Al Lirico di Cagliari in scena la grande Musica Tedesca
lunedì 13 novembre 2006 di Antonio Valentini
Tanto documentato, quanto celebrato da un’interessante e varia aneddotica, il connubio musicale fra Schumann e Brahms si ripresenta al pubblico Cagliaritano con due titoli importanti e una coppia di artisti di fama internazionale – il pianista Simone Pedroni e il direttore Anthony Bramall – accompagnata dalla consueta presenza dell’Orchestra del Teatro Lirico.
Classe 1969, pianista dal curriculum non convenzionale, Simone Pedroni non si dichiara un enfant prodige ma vanta, a partire dal diploma in Conservatorio conseguito a Milano all’età di ventun anni, una carriera da protagonista della scena musicale internazionale: a ventitré anni vince il secondo premio al Concorso Pianistico “Arthur Rubinstein” di Tel-Aviv e il primo premio al Concorso “Queen Sonja” di Oslo; l’anno dopo è ancora primo premio, questa volta al Concorso “Van Cliburn” in Texas: a questi successi seguono poi collaborazioni con i maggiori artisti e le maggiori orchestre del mondo, a testimonianza di una straordinaria vitalità artistica. A Cagliari si presenta con un lavoro di impegno assoluto, quel Secondo Concerto in si bemolle per pianoforte e orchestra che Brahms meditò di scrivere per oltre vent’anni, dopo la fredda accoglienza riservata al suo più giovanile Concerto in re minore.
Capolavoro noto per l’impegnativa scrittura pianistica, e per l’ancor più impegnativa integrazione della parte solistica nel tessuto sinfonico dell’orchestra, il Secondo Concerto richiede in egual misura una profonda maturità musicale e non comuni doti virtuosistiche. Non poche perplessità, dobbiamo tuttavia notare, ha offerto purtroppo l’esecuzione affidata a Simone Pedroni e all’Orchestra del Teatro Lirico guidata dalla bacchetta di Anthony Bramall: l’interpretazione risultava nel complesso poco convincente, a tratti poco pulita (sia nella parte solistica che in quella orchestrale) e spesso priva di una visione coerente fra pianista e orchestra. Questione di fraseggi, di una discutibile scelta delle sonorità pianistiche (spesso limitate a dinamiche eccessivamente deboli), di poca consistenza nella parte orchestrale che nel Concerto in si bemolle ha tanta importanza; e così, al di là dell’Andante impreziosito dall’efficace solo del violoncello, nel resto dell’esecuzione il solista e l’orchestra non esibivano un’approfondita perizia interpretativa del Concerto, o mostravano quantomeno di non aver raggiunto – nel corso delle prove – un’intesa artistica adeguatamente articolata (e sarebbe tuttavia stato difficile per chiunque – notiamo a parziale discolpa degli artisti – considerati i tempi a disposizione: due soli giorni di prove non sono certo sufficienti per un solista e un’orchestra che si incontrano per la prima volta; ma non è certo una novità: sono le ormai inesorabili leggi del “mercato musicale”...).
La seconda parte del concerto, interamente dedicata alla Seconda Sinfonia di Robert Schumann, vedeva Anthony Bramall alla guida di un’orchestra completamente trasformata: più energica, più incisiva, capace di un amalgama sonoro equilibrato e compatto; e pure la sezione degli ottoni, dopo l’infelice prova data nel Concerto di Brahms, affrontava la Sinfonia di Schumann con un carattere brillante e un’ammirabile sicurezza esecutiva. Su tutto, aggiungiamo, un Anthony Bramall capace finalmente di far esprimere l’orchestra del Teatro ai suoi massimi livelli; un direttore dotato di un gesto tanto vario quanto efficace, e di un’intelligenza musicale non comune cui si accompagna un’esperienza ormai consolidata in campo internazionale. Il pubblico Cagliaritano avrà modo di incontrarlo nuovamente – ancora una volta alla guida dell’Orchestra del Teatro Lirico – in occasione dell’esecuzione del Requiem di Verdi prevista nel 2007: un doppio appuntamento, il 16 e 17 marzo prossimi, che già da tempo si annuncia come uno degli eventi più attesi dell’intera Stagione Concertistica.
Antonio Valentini
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