AsuniFilmFestival

Cinema nelle terre di confine

martedì 17 luglio 2007 di exeo

3° EDIZIONE
CINEMA NELLE TERRE DI CONFINE
ASUNIFILMFESTIVAL
INCONTRA IL SINIS
DA ASUNI 27/29 Luglio07 A RIOLASARDO (Parco dei Suoni) 30/31Luglio07

COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI ASUNI (OR)

COMUNE DI RIOLA SARDO(OR)

ASSOCIAZIONE SU DISTERRU onlus

con il contributo e il patrocinio di
Regione Autonoma della Sardegna
Provincia di Oristano
Consorzio Turistico Sa Perda ’e Iddocca,

presentano

3° EDIZIONE CINEMA NELLE TERRE DI CONFINE
ASUNIFILMFESTIVAL
INCONTRA IL SINIS
da ASUNI - 27/29 Luglio07
a RIOLASARDO (Parco dei Suoni) - 30/31Luglio07

Evento Speciale
MINIERE SONORE
3 Agosto RIOLA SARDO (Parco dei Suoni)

I LUOGHI Per il suo terzo anno, l’Asuni Film Festival, ovvero “Cinema nelle terre di confine”, si estende a coinvolgere anche altri territori: dalle colline della Marmilla, che costituiscono lo scenario abituale del festival nato nel 2005 ad Asuni in provincia di Oristano, quest’anno ci si sposterà negli ultimi giorni verso il mare, nella penisola del Sinis, e precisamente nel Parco dei Suoni di Riola Sardo, di recente aperto al pubblico. Due territori che ben interpretano, seppure in modo diverso, l’idea di “terre di confine”, da una parte le assolate colline dell’interno, sempre meno popolate, dall’altra la penisola del Sinis, sul lembo occidentale della Sardegna, dove la _ terra lascia gradualmente il posto all’acqua con le distese di stagni e lagune.

Il PERIODO Il festival si divide, dunque, in due parti: la prima si svolgerà ad Asuni, da mercoledì 27 a venerdì 29 luglio; la seconda al Parco dei Suoni di Riola Sardo da sabato 30 a domenica 31 luglio, con una ulteriore propaggine venerdì 3 agosto per l’evento speciale “Miniere sonore”.

L’IDEA / I CONTENUTI A tre anni dalla sua inaugurazione, l’AsuniFilmFestival ripropone intatta la sua formula, nata all’interno di un progetto culturale più ampio denominato “Progetto Asuni” promosso dall’Amministrazione Comunale guidata da Sandro Sarai e dall’Associazione Su Disterru presieduta da Nello Rubattu. Un progetto di intervento culturale sul territorio che percorre tutto l’anno e si articola in altri tasselli, tra i quali anche “Parole e visioni intorno al viaggio” che si tiene a settembre sotto la direzione del poeta Alberto Masala.

Rispetto alle edizioni precedenti del film festival, quest’anno cambia la direzione artistica, affidata negli anni scorsi al regista Enrico Pitzianti, che sarà comunque presente come ospite all’edizione 2007, curata dal regista oristanese Antonello Carboni.

Altro cambiamento è l’idea di allargare ai territori vicini la formula del festival e la possibilità di ospitare, sotto il medesimo cartellone, le proiezioni in altre località, come è avvenuto quest’anno con il comune di Riola Sardo che mette a disposizione uno scenario unico, aperto al pubblico solo da pochi giorni, come quello del Parco dei Suoni in località Cuccuru Mannu.

“Cinema nelle terre di confine” è un festival impegnato, fin dalla sua prima edizione, a dimostrare che si può fare cultura andando controcorrente, fuori dalle rotte imposte dai tour operator e dai supermercati dello spettacolo, fuori anche dai cliché del personaggio “vip” a tutti i costi. La risposta del pubblico nelle precedenti edizioni ha dato ragione agli organizzatori, che perciò proseguono nel proporre contenuti di grande spessore, anche impegnativi, in piena stagione di vacanza lontano dai clamori delle coste.

Per gli organizzatori “ad Asuni tutte le frontiere che esprimono cinematografia sono le benvenute. Perché riteniamo Asuni un luogo di frontiera, un luogo dai contorni improbabili e lontani. Perché, come speriamo per noi, la nostra manifestazione, è indirizzata all’esplorazione, alla discussione e alla visione di una forma d’arte e di espressione, che nonostante le sue crisi economiche e artistiche degli ultimi decenni, ha continuato ad influenzare attraverso il nostro immaginario il nostro modo di analizzare e studiare la realtà. Il nostro sogno è di fare in modo che ad Asuni si realizzi uno spazio in cui sia possibile discutere di cinema nella maniera più tranquilla possibile, pulendola da molte delle sue scorie di business e regalando a tutti i partecipanti all’evento uno sfondo forse fra i più belli di questo nostro Mediterraneo: Perché noi, senza avere contribuito più di tanto, possiamo fornire gratis uno scenario unico di pietre, di boschi e cieli tranquilli, di paesaggi silenziosi, di piscine naturali nascoste fra le anse di un fiume e di monumenti che resistono intatti al passaggio dell’uomo da oltre cinquemila anni. E’ qualcosa che nessun altro può offrire, il nostro miglior biglietto da visita”.

La rassegna propone materiali filmici di natura diversa, tra documentari, fiction, il nuovo genere della docufiction e uno invece desueto come i cinegiornali, cortometraggi e lungometraggi, e in alcuni casi interessanti anticipazioni e anteprime.

La scelta operata dal direttore artistico, Antonello Carboni, conferma l’attenzione alle terre di frontiera: dopo la Lapponia con il Midnight Sun festival della prima edizione, Cuba nel secondo anno, la terza edizione è dedicata al Kurdistan. “Un popolo senza una nazione - dice Carboni - che vive sparso per il mondo, che si è tentato di disgregare, di annullare anche nell’utilizzo della propria lingua. Il cinema bene esprime la cultura di queste genti che ai confini politici e culturali di Iraq, Turchia e Iran ancora resistono. Terre e drammi che loro narrano al cinema con estrema maturità estetica. Ritmi lenti e un uso sapiente di tutti i mezzi espressi cinematografici riescono con forza a restituirci uno sguardo immersivo privo della favola “Happy end” largamente diffusa”.

Il cinema del Kurdistan è giovane ma si è già imposto all’attenzione internazionale con opere di assoluto rilievo, ormai entrate a far parte dei grandi classici. Il primo, leggendario autore del cinema curdo è stato Yilmaz Güney, che conquistò i cinefili occidentali con i suoi film diretti dall’interno del carcere, dove era rinchiuso dalle autorità turche a causa delle sue idee i difesa del popolo curdo e degli operai turchi. Attraverso le sue pellicole, l’Occidente ha scoperto la tragedia del popolo curdo, ama anche la bellezza dei paesaggi sconfinati e le tradizioni culturali del Kurdistan.

A questo geniale regista, prematuramente scomparso nel 1984, guardano le giovani generazioni di cineasti curdi che parlano di diaspora, di affermazione dell’identità negata, ma anche d’amore, di nostalgia, di passione. E non si tratta affatto di una cinematografia marginale, se si considera che alcuni autori, come Hiner Saleem e Barman Ghobadi, sono ospiti fissi delle selezioni per i grandi festival come Cannes.

Anche la Sardegna appare ben rappresenta nella rassegna di Asuni e Riola, sia con film apprezzati dalla critica, ma non adeguatamente distribuiti, sia con documentari storici, alcuni dei quali di particolare interesse etnografico, come i filmati realizzati negli anni Sessanta a Cabras sulle launeddas e i pescatori.

Ma ciò che la selezione, operata dal regista Antonello Carboni, vuol mettere in risalto è la nuova generazione di registi e autori isolani che interpretano con sguardo nuovo e consapevole la propria terra. La Sardegna della sagra di sant’Efisio, le tradizioni vissute nel piccolo borgo di Lollove, la Sardegna Militare del Salto di Quirra e le giornate ancora oggi vissute in miniera.
Il giovane direttore artistico, classe 1973, attira l’attenzione sulla sua generazione, capace di produrre opere di grande maturità, guardando comunque alla lezione dei maestri e dei registi che li hanno preceduti, alcuni dei quali presenti alla rassegna.

Le proiezioni saranno accompagnate da incontri con gli autori e conversazioni. Tra gli ospiti presenti citiamo l’attrice Hevin Dilara, i registi curdi Eylem Kaftan e Kazim Oz, i sardi Gavino Ledda, Giovanni Columbu, Gianfranco Cabiddu e tanti esperti tra cui il direttore della sede regionale della Rai, Romano Cannas, e i responsabili della Società Umanitaria di Cagliari Antonello Zanda e Giuseppe Pilleri.

IL PROGRAMMA:

La terza edizione dell’Asuni Film Festival prosegue nel suo tradizionale percorso di ricerca della diversità e della contaminazione tra culture eterogenee. Nel centro della marmilla i luoghi di frontiera si incontrano per raccontare storie di confine. Protagonisti di quest’anno sono il Kurdistan e alcune delle sue vicende raccontate dall’occhio sensibile di alcuni tra i più importanti registi curdi.

Venerdì 27 luglio (Asuni) La rassegna apre venerdì 27 alle 16 nella Sala Convegni con la proiezione di due cortometraggi. Escape di Rahim Zabihi e Identità di Nazmi Kirik. Si prosegue poi con la proiezione di DOL- In the valley of tambourine di Hiner Saleem affermatosi a livello internazionale nel 2003 con la pellicola Vodka Lemon. A seguire, un viaggio nello spazio che dal Kurdistan ci riporta alla Sardegna: quella delle antiche tradizioni, in I Pittori Catalani in Sardegna di Marco Antonio Pani e quella della realtà contemporanea in P.I.S.Q. (Poligono Interforze del Salto di Quirra) reportage di Daniela Piu e Alessandro De Palo.

La chiusura della prima serata del festival è affidata alla visionaria opera prima di Gavino Ledda, Ybris in cui l’autore e protagonista racconta del suo difficile riadattamento alla realtà di Siligo (SS) dopo essersene allontanato per un lungo periodo, proiettato alle 21,15 all’Anfiteatro. Alle 24, per l’appuntamento Incontri d’autore, il giornalista Sergio Naitza intervista Gavino Ledda. Come da tradizione dell’Asuni Film Festival, il pubblico al termine della proiezione avrà la possibilità di interagire con l’autore nell’informale cornice del cortile di un bar al centro del paese.

Sabato 28 luglio (Asuni) Per la mattinata sono in programma The Box of Lanzo di Sami Mermer e Traces di Binesva Bêrîvan (a partire dalle 10,30 nella Sala Convegni). Alle 16 Giuseppe Pilleri della Cineteca Sarda presenta il documentario I cinegiornali in Sardegna a cui segue l’incontro dello stesso Pilleri con Antonio Cara (ex Docente Universitario di Cinema e regista di cinegiornali), Obler Luperi (operatore cinegiornali), Gianni Olla (critico) e Franca Farina (cineteca nazionale). Nel tardo pomeriggio saranno presentate due anteprime: Sa Contissa di Alessandro De Palo e Sa regula di Simone Contu. Le opere saranno introdotte dagli stessi autori. A seguire l’opera di Giovanni Coda, Big Talk che ha come protagonista l’artista messicana Frida Khalo e il suo rapporto con l’invalidante malattia che la colpì (dalle 18).
Alle 21,15 sarà proiettato Satellite di Rahim Zabihi. La storia è ambientata in Iran dove lo stato vieta l’uso di strumenti come un’apparecchiatura satellitare donata al protagonista da un amico. Di seguito sarà la volta di Vinterland e Bawke, entrambe del regista Hisham Zaman. Il compito di chiudere le proiezioni della seconda giornata è affidato a Marooned in Iraq (Cannes Official Selection) di Barman Ghobadi, che ha fatto parlare di sé oltre che per l’importanza delle sue pellicole, anche per l’aperta polemica nei confronti del governo iraniano, colpevole (a detta dello stesso regista) di avergli vietato, dapprima la proiezione delle sue opere finite, ed in seguito di filmare in patria.
La serata si chiude con il consueto appuntamento 4 chiacchiere con…con la partecipazione degli ospiti del festival.

Domenica 29 luglio (Asuni)
La mattinata si apre all’insegna della riscoperta degli antichi lavori manuali. L’arte della panificazione incontra quella cinematografica. I registi, nell’insolita veste di apprendisti panettieri, saranno ospitati nelle case degli asunesi e invitati a mettere le “mani in pasta” (a partire dalle 10,30).

Gli appuntamenti pomeridiani prendono il via con quattro autori isolani che raccontano di tradizioni, di realtà contemporanee ma ai margini e della tematica del lavoro in miniera. Si comincia col film documentario datato 1969 di Giuseppe Lisi, Dentro la Sardegna, una comunità spinta ai margini. Subito dopo sarà proiettata la pellicola Tu Nos, Ephysi protege di Marina Anedda, attenta ricerca della realtà locale nell’ambito di un contesto che si muove tra sacro e profano. Sarà poi la volta di Giorni di Lollove, in cui Ignazio Figus e Virgilio Piras raccontano l’anacronistica quotidianità della frazione nuorese per concludere con Seguendo le lampade di Felice Tiragallo, descrizione di un turno di lavoro (dalle 7 alle 14) all’interno della miniera carbonifera di Nuraxi Figus.
Alle 19,30 per Incontri d’autore… parteciperanno Felice Tiragallo, Giuseppe Lisi e Romano Cannas.
Alle 21,15 Giovanni Columbu presenta il documentario Fare cinema in Sardegna. Alcuni registi sardi raccontano l’avventura del fare cinema nell’isola. Dall’elaborazione dei progetti alla loro realizzazione. Seguirà DUR, The Distance di Kazim Oz che oltre a presentare il film sarà protagonista dell’incontro serale che chiuderà la permanenza in Marmilla.

Lunedì 30 luglio (Parco dei Suoni – Riola Sardo)
La terza edizione del festival si completa quest’anno con una due-giorni sul mare. Riola inaugura il neonato Parco dei suoni ospitando dalle 18,30 Gente di Cabras di Libero Bizzarri, Suonatori di launeddas a Riola di Michele Gandin, Cabras, un feudo d’acqua di Fiorenzo Serra e I cinegiornali in Sardegna. Seguirà l’incontro con il direttore di RAI 3 Sardegna, Romano Cannas e gli esperti cinematografici Giuseppe Pilleri e Franca Farina. Nella serata saranno proiettati, Sos Mamuthones di Bachisio Bandinu e Piero Sanna e La Destinazione di Piero Sanna (a partire dalle 21,15).
Al termine l’appuntamento Incontri d’autore… con gli ospiti della serata.

Martedì 31 luglio (Parco dei Suoni – Riola Sardo)
La giornata conclusiva del festival è dedicata nel pomeriggio ad un trittico di spot pubblicitari. Altra novità di questa edizione, il comparto pubblicitario da sempre affascina autori e fruitori se non altro per la difficoltà di racchiudere un messaggio in pochi secondi. Percorso evidentemente opposto rispetto al progetto comunicativo di un film. Sardegna, Showroom di Simone Cireddu, Cabrio, Gas, Armonia, di Paolo Zucca e Cicciopiccione e dintorni di Filippo e Matteo Martinez. Dopo gli spot il pubblico incontrerà gli autori nello spazio del 4 chiacchiere con…

La serata finale è tutta dedicata agli ospiti stranieri. Alle 21,15 sarà proiettata la bellissima pellicola di Barman Ghobadi, Turtles Can Fly, vincitrice del primo premio al festival di San Sebastian. Il film, girato in Iraq dopo la caduta del regime di Saddam, descrive la violenza dei regimi e della guerra e lo spirito con cui proprio i bambini riescono ogni giorno a sopravvivere. Chiude la rassegna Vendetta Song di Eyelem Kaftan.

Venerdì 3 Agosto (Parco dei Suoni – Riola Sardo) La penisola del Sinis ospiterà anche un evento speciale rappresentato da un viaggio tra arti visive che si innestano in live electronics, improvvisazioni video, body performance e opere di carattere installativo, dal titolo Miniere sonore a cura dell’associazione heuristic. Dalle 21,30 sarà possibile visitare un ciclo di video di Elio Martusciello (to extend the visibility) che hanno come tema l’integrazione tra alcune risorse tecnologiche da una parte e quelle naturali e culturali dall’altra.
Alessandro Olla e i signorafranca (invisibile lands) daranno vita ad una performance di musica elettronica, elettroacustica e videoart.
Seguirà l’installazione di Matthieu Prual (entretien avec l’oublie). Si tratta di un’esibizione per sassofono soprano, oggetti, nastro magnetico, body-experience. Infine Caroline Juhasz (la vivisection du vide) presenta un’esperienza che si propone di raccontare la fragilità e la potenza di un incontro tra due cuori, quello della musica e quello del corpo.

Per informazioni e prenotazioni:
Segreteria organizzativa ASUNIFILMFESTIVAL: Laura Sanna 0783.960112 - 347.3076112;
per l’evento MINIERE SONORE: Stefano Casta 338.1858297

In collaborazione con:
Soc Umanitaria Cineteca sarda, ISRE, Cineteca Nazionale, Centro Servizi Culturali - Oristano, Associazione turistica PROLOCO Asunese, Associazione Musicale "Araxisi", Associazione sportiva Monte Molas; Fabbrica Mobili ESSE.PI.GI. srl – Asuni, Cooperativa NAUTILUS;

Ideazione e coordinamento generale:
Alberto Loche, Giuseppe Loche, Nello Rubattu, Ass. culturale heuristic
Direzione Artistica: Antonello Carboni
Miniere sonore: Stefano Casta, Lorenzo Lepori e Matteo Bellinzas


Programma