: 6 euro.<br /><br />Regione della Sardegna - Assessorato della Pubblica Istruzione<br />Provincia di Cagliari - Presidenza e Assessorato della Cultura e Spettacolo<br />Comune di Cagliari - Assessorato alla Cultura<br />Comune di Quartu Sant’Elena - Assessorato alla Cultura]]></content:encoded>
			<category>Musica</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 03:09:00 -0500</pubDate>
			
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			<title>Ora disobbedire</title>
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			<description>Qualcuno aveva sperato che fossero i postfascisti a salvare la democrazia di questo Paese ma,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[di  							<b> Giuseppe Di Lello</b><br />Il vecchio adagio italico «fatta la legge, trovato l'inganno» è stato utilizzato a dismisura dalle truppe berlusconiane, agendo soprattutto contro la Costituzione, come dimostra proprio quest'ultima controriforma che, con legge ordinaria, in un sol colpo abroga la libertà di stampa e ogni principio di ragionevolezza e uguaglianza nell'amministrazione della giustizia. <br /><br />Ora è compito nostro andare ad uno scontro vero per ripristinare questi principi costituzionali, con le armi della legalità, forti anche di un consenso trasversale di gran parte degli operatori dell' informazione, della magistratura, delle forze di polizia e anche delle tante carte dei diritti, internazionali ed europee, che nel corso degli anni abbiamo sottoscritto e ratificato. <br /><br />Qualcuno aveva sperato che fossero i postfascisti a salvare la democrazia di questo Paese ma, consumato fino in fondo il bluff dei finiani, dobbiamo assumerci tutta intera la responsabilità di non far passare un simile scempio dei diritti fondamentali violati. 
Ricorsi alla Corte costituzionale, disobbedienza civile con la pubblicazione di atti che non coinvolgono minimamente persone estranee alle inchieste, lettura nelle aule parlamentari degli atti per la cui diffusione non possono valere le regole capestro dei vari Ghedini, creazione di siti per la pubblicazione dall'estero per i quali valgono le regole della Carta dei diritti dei cittadini dell'Unione europea, manifestazioni di piazza e altro ancora da inventare. <br /><br />Il tutto in una grande unità di intenti, senza problemi di appartenenza o di visibilità personale o partitica, con un solido aggancio ad una più generale lotta per la difesa dei diritti sociali, anch'essi ancorati alla vigente Costituzione: non a caso vi è una contemporaneità di attacco alle condizioni di vita dei cittadini e ai diritti dei lavoratori, come dimostrano la finanziaria, l'attacco alla scuola pubblica e alla cultura, le proposte di revisione dell'art. 41 Cost., di abrogazione dello statuto dei lavoratori o dell'inserimento nella Costituzione di «valori» liberisti come il mercato o la libera concorrenza. <br /><br />Se non si coglie il nesso tra tutte queste lotte, se ognuno andrà in ordine sparso in difesa del proprio particulare, si rischia di essere sconfitti su tutto il fronte. Ci si è troppo cullati con la favola di un potere che avrebbe paura dell'informazione e delle inchieste e che, perciò, le vorrebbe oscurare e indebolire, ma gli eventi di questi ultimi due anni dimostrano proprio il contrario: questa destra non ha paura di nessuno e marcia compatta verso la propria meta, anche perché nessuno a sinistra sembra in grado di farle paura. <br /><br />Dimostriamo di poter farle paura, di saper difendere la Costituzione e i diritti civili e sociali che essa riconosce e garantisce: prima che si concretizzi il secondo ventennio berlusconiano che vorrebbe distruggere quanto di positivo per la democrazia si era costruito dopo il criminale ventennio fascista.<br /><br />Oggi, a Roma, alle ore 18,00<br />INFORMAZIONE E DEMOCRAZIA NON TOLLERANO ALCUN BAVAGLIO<br />dibattito pubblico promosso dalla Casa delle culture e dal Circolo “amici del manifesto”<br /><br />intervengono:<br />Corradino Mineo<br />direttore di Rainews<br /><br />Gianni Ferrara<br />docente di diritto costituzionale all’Università La Sapienza<br /><br />Norma Rangeri<br />direttrice de il manifesto<br /><br />Vincenzo Vita<br />della Commissione vigilanza RAI<br /><br />Casa delle culture - Via San Crisogono 45 - Roma<br />circolo_roma(at)ilmanifesto.it <br /><br />]]></content:encoded>
			<category>Politica &amp; Società</category>
			
			
			<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 04:09:00 -0500</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Milano | Emigrazione e spopolamento: Quale futuro per la Sardegna?</title>
			<link>http://www.emigratisardi.com/index.php?id=8&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=279&#38;cHash=2c0e3f7bfff586b3db4564892fab284a</link>
			<description>Arbeschida sarda - Circolo Arci 50, Via Benaco 1 Milano - MM3 Lodi
sabato 19 giugno 2010 17.30  </description>
			<content:encoded><![CDATA[Arbeschida sarda - Circolo Arci 50, Via Benaco 1 Milano - MM3 Lodi<br />sabato 19 giugno 2010 17.30<br /><br />Emigrazione e spopolamento: Quale futuro per la Sardegna?<br /><br /><b>Intervengono:</b><br />Enrico Lobina Circolo Togliatti Cagliari<br />Antoni Buluggiu Rivista Camineras<br /><br />A fine dibattito aperitivo &quot;<i>a sa sarda</i>&quot;]]></content:encoded>
			<category>Disterraus - Migrantes</category>
			
			
			<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 03:13:00 -0500</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Lingua sarda | Il sardo a scuola</title>
			<link>http://www.emigratisardi.com/index.php?id=8&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=278&#38;cHash=f90bc3f6f3ff18e661ed4d22faf129f0</link>
			<description>Sassari - La tutela della lingua sarda passa anche, anzi soprattutto, per la scuola elementare.  </description>
			<content:encoded><![CDATA[di Fabrizio Dettori<br />La tutela della lingua sarda passa anche, anzi soprattutto, per la scuola elementare.<br />E giovedì mattina il II Circolo didattico della scuola di San Giuseppe di Sassari ha ospitato una rappresentazione teatrale animata dai bambini della III C che hanno proposto tre racconti in sardo, tra cui “Martineddu Ifferradu” in logudorese, tratte da Contos de foghile di Franco Enna, e due opere in sassarese di Fabritziu Dettori, “Li dui prìntzipi”, da Conti pa Pitzinni, e l’inedito “La mamma”.<br /><br />I protagonisti, ossia i bambini, hanno dimostrato di essere non solo bravi attori nel manovrare i pupazzi sardo parlanti, ma, soprattutto, una grande padronanza della lingua sarda. Ciò è dovuto alla bravura delle insegnanti Gabriella Oggiano e Antonella Spanedda che hanno fatto si che i piccoli interpreti trovassero interessante la materia tracciata su un percorso curriculare legato all’educazione espressiva di ampio spettro.<br /><br />Le due maestre sono un esempio di come si possa concretizzare l’applicazione delle leggi sul bilinguismo, ma, non solo, di come far amare la lingua sarda ai bambini, con l’obiettivo di fargliela parlare senza remore. Insomma, un grande passo avanti verso la&nbsp; riappropriazione della sardità linguistica e culturale che inevitabilmente dovrà coinvolgere gli scolari per non far estinguere la lingua sarda.<br /><br />All’evento, che si è svolto nell’Aula magna della stessa scuola elementare di San Giuseppe, hanno assistito centinaia di persone. Unanime il giudizio: tutti sono rimasti entusiasti nell’assistere alla messa in scena delle opere. I più contenti ed entusiasti erano però i bambini.<br />E questo dice tutto.<br /><i><br />foto di Maria Grazia Atzori</i>]]></content:encoded>
			<category>Questioni di Lingua Sarda</category>
			
			
			<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 01:33:00 -0500</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Emigrazione sarda | quella voglia matta di fare la “mosca cocchiera” </title>
			<link>http://www.emigratisardi.com/index.php?id=8&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=277&#38;cHash=c6720b5d779b384cf51cbe5bcad0f907</link>
			<description>[...] su questo sito ospitale vorrei continuare a scrivere articoli e non polemiche contro Scanu....</description>
			<content:encoded><![CDATA[<b>Vitale Scanu, ovvero quella voglia matta di fare la “mosca cocchiera” </b><br /><br />di Paolo Pulina<br />Quando ho cominciato a leggere l'ultimo intervento di Vitale Scanu “Emigrati sardi - Un Piano Giovani 'epocale e innovativo'. C'è un capitale umano disposto a tornare in Sardegna e a produrre, se solo trovasse le condizioni favorevoli ” ho tratto un sospiro di sollievo: finalmente Scanu abbandona la polemica con la FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia).<br /><br />In effetti, vai avanti nella lettura e scopri che a Scanu non basta più&nbsp; autonominarsi&nbsp; portavoce ufficiale dell'assessorato al Lavoro della Regione Sardegna diretto da Franco Manca ma che addirittura oggi si autopone come&nbsp; valorizzatore del pensiero del presidente della FASI, le cui dichiarazioni durante i lavori della Consulta regionale per l'Emigrazione in materia di intervento nei confronti dei giovani&nbsp; –&nbsp; dopo che gliele&nbsp; ho fatte conoscere io – vengono da lui esaltate e indicate perentoriamente alla “sollecita” esecuzione da parte dei Circoli e dei dirigenti di essi.<br /><br />Però Scanu (se no, non c'è gusto) non vuole togliersi la soddisfazione di continuare&nbsp; nel suo&nbsp; compito “storico”: polemizzare con quel “cattivone” di Paolo Pulina, che&nbsp; –&nbsp; solo – non gliene ha fatto passare una delle sue irragionevoli e quindi “evanescenti” accuse contro la FASI; che ha ribattuto colpo su colpo alle argomentazioni di uno che perde automaticamente credibilità, a mio avviso, nella misura in cui fa venire in mente un uomo che, non essendo padre,&nbsp; vuole “insegnare ai padri come si fanno i figli”.<br /><br />Mettiamo infatti che uno sia un lavoratore desideroso di difendere i diritti propri e della categoria professionale cui appartiene. Non è contento del trattamento economico e di protezione sociale che è riservato a lui e ai suoi colleghi? Vuole migliorare&nbsp; questa situazione? Non può farlo evidentemente&nbsp; da solo. Si&nbsp; iscrive ad una organizzazione sindacale e dall'interno di essa comincia a fare tutte le osservazioni critiche che gli paiono opportune anche ai fini di allargare le adesioni (cioè le tessere di iscrizione)&nbsp; a quella tale sigla sindacale da lui prescelta. <br /><br />Se invece uno, senza mai aver preso una tessera di una di queste organizzazioni, dall'esterno vuole cantargliele chiare tutti i giorni, denunciandone manchevolezze (vere o presunte), soddisferà il suo ego ma è facile che qualcuno gli rinfacci la colpa di svolgere la funzione di predicatore non avente diritto o il ruolo di suocera invadente che vuole mettere il naso e magari zizzania (come dimostrerò più avanti) in una casa che non è sua. <br /><br />Scanu pontifica su quello che dovrebbe fare la FASI senza essere mai stato tesserato ad un circolo della FASI. Io sono&nbsp; iscritto al Circolo “Logudoro” di Pavia dal 1983 e vengo, come si dice, dalla gavetta: mi sono fatto le ossa prima come segretario, poi responsabile della biblioteca, addetto stampa, vicepresidente, infine vicepresidente vicario&nbsp; (per la FASI, responsabile della Comunicazione, dopo essere stato eletto negli ultimi due congressi: a Genova e a Milano).<br /><br />A Scanu piace moltissimo riportare&nbsp; le dichiarazioni dei “potenti”, le fa sue e le butta in faccia a quell’antipaticone di Pulina, con il classico gesto del “tiè!” e con la tipica soddisfazione da “mosca cocchiera” (insetto inutile ma molto saccente già ridicolizzato a sufficienza dagli scrittori di favole e dal sardo Gramsci). <br /><br />Solo Scanu (non Pulina, che ha l'ardire di non essere d’accordo con Scanu) dunque può gridare: viva Franco Manca, Assessore al Lavoro della Regione Sardegna!;&nbsp; viva Enzo Costa, segretario Cgil!; viva Peppino Loddo, segretario regionale della Cgil-scuola!;&nbsp; viva Tonino Mulas, presidente della FASI!<br /><br />Mi permetto di osservare che lascio solo volentieri a Scanu l’esclusiva di inneggiare a Luca Barbareschi (il bravo attore e presentatore, non sardo e non residente, che i sardi hanno voluto inviare alla Camera dei Deputati&nbsp; perché se ne uscisse con le espressioni che hanno entusiasmato Scanu non da oggi: basta digitare Vitale Scanu e Luca Barbareschi e Google ti dà i precedenti, anche in qualche sito dell'emigrazione sarda in Francia. Ha detto Barbareschi: «Sono i sardi stessi che si incaprettano da soli e sono la causa dei loro stessi mali »).<br /><br />Per il resto ho già detto che la FASI, tramite Tonino Mulas e Serafina Mascia, ha approvato il Piano triennale dell’Assessorato del Lavoro diretto da Manca, e io faccio parte dell’esecutivo nazionale della FASI di cui è&nbsp; presidente&nbsp; Tonino Mulas e di cui è vicepresidente vicario Serafina Mascia; posso quindi anch’io dichiararmi d’accordo con l’Assessore Manca, con Tonino Mulas e, per quanto da loro dichiarato, con Enzo Costa e con&nbsp; il segretario regionale della Cgil-scuola Peppino Loddo (a Pavia sono da sempre iscritto alla CGIL!).<br /><br />Ma a Scanu interessa ogni volta provare a seminare zizzania in casa FASI.<br />In un precedente intervento Scanu ha richiamato contro di me, in maniera evidentemente strumentale, questa affermazione di Filippo Soggiu (relazione al terzo Congresso della FASI, Genova, 23-24 marzo 2002):&nbsp;&nbsp; «Dobbiamo investire molte delle nostre forze, delle nostre iniziative e anche delle nostre risorse per intercettare questi giovani, che è l’unico modo per assicurare e garantire il futuro di questo movimento dopo di noi». Domando: solo a Scanu è permesso il diritto esclusivo di condividere queste dichiarazioni? <br /><br />Adesso, dopo aver strumentalizzato&nbsp; le citazioni da&nbsp; Soggiu, ci prova con quelle da&nbsp; Mulas (si tenga conto che io con Soggiu, oggi presidente emerito della FASI, mi vedo diverse volte alla settimana al circolo di Pavia; con Tonino Mulas almeno una volta al mese a qualche iniziativa culturale o a Milano&nbsp; presso la sede della FASI: perché la FASI ha sempre avuto una sede, al contrario di quello che ha scritto Scanu; anzi da pochissimo ne ha una tutta nuova…).<br /><br />Scrive Scanu: «Federazioni (compresa la FASI) e Circoli si considerano e sono autonomi, “ognuno con una sua programmazione”. Non voglio dire che essi siano tra gli ostacoli per la valorizzazione prioritaria dei giovani emigrati, ma che occorre un potenziamento di modelli, secondo le parole dell’assessore al Lavoro Manca e del presidente FASI&nbsp; Mulas ». Il senso che Scanu vorrebbe dare alla frase è questo: “ caro Pulina, prendi e porta a casa,&nbsp; se io sono d’accordo con Mulas, tu non puoi esserlo”. <br /><br />Non basta. A proposito delle dichiarazioni di Mulas (che gli ho fatto conoscere io), Scanu si sente autorizzato quasi a diventare intimidatorio e invita il “preside” Mulas a bacchettare l’impertinente “alunno” Pulina. Sentite, sentite: «Non è “realismo” aspettare “che i giovani di seconda e terza generazione frequentino i nostri circoli e si impegnino nei direttivi… facendo proposte” (Pulina). Sono le Federazioni che devono andare incontro ai giovani, non i giovani che vanno alla Federazione. “Non si può più pensare nei termini di oggi o di un triennio. Occorre più lungimiranza e pensare in termini di venti anni […]. Si chiede un cambiamento epocale per quanto riguarda i giovani e le strutture a prescindere dalle imposizioni [...] Con i giovani bisogna misurarsi, abbandonando un certo conservatorismo: i giovani vanno nei Circoli se hanno spazi e strutture, altrimenti si aggregano altrove. Sollecito in tal senso il coinvolgimento dei presidenti di Federazione…”. (presidente FASI Tonino Mulas). <br /><br />Se le parole hanno un significato, qui siamo di fronte a un energico “sollecito” di cambiamento per le Federazioni e per i Circoli. Sarà doveroso attivarsi per attuarle. O sono anche queste “parole evanescenti”?».<br /><br />Io trascrivo una frase detta da Mulas in Consulta in riferimento ad un contesto generale, non coincidente quindi con la sola tematica dei giovani&nbsp; e, come si può facilmente verificare dal confronto,&nbsp; Scanu la riporta senza gran rispetto di questo contesto generale: «Sollecito il coinvolgimento dei presidenti di Federazione perché i consultori hanno un ruolo importante ma non si può prescindere dai presidenti che conoscono e gestiscono l’attività dei loro circoli » diventa «Sollecito in tal senso [quindi, secondo Scanu, in direzione delle iniziative per i giovani; nota di Pulina] il coinvolgimento dei presidenti di Federazione».<br /><br />Consiglio a Scanu la lettura di quel famoso passo gramsciano in cui si dice che non bisogna «sollecitare i testi».<br />Vedo che Scanu, dopo aver&nbsp; promesso a diversi interlocutori “passo e chiudo” (s’intende: con questa polemica), continua tranquillamente a citarmi come rappresentante dei “cattivi” della FASI. Usando una appropriata&nbsp; espressione di&nbsp; Gianfranco Fini, gli chiedo:&nbsp; “Mi vuole forse cacciare ?”.<br /><br />Dopo tutto, grazie a me Scanu ha <b>solo</b> potuto presentare a Pavia il suo romanzo “Bachis Frau emigrato” (in Svizzera) e lì ha potuto conoscere per la prima volta Filippo Soggiu (che nel suo resoconto della manifestazione non a caso è chiamato «Giuseppe Sotgiu, antica e sempre valida colonna dell’emigrazione sarda»; in una lettera al presidente Gesuino Piga Scanu ha anche espresso rammarico per la mia assenza: allora alla mia presenza ci teneva!); grazie alla polemica che io ho ingaggiato con lui Tonino Mulas mi ha chiesto notizie su Scanu.<br /><br />Agli occhi di Scanu evidentemente la mia colpa è di non aver organizzato&nbsp; la presentazione&nbsp; del suo libro presso tutti i circoli della FASI e di non avergli fatto avere&nbsp; delle sovvenzioni della FASI per spedire copie del suo volume in Sardegna.<br /><br />Nota finale.&nbsp; Anche su questo sito ospitale vorrei continuare a scrivere articoli e non polemiche contro Scanu. Se però lui non volesse smettere,&nbsp; sappia comunque che gli arriverà sempre una pronta replica.<br />Paolo Pulina]]></content:encoded>
			<category>Circoli e Associazioni</category>
			
			
			<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 01:04:00 -0500</pubDate>
			
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			<title>Emigrati sardi - Un Piano Giovani “epocale e innovativo” </title>
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			<description>C'è un capitale umano disposto a tornare in Sardegna e a produrre, se solo trovasse le condizioni...</description>
			<content:encoded><![CDATA[di Vitale Scanu<br />C'è un'ampia fascia di giovani nella vasta “provincia” dell'emigrazione sarda che soffrono ancora del “mal di Sardegna” e che, nel contempo, si ritrovano con un bagaglio di esperienze, di preparazione intellettuale, di invidiabili capacità professionali. Sono gli emigrati con due anime: quella sarda inestinguibile e quella acquisita nei luoghi di emigrazione che li ospitano, con le loro peculiarità. Sardi che riescono a mantenere ostinatamente la propria identità, facendosi apprezzare dappertutto per le loro capacità e la duttilità di adattamento che esprimono pure in un ambiente alieno al loro primo costume di vita. Persone preziose per la Sardegna, che da loro riceve un ritorno di immagine assai onorevole e lusinghiero. Persone pronte a immettere nel sustrato dell'economia regionale sia le loro idee vigorose e innovative, sia una discreta disponibilità di capitale da mettere a frutto, convinte come sono che chi ha idee vince, perché le idee vengono prima dei progetti, i buoni progetti prima della realizzazione pratica. Ci sono tra essi aspettative ed esigenze che aspettano solo i tempi e l'humus favorevoli per concretizzarsi. Un capitale umano sostanziato di esperienza, preparazione, capitali, manodopera, piena disponibilità. Tornerebbero in Sardegna domani questi giovani, se solamente sapessero di poter contare su buoni incentivi, franchigie, semplificazione burocratica, sana competizione, iniziative e progetti innovativi, obiettivi certi e strumenti legali all'altezza.<br /><br />Purtroppo “vediamo questo mondo giovanile spaesato, che non sa più cosa fare”. E ci sono i tre ostacoli che tutti conosciamo i quali sono causa di scoraggiamento e di un senso di impotenza.<br /><br />* La burocrazia. Vengono subito i sudori freddi a qualsiasi giovane emigrato sardo che volesse iniziare un'attività in Sardegna. Prima di cominciare qualsiasi iter imprenditoriale, per primi incontriamo i burocrati che, o non rispondono alle richieste, con una maleducazione non quantificabile, oppure ti ingolfano in tempi assurdi e defatiganti che azzerano qualsiasi iniziativa. Sono i membri di una classe politica dilettante, superoccupati in uno stato di litigiosità permanente. Diciamo pure che se ne fregano dell'emigrante e della sua buona volontà imprenditoriale. Però nei discorsi, nei comizi e nelle tavole rotonde continuano a menarla: emigrati tornate, gli emigrati sono un patrimonio... Burocrati impreparati e improvvisatori, con alle spalle perfino tante leggi respinte per incostituzionalità. Un esempio? Sui crediti agevolati agli agricoltori, stipulati con la legge regionale 44/1980, gravava un interesse passivo del 2%, che nel 2007 venne portato al 19%. La legge relativa non fu notificata alla Commissione europea, la quale, non solo non approvò un balzello così folle, ma ritirò pure il finanziamento. Risultato: milioni di euro persi per l'agricoltura sarda. Così, è difficile che un giovane imprenditore si esponga a una simile giostra di governanti senza protoni.<br /><br />* Un humus regionale fortemente negativo: mancanza di cultura del lavoro, un ricambio generazionale negativo, la scuola sarda registrata come la peggiore d'Europa, mercato del lavoro zero, il fuoco delle vendette diventato sport regionale e mezzo più praticato per dirimere le questioni (con centinaia di posti di lavoro persi a causa di questo dissennato comportamento), educazione civica zero, sabotaggi autolesionistici... «Dispersione scolastica, diminuzione di titoli accademici, poca propensione alla cultura... La parola ignoranza, forse per pudore, non viene tirata in ballo. Ma il concetto è quello: i Sardi sono un popolo poco istruito, che non ama studiare e men che meno andare a scuola. Bisogna invertire la rotta per non diventare il fanalino di coda dell'Europa [...]. Sui livelli di istruzione c'è un divario enorme rispetto alle altre regioni sviluppate: occorre una repentina inversione di tendenza [...]. In Italia, per quanto riguarda questo fenomeno, la Sardegna detiene il record assoluto. E' l'isola degli ignoranti» (Enzo Costa, segretario Cgil). Per il segretario regionale della Cgil-scuola Peppino Loddo si assiste «alla cosiddetta analfabetizzazione di ritorno, perché si constata una sorta di regressione culturale e formativa». Basta questo sustrato di inciviltà, la vigliaccheria dei piromani, le invidie e le gelosie che tagliano le gambe a qualsiasi iniziativa, per scoraggiare le migliori buone volontà di progresso e di riscatto. Sono i sardi stessi che si incaprettano da soli e sono la causa dei loro stessi mali (Luca Barbareschi). La Sardegna è ostaggio di questa stupidità a livello regionale.<br /><br />In Sardegna manca una cultura del lavoro. Sono tanti i lavoratori assenteisti o che hanno un senso molto approssimativo degli impegni e degli orari di lavoro. Troppe industrie partite con entusiasmo chiudono per causa dell’assenteismo. La SNIA di Villacidro - come riportano i quaderni dei rapporti dei capiturno della SNIA anni ’70 - registrava fino al 72% di assenteismo (!). Il 17 novembre di quell’anno '70 mancavano nello stabilimento 26 lavoratori su 36. “Come può un’attività funzionare con quella percentuale di assenteismo?”, si chiedeva l’imprenditore Giovanni Muscas, davanti a centinaia di presenti al convegno annuale del Gruppo ISA nell’ottobre 2006. Non si sa lavorare. Non esiste una cultura del lavoro”.<br /><br />* Federazioni (compresa la FASI) e Circoli si considerano e sono autonomi, “ognuno con una sua programmazione”. Non voglio dire che essi siano tra gli ostacoli per la valorizzazione prioritaria dei giovani emigrati, ma che occorre un potenziamento di modelli, secondo le parole dell'assessore al Lavoro Manca e del presidente FASI Mulas. Finora, piccoli regni, ognuno isolato, inviolabile e incomunicante (molto sardo!), dove periodicamente si presentano alcuni sardi dispersi della “provincia emigrazione”, ai quali vengono somministrate alcune gocce di elementi identitari (danze, canti, lingua, cultura, costumi sardi). Ottimo, per carità. Chapeau! Quantomeno per rendere giustizia ai tanti volontari che ci spendono tempo ed energie e che non saranno mai ringraziati abbastanza.<br /><br />Qui è il punto. L'assessore Franco Manca spinge a un superamento di questo sistema con un maggior “associazionismo”, con una “competizione tra i Circoli”, la collaborazione a un livello superiore. Occorre un lavoro di squadra. Il Piano 2010-2012 “segna una netta discontinuità e appare innovativo soprattutto nell'obiettivo di investire prioritariamente sulle nuove generazioni, con attività che mirano a rafforzare la presenza dei giovani nelle varie iniziative [...] stimolando la fantasia e la creatività di tutti i Circoli, premiando le idee migliori e collegando le prospettive di sviluppo socio-economico della Sardegna con le potenzialità espresse dal mondo dell’emigrazione”. Non è “realismo” aspettare “che i giovani di seconda e terza generazione frequentino i nostri circoli e si impegnino nei direttivi... facendo proposte” (Pulina). Sono le Federazioni che devono andare incontro ai giovani, non i giovani che vanno alla Federazione. “Non si può più pensare nei termini di oggi o di un triennio. Occorre più lungimiranza e pensare in termini di venti anni […]. Si chiede un cambiamento epocale per quanto riguarda i giovani e le strutture a prescindere dalle imposizioni [...] Con i giovani bisogna misurarsi, abbandonando un certo conservatorismo: i giovani vanno nei Circoli se hanno spazi e strutture, altrimenti si aggregano altrove. Sollecito in tal senso il coinvolgimento dei presidenti di Federazione...”. (presidente FASI Tonino Mulas). Se le parole hanno un significato, qui siamo di fronte a un energico “sollecito” di cambiamento per le Federazioni per i Circoli. Sarà doveroso attivarsi per attuarle. O sono anche queste &quot;parole evanescenti&quot;?<br /><br />Il cambio generazionale è sostanziale; è il perno per il prosieguo dell'operatività dei nostri Circoli. E se una voce, una riserva, una disamina propositiva si alza dalla base per un miglioramento, non si risponde con sufficienza, o col solito burocratese o con i “come si permette... chi lo autorizza... la smetta di interferire”. E' per questo che io temo il gattopardismo: si accettano tutte le direttive senza però impegnarsi a cambiar veramente le cose.<br /><br />Nel nuovo programma triennale delle “Linee guida” vengono stanziati “300mila euro per borse di studio, stage e summer’s school, più 290mila euro per un grande evento sportivo internazionale da svolgersi in Sardegna”. Sarebbe un'incredibile manifestazione unitaria, una full immersion di enorme impatto nella sardità più autentica. Toccherà alle nostre Federazioni programmare e portare a buon fine questo obiettivo tra i nostri giovani “disterraus”. Si sa quanto aggreganti e coinvolgenti siano lo sport e la musica per i giovani e sarà quanto mai interessante monitorare questo impegno affidato ai Circoli e alle Federazioni.
Vitale Scanu]]></content:encoded>
			<category>Circoli e Associazioni</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 13:20:00 -0500</pubDate>
			
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			<title>Archeologia: A Barumini una nuova prestigiosa scuola di restauro</title>
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			<description>A Barumini, sede della nota reggia nuragica (XIV-XIII secolo a.C., periodo del Bronzo medio), è...</description>
			<content:encoded><![CDATA[di Vitale Scanu<br />A Barumini, sede della nota reggia nuragica (XIV-XIII secolo a.C., periodo del Bronzo medio), è stata inaugurata il 30 maggio scorso la scuola internazionale dedicata allo scavo archeologico e al recupero dei reperti preistorici.<br /><br />Un’autentica festa quella che ha salutato l’inaugurazione della scuola internazionale di restauro e scavo archeologico. La struttura del centro di livello altamente specializzato di oltre mille metri quadrati sarà un centro di eccellenza nel settore didattico e scientifico. «È importante questo nuovo percorso intrapreso da Barumini, che ha scommesso sulla cultura con la Fondazione creando la più grande azienda sarda del settore con 63 dipendenti. I corsi di formazione e specializzazione per gli studenti nell’unico sito Unesco isolano porteranno ulteriori benefici economici all’intera comunità» esordisce il sindaco Emanuele Lillìu.<br /><br />Una scuola di alta formazione nata per volontà e unità d’intenti tra varie istituzioni, come sottolinea il 96enne Accademico dei Lincei Giovanni Lillìu, baruminese e scopritore de Su Nuraxi (che molti studiosi definiscono lo Schliemann della civiltà nuragica della Sardegna): «Un’iniziativa prestigiosa che si aggiunge ad altre. Qui troveranno sistemazione i tanti reperti da restaurare provenienti dalla meravigliosa avventura della scoperta del nuraghe (anni ’50 del 1900), che saranno poi esposti nel vicino museo archeologico». <br /><br />Scuola che sarà anche un’attrazione per il turista, in cui si potrà vivere l’emozione diretta del restauro degli oggetti millenari. «Barumini rappresenta con prestigio la Sardegna con i suoi beni archeologici, e noi lavoreremo insieme per valorizzare al meglio la scuola» annuncia Marco Edoardo Minoja, soprintendente ai beni archeologici di Cagliari e Oristano.<br /><br />Claudio Ricci, sindaco di Assisi e presidente dei siti italiani dell’Unesco, aggiunge: «Sarà una scuola di rilievo regionale ma anche nazionale, e gli oggetti restaurati potranno essere presi ad esempio da altre realtà e da altre scuole». Un particolare elogio arriva da Francesco Cillocu, dirigente dell’Assessorato regionale Enti Locali, ai «piccoli Comuni che possiedono grandi strutture per ospitare grandi scuole come questa». <br /><br />Ora si attendono i docenti dell’Università di Cagliari e di altri prestigiosi atenei italiani, che insegneranno agli studenti la ricerca, lo scavo archeologico e il restauro nelle aule della scuola-laboratorio, che potremmo tranquillamente titolare “Università del restauro”. Allo stage parteciperanno i laureati in materie del gruppo umanistico e del gruppo architettura compresa la laurea triennale. <br /><br />Gli studenti verranno coinvolti negli scavi dei siti ancora da scoprire e valorizzare: 31 luoghi più o meno estesi dall’epoca neolitica all’età nuragica, 5 resti dell’età punica e 35 che mostrano i segni della presenza romana-altomedioevale. Il conseguimento del master dà crediti universitari agli studenti – non più di venti per ogni corso che avrà la durata di seicento ore – e la partecipazione è gratuita. La Regione, con l’assessore ai Beni Culturali Maria Lucia Baire, sostiene il progetto: «Qui si è svolto uno sviluppo tematico, un percorso culturale che ha un’importanza fondamentale. Perciò è una necessità formare i giovani nei beni culturali. E noi saremo presenti». <br /><br />Un’ulteriore opportunità per il notissimo centro della Sardegna divenuto famoso nel mondo per la Reggia nuragica, scoperta e valorizzata dal prof. Giovanni Lillìu, monumento che dal 1997 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. <br />Fadda-Scanu]]></content:encoded>
			<category>Storia e Archeologia</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 08:38:00 -0500</pubDate>
			
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			<title>Vincenzo Lastrina, deportato a Mauthausen, morto il 15 maggio 1945, alla fine degli anni Trenta è stato vicepretore a Decimomannu</title>
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			<description>Ecco la scheda che gli riserva il sito dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI): ...</description>
			<content:encoded><![CDATA[di Paolo Pulina<br /><b>Vincenzo Lastrina</b>, vediamo chi è stato e perché ci occupiamo di lui in spazi&nbsp; pubblicistici&nbsp; che trattano temi e problemi della&nbsp; Sardegna.<br /><br />Ecco la scheda che gli riserva il sito dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI):&nbsp; «Quando, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, gli fu proposta la nomina a capo di Gabinetto della Prefettura di Genova, Vincenzo Lastrina accettò soltanto dopo aver chiesto come comportarsi ai capi della Resistenza genovese. <br /><br />Disponendo delle direttive riservate dei nazifascisti, Lastrina riuscì a scongiurare molti rastrellamenti, evitare centinaia di arresti, sabotare i provvedimenti del Governo di Salò, fornire importanti notizie al Comitato di Liberazione Nazionale e, prima del suo arresto, preziose informazioni agli Alleati. <br /><br />Scoperto col suo fidato collaboratore Franco Zoppoli, il vice prefetto di Genova, il 29 settembre 1944, finì alla “Casa dello Studente”, dove le SS del maggiore Engel lo sottoposero a durissimi interrogatori. <br /><br />Rinchiuso poi nel carcere di Marassi, Lastrina prese, il 22 ottobre, la via del campo di concentramento di Bolzano. Un mese dopo veniva tradotto a Mauthausen. Quando gli Alleati liberarono i sopravvissuti del lager, vi trovarono Lastrina ridotto in fin di vita, a pugni, dai suoi aguzzini. Inutile fu il suo ricovero in un'infermeria a Melk. <br /><br />Sulla figura del coraggioso funzionario, già nel 1945, è stato pubblicato a Genova un libro di Ettore Miraglia. Di lui scrisse anche Piero Caleffi nel 1954, in “<b><i>Si fa presto a dire fame</i></b>” [testimonianza dai lager di Bolzano e di Mauthausen]. <br /><br />Nel 2006 a Genova, nel “Giorno della Memoria”, è stato solennemente ricordato il contributo dato dal viceprefetto alla causa della libertà. Nel 2007, per la “Giornata della Memoria”, a cura del Comune di Melilli [paese natale di Lastrina, in provincia di Siracusa], è stato pubblicato il libro di Michele Rizzo “<b><i>Vincenzo Lastrina: da Melilli a Mauthausen. Il breve viaggio per l'eternità</i></b>”.».<br /><br />Ettore Miraglia, nell'affettuoso e commovente scritto memoriale (Genova, Editrice Arte e Lettere, pp. 38, con uno schizzo di A.U. Gargani)&nbsp; “In onore del viceprefetto Vincenzo Lastrina”, uscito nel 1945, dopo la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, ha così presentato le origine siciliane, gli studi e la carriera di Vincenzo Lastrina fino all'arrivo, appunto, alla Prefettura di Genova. &nbsp;<br /><br />«Vincenzo Lastrina nacque a Melilli, provincia di Siracusa, il 16 febbraio 1915, da Sebastiano e da Filomena Caminito, agricoltori. I genitori, vistane la prontezza dell' intelligenza e la buona disposizione agli studi, lo assecondarono in questa sua naturale tendenza. D'altra parte la vita dura dell' agricoltore, nell'assolata terra di Sicilia, non si confaceva al suo fisico piuttosto gracile. <br />Ma quante volte, specie quando l'amarezza lo torturava, rimpiangeva di non aver potuto e voluto rimanere nella sua terra, di cui rievocava il fascino e quel senso di libertà, di vita libera che essa dà. Della sua campagna conosceva tutti i segreti e gli angoli più belli, dove tante volte si era rifugiato per studiare e sognare. E nella scuola, come egli si compiaceva ricordare con un malcelato orgoglio, fu il prediletto degli insegnanti. <br /><br />Si laureò in giurisprudenza il 9 luglio 1937 nella Regia Università degli Studi di Roma. Dopo aver disimpegnato le funzioni di vice pretore in un paese della Sardegna, nel luglio del 1940 entrò nell' amministrazione dell'Interno, prestando servizio nelle Prefetture di Bari, di Trieste, di Vicenza e di Genova, in quest' ultima dal gennaio 1942. <br /><br />Il dottor Lastrina, assegnato quale segretario al Gabinetto della Prefettura, si impose subito all' attenzione di quanti ebbero occasione di avvicinarlo e di conoscerlo, cattivandosi, in breve tempo, vaste amicizie e viva simpatia nel campo della sua specifica attività e fuori di essa, tanto in città quanto in provincia». <br /><br />Lastrina, dunque, all'inizio della sua carriera, fu vice pretore in un paese della Sardegna. Sono riuscito a sapere quale è questo paese.<br />Ho chiesto al Comune di Melilli il libro di Rizzo e il sindaco Giuseppe Sorbello me ne ha prontamente inviato una copia. A p. 18 Rizzo scrive: «Lastrina si era laureato e si preparava ai concorsi in magistratura ed in amministrazione dell'Interno. Li vinse entrambi. Era già pretore del mandamento di Decimomannu, in provincia di Cagliari, quando, nel 1940, gli arrivò la notizia di aver vinto anche il concorso la Ministero dell'Interno. Non ebbe esitazioni di scelta. Gli pesava dovere emettere sentenze, si licenziò ed entrò nell'amministrazione dell'Interno ». <br /><br />Spetta a questo punto a Decimomannu ricordare degnamente il martire della libertà Vincenzo Lastrina, che la cittadina sarda ha avuto l'onore di conoscere e apprezzare come giovane funzionario statale. La vicenda eroica del viceprefetto che, nel suo luogo di lavoro,&nbsp; volle aiutare a salvarsi il maggior numero di persone perseguitate dai fascisti e dai nazisti è già consegnata alla storia. <br /><br />Oltre che nei libri di Miraglia e di Rizzo, di lui si parla nel volume di Mario Avagliano &quot;Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945” (Einaudi, 2006), che racconta la storia della Resistenza, della deportazione e degli Internati Militari Italiani (IMI) attraverso le lettere e i diari dei protagonisti. <br /><br />Anche Giovanna d'Amico ha dedicato a Lastrina un'ampia ricerca dal titolo “Un siciliano a Mauthausen” (2009). Negli ultimi anni le città di Melilli, di Genova,&nbsp; di Modena hanno promosso solenni omaggi alla memoria di Lastrina. Facendo la sua parte Decimomannu sarebbe in buona compagnia.<br />Paolo Pulina]]></content:encoded>
			<category>Disterraus - Migrantes</category>
			
			
			<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 03:20:00 -0500</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Esce &quot;in sa terra mia&quot; il nuovo disco di dr.drer &amp; crc posse</title>
			<link>http://www.emigratisardi.com/index.php?id=8&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=273&#38;cHash=e8c5754f2bc4fe035a49c75e82d4c7b0</link>
			<description>Il quarto CD è il primo con la formazione rinnovata nel 2008: dr.drer, Mauro Mou e Giuanni Siccardi...</description>
			<content:encoded><![CDATA[Oi, sàbudu su 5 de su mes' 'e lampadas, bessit su discu nou &quot;IN SA TERRA MIA&quot;, ca eus arregistrau custu beranu passau in Casteddu.<br />&nbsp;<br />Custu discu est su de cuatru ki feus, y est su primu cun sa banda noa: dr.drer, Mauro Mou e Giuanni Siccardi arrepadoris, Giorgia Loi cantadora solista, Alessandro Pintus &quot;Alex P&quot; scioberadori de sonus e scarràfius, Riccardo &quot;Frichi&quot; Dessì bàsciu a illètricu e cuntrabàsciu. Est unu discu bilìngui y est un'amesturu de rap, reggae, dub, reggaeton, latina e sonus de sa mùsica sarda.<br />C'hat traballau cumenti fònicu Enrico Rocca, piciocu casteddayu jòvunu ma jai cun esperièntzia internatzionali, y est stètiu masterizau in Caracas (Venezuela) de Erik Aldrey.<br /><br />Cust'orta ci funt medas òspitis aintru: Enzo Saporito (Kenze Neke, KNA e Tzoku), Militant A e Pol G de is Assalti Frontali, Vito Biolchini e Elio Arthemalle de Radio Press, e medas musikeris sardus ca anti bòfiu donai unu ajudu, donnyunu e donnyuna a sa manera sua: su sonadori e composidori de pianu Stefano Rachel, Franciscu Bachis (Ratapignata) cun sa trumbita, su ghitarreri Stefano Ferrari, Dianella Rubiu cun sa fisarmònica, Jessica Serra cun sa boxi, e puru su maistu et espertu de sa cantzoni popolari Sergio Durzu (Ildeposito.org) cun sa ghitarra<br />&nbsp;<br />Sa banda nosta, ca benit de su primu prèmiu de su Festival Europeu de is Lìnguas de Minoria e de atrus girus in continenti e in Europa, presentat su discu nou crasi sàbudu su 5 de su mes' 'e lampadas a is 9 oras de a merì in Casteddu cun d'unu cuncertu in pratza, in su Terraprenu de Bia Regina Elena. Sonaus imparis a is Tzoku, sa banda ki benit de is Kenze Neke, ca de s'annu passau seus sonendi imparis: issus puru ant' a presentai su discu nou insoru &quot;S'ARDORE POPULARE&quot;. http://www.myspace.com/tzoku
Eus scioberau de fai custa presentada sonendi po su pòpulu de sa Palestina: totu su ki si godanjat de is barracas in pratza, andat a ajudai is progetus ca s'Assòtziu Sardigna Palestina sighit de medas annus. http://www.sardegnapalestina.org/<br />&nbsp;<br />Unu arrogheddu de su discu nou &quot;In Sa Terra Mia&quot; s'agatat innoi: http://www.youtube.com/watch?v=N747gA_c3L8<br />Est sa cantzoni Pulima, ca eus fatu imparis a is cumpàngius Assalti Frontali, banda arrepadora romana.<br /><br />Po atras info:<br />info@crcposse.org<br />http://www.crcposse.org/<br />http://www.myspace.com/crcposse<br /><br /><br /><b>Sabato 5 giugno 2010 esce il nuovo disco: &quot;IN SA TERRA MIA&quot;, registrato questa primavera a Cagliari</b><br /><br />Il quarto CD è il primo con la formazione rinnovata nel 2008: dr.drer, Mauro Mou e Giuanni Siccardi alle voci, Giorgia Loi cantante e corista, Alessandro Pintus &quot;Alex P&quot; alla consolle e agli scratches, Riccardo &quot;Frichi&quot; Dessì basso elettrico e contrabasso. E' un disco bilingue, com e sempre, e le musiche sono un mix di rap, reggae, dub, reggaeton, latina, e sonorità tradizionali sarde.<br />Sono undici tracce registrate e mixate a Cagliari dal giovane fonico sardo (ma con esperienza internazionale alle spalle) Enrico Rocca, e masterizzate a Caracas (Venezuela) da Erik Aldrey.<br /><br />Questo disco ha parecchi ospiti al suo interno: Enzo Saporito (già Kenze Neke, ora KNA e Tzoku), Militant A e Pol G degli Assalti Frontali, i popolari conduttori radiofonici di Radio Press Vito Biolchini ed Elio Arthemalle, e diversi musicisti sardi provenienti da diverse esperienze, messi insieme appositamente per questo progetto: il pianista e compositore Stefano Rachel, Francesco Bachis (Ratapignata) alla tromba, il chitarrista classico Stefano Ferrari, Dianella Rubiu alla fisarmonica, Jessica Serra alla voce, ed infine lo studioso della canzone popolare Sergio Durzu (Ildeposito.org) alla chitarra acustica.<br /><br />La nostra band, reduce dalla vittoria nel Festival Europeo delle canzoni delle Lingue Minoritarie e da diversi tour italiani ed europei, presenterà il disco sabato 5 giugno alle ore 21 a Cagliari con un concerto open-air nel Terrapieno di Viale Regina Elena insieme agli Tzoku, la band nata dalle ceneri dei Kenze Neke, i quali presenteranno anche loro l'ultimo disco, &quot;S'ARDORE POPULARE&quot;, e con i quali dall'anno scorso è attiva una collaborazione artistica. http://www.myspace.com/tzoku<br />Abbiamo voluto presentare i nostri dischi nuovi scegliendo di fare una serata in favore della Palestina, nella quale il ricavato dei chioschi andrà interamente ai progetti che l'Associazione Sardegna Palestina porta avanti da anni. http://www.sardegnapalestina.org/<br /><br />Un'anteprima del nuovo disco &quot;In Sa Terra Mia&quot; è già disponibile online all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=N747gA_c3L8<br />Si tratta del pezzo Pulima, il brano che abbiamo composto con la storica band romana Assalti Frontali.<br /><br />Per ulteriori informazioni:<br />info@crcposse.org<br />http://www.crcposse.org/<br />http://www.myspace.com/crcposse]]></content:encoded>
			<category>Musica</category>
			
			
			<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 01:11:00 -0500</pubDate>
			
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