A rischio la legge sulla Consulta, Soru a Roma

di FILIPPO PERETTI Fonte: La Nuova

martedì 27 giugno 2006 di exeo

CAGLIARI. Dopo la «tassa sul lusso», anche un’altra legge sarda rischia di essere impugnata dal governo: è quella sulla Consulta per lo Statuto. Per difenderla, il presidente Renato Soru sarà oggi a Palazzo Chigi, dove si parlerà anche della preparazione della nuova Intesa Stato-Regione. Mentre a Sassari Giacomo Spissu riunisce i presidenti delle assemblee.

Già nei giorni scorsi il consiglio dei ministri avrebbe dovuto esaminare la legge regionale che punta a istituire la Consulta per elaborare il nuovo Statuto sardo. Appreso che il parere era negativo, Soru è intervenuto pesantemente pronosticando una durissima reazione politica.

Sarebbe stato il ministro Arturo Parisi a convincere Romano Prodi a rinviare di una settimana. La ragione dell’impugnativa è la parola «sovranità» che il consiglio regionale ha usato al posto di «autonomia». Nel senso che il governo non può accettare che la Regione, senza una preventiva modifica dell’ordinamento costituzionale, si proclami «sovrana» sul proprio territorio.

Soru, accompagnato dall’assessore al Bilancio Francesco Pigliaru, ne parlerà oggi stesso a Roma nel vertice convocato a Palazzo Chigi per portare avanti il lavoro sulla nuova Intesa Stato-Regione: il 24 il sottosegretario Enrico Letta sarà a Cagliari per l’apertura formale del «tavolo».

Nel pomeriggio alle 18 Soru sarà ricevuto da Letta, dal vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco (per la partita delle entrate) e dal ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta (con la quale oggi sarà affrontato soprattutto il tema della legge sulla Consulta).

Il tema sarà probabilmente discusso anche a Sassari dal coordinamento della Conferenza dei presidenti dei consigli regionali, che si riunisce questa mattina (ore 9,30, presso gli uffici della Regione in via Roma), ospite Giacomo Spissu. I lavori, anche se informalmente, sono iniziati ieri sera, in una cena al ristorante Liberty.

L’obiettivo di questo appuntamento sassarese, in preparazione della riunione del Coordinamento prevista per fine mese a Roma, è quello di impostare il rapporto con il governo e soprattutto con il nuovo Parlamento per l’avvio operativo della legislatura.

Dopo che erano stati ben quindici consigli regionali a chiedere il referendum sulla «devolution», vinto dai «no», in Parlamento si è infatti riaperto il confronto politico su come riprendere il discorso della riforma della Costituzione.

I consigli regionali - ha anticipato Spissu - vogliono partecipare a questa discussione e non solo per le materie di loro strettissima competenza.

Inoltre «il rilancio dell’integrazione europea, soprattutto in una fase delicata come questa con la nuova crisi in Medio Oriente e l’irrigidimento dei rapporti tra Libano e Israele, impone alle assemblee legislative - ha spiegato Spissu - un ruolo importante nei prossimi anni.

L’obiettivo è migliorare la democrazia nell’Unione europea, negli Stati membri, nelle Regioni e nelle aree limitrofe al vecchio Continente».

A Sassari sono presenti i presidenti dei Consigli di Friuli Venezia Giulia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.

Il secondo obiettivo della riunione è quello di trovare soluzioni comuni sui temi della legislazione regionale e dei controlli governativi.

A Sassari potrebbe nascere l’agenda per i prossimi tre anni: in Sardegna si rivoterà nel 2009, nelle Regioni ordinarie l’anno successivo.