Nel pomeriggio del 23 febbraio 2008, presso l’auditorium comunale, a Vimodrone, il grande intellettuale e politico sardo Antonio Gramsci è stato commemorato, a 70 anni dalla morte, dal locale Centro sociale e culturale dei sardi “La Quercia”.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con la FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di Vimodrone.
Dopo l’introduzione di Gianpiero Fenu, presidente dell’associazione sarda, e dopo i saluti del sindaco di Vimodrone, Dario Veneroni, e del sindaco di Pioltello, Antonio Concas (originario della provincia di Cagliari), introducendo gli interventi dei relatori ho fatto riferimento a un articolo del “Corriere della Sera”, proprio del 23 febbraio, nel quale si ricordava come il presidente del Venezuela Hugo Chávez avesse citato ampiamente Gramsci in un discorso del 2 giugno 2007. E’ l’ennesima prova, questa, del prestigio indiscusso di cui oggi, in tutto il mondo, godono la figura e le opere di Gramsci (particolarmente apprezzate sono le sue analisi in materia di teoria politica, sociologia della cultura, ruolo degli intellettuali).
Sicuro di interpretare la sensibilità dell’assemblea, ho voluto rendere omaggio a Peppino Marotto, il sindacalista di Orgosolo vilmente assassinato alla fine del 2007, leggendo una delle sue poesie dedicate a Gramsci.
Lino Salomoni ha ripercorso lo sviluppo del piccolo Gramsci in una famiglia impoverita (a causa della perdita del lavoro da parte del capofamiglia) di un paese della Sardegna di fine Ottocento, naturalmente sottolineando i problemi creati nel gracile corpo di Antonio dall’insorgere di una malattia terribile come la tubercolosi ossea.
Roberto Rampi, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Vimercate, ha esposto le motivazioni che hanno portato lui e altri giovani studiosi a rinnovare l’approccio alla figura di questo straordinario combattente per la libertà dando vita ad uno spettacolo teatrale e a una mostra divulgativa dei concetti essenziali della sua riflessione politica e culturale nelle prigioni fasciste (numero di matricola del detenuto: 7047) e ha presentato il volume “Nino. Appunti su Antonio Gramsci. 1937-2007”, uscito per le sue cure, in cui sono riportati i testi sia della pièce teatrale sia dei pannelli che compongono la mostra insieme alle dichiarazioni dei diversi autori del progetto e ad alcune testimonianze di importanti studiosi di Gramsci.
Tonino Mulas, presidente della FASI, ha insistito sull’attualità del metodo di analisi di Gramsci che in alcuni casi gli hanno permesso di essere quasi profetico.
La tavola rotonda è stata conclusa dall’intervento di Romina Congera, assessore del Lavoro della Regione Sardegna, che, prendendo spunto dallo stimolante dibattito di Vimodrone su Gramsci (figura alla quale purtroppo i libri di scuola continuano a riservare spazi molto inferiori rispetto a quelli che meriterebbe per l’incisività delle sue analisi in campo politico e culturale), ha voluto esprimere ai numerosi emigrati presenti il suo compiacimento per la qualità del continuo e diffuso impegno culturale dei circoli. La Sardegna non può non essere grata alle migliaia di volontari che si distinguono per la forte capacità organizzativa e per la ricchissima rete di relazioni intessute con le istituzioni delle città in cui operano: l’immagine attrattiva del “prodotto Sardegna” ne esce così potentemente rafforzata.
Il pomeriggio è stato concluso da una apprezzata esibizione dell’artista cagliaritano Gianluca Medas che ha sviluppato una narrazione sul “giovane Gramsci” con l’accompagnamento musicale dei fratelli Francesco e Fabrizio Saiu (di origine villacidrese ma residenti a Brescia).
responsabile Comunicazione della FASI, Federazione delle Associazioni Sarde in Italia
Paolo Pulina
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