Barbieri turritani

giovedì 29 novembre 2007 di exeo

Lunedì alle 18, a Palazzo Ducale in sala Duce, verranno presentati la mostra fotografica di Pierfranco Cuccuru "Barbieri turritani" e il libro omonimo, foto a cura dello stesso Pierfranco Cuccuru e testi di Renzo Sanna.

barbieriIl lavoro è un viaggio all’indietro alla ricerca di un mestiere che sembra destinato a perdersi, protetto però da questi eroi delle forbici, maestri del rasoio, cultori del pettine. Nove saloni ripescati tra i camminamenti di Sassari vecchia, alla ricerca di un vissuto che ha parecchio da raccontare.
Ci piacerebbe se anche tu venissi all’inaugurazione.

Barbieri turritani
Non è la storia di un mestiere, nè ha il rigore della ricostruzione storica o storiografica. Nasce dal fascino che le espressioni, i colori, i gesti, la semplicità e l’antichità delle botteghe, dei barbieri e dei clienti hanno esercitato in un anno di inquadrature sull’obiettivo del fotografo, e dalle storie che evaporano dalle immagini stesse e che impregnano le parole dei nove personaggi. Barbieri turritani è un volo verso cinquanta, sessanta, settant’anni fa alla ricerca della Sassari vecchia che non c’è più, dove le botteghe e i negozi erano vene e arterie e i saloni cuore e anima della città ancorata al suo centro.

Oggi ci sono loro e poco altro, a ricordare quel centro vociante e popoloso, affollato e vivo, dove il commercio esplode e li baiberi sono decine, pochi per i signori e quasi tutti per il popolo. Un centro non ricco ma fervido e ironico. Nove barbieri e le loro botteghe cambiate quasi nulla nei decenni sono stati scelti così, solo apparentemente senza un criterio a parte la patina di antico e verace, un po’ kitsch e molto naif che ammanta le piccole botteghe, a volte stanzette senza bagno arredate con due poltrone e altrettanti lavandini.

L’arredo è bello così e loro così lo vogliono tenere, perché rimodernarlo non avrebbe lo stesso significato. Loro hanno tra i 66 e gli 84 anni, delle storie simili ma punteggiate di piccole, significanti differenze, e riescono con disinvoltura a raccontare prima all’obiettivo di Pierfranco Cuccuru e poi al taccuino di Renzo Sanna parte delle loro vite. Sono nati al centro storico, oppure a Sorso, Sennori, Porto Torres, e per lavorare hanno scelto Sassari vecchia o quella ottocentesca poco distante. Comunque Sassari, alla quale sono nostalgicamente affezionati. I loro saloncini hanno ospitato anche dottori, politici, avvocati e ragionieri, ma soprattutto il popolo, cui hanno tagliato capelli e barbe e dal quale hanno assorbito storie di cui pareti, specchi, cassetti e forbici trasudano. Sono musei ancora animati, testimoni come pochi di una fase fondamentale per la crescita della città.

La mostra fotografica
aperta dal 3 al 16 dicembre, è una selezione degli scatti di Pierfranco Cuccuru, quelli che costituiscono l’ossatura del libro e quelli che non possono esserne parte. Fissano volti, mani, guance e riporti, particolari di arredi demodè e camici ora scoloriti ora ancora vivi. Sono ritratti di uomini che hanno stampate negli occhi mille storie di mille altri uomini.

Il libro
raccoglie immagini di tutti i saloni e i barbieri scelti, e dieci racconti tratti dalle chiacchierate, più che interviste, coi personaggi. Sono storie al maschile, dove l’elemento femminile manca ma le attraversa comunque. Sono flash che nascono dal loro parlato italiano venato di sassarese, spesso frutto di immagfinazione evocata dalle suggestioni del loro racconto. Fantasie che nascono dalla realtà di una Sassari povera e colorita. Sarà in vendita nelle librerie della città.

Pierfranco Cuccuru
fotoreporter e giornalista, ha 38 anni e ha costruito la sua esperienza con fotoreportage in Medio Oriente e Africa. Scatta per il quotidiano Il Sardegna

Renzo Sanna
giornalista, ha 36 anni e scrive oggi di cronaca e sport per Il Sardegna