Biella | inaugurazione del Nuraghe Chervu

XIV edizione di “Sa Die de sa Sardigna”, Festa de su Populu sardu - Biella, 21 e 22 giugno 2008

lunedì 16 giugno 2008 di exeo

La "Festa de su Populu sardu - Sa Die de sa Sardigna" si terrà a Biella nei giorni 21 e 22 giugno prossimi. Molto attesa anche dai Biellesi è la manifestazione in programma per il prossimo fine settimana (21 e 22 giugno)

Per illustrare il complesso progetto di collaborazione tra il Circolo Su Nuraghe e l’Amministrazione della Città di Biella, il 16 giugno, alle ore 10,30, nel "Punto Cagliari" del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella in via Galileo Galilei, 11, si terrà una conferenza stampa, presenti il Sindaco di Biella, Vittorio Barazzotto, gli Assessori alla Pubblica Istruzione, Rinaldo Chilo, all’Urbanistica e alla Cultura, Doriano Raise.

La festa sarda 2008 è un appuntamento specialissimo incernierato sull’inaugurazione del monumento che omaggia alla Brigata Sassari e i caduti biellesi della Prima Guerra Mondiale.

Con grande gioia ho il piacere di annunciare l’inaugurazione di Nuraghe Chervu, eretto a Biella in via Lago Maggiore, per ricordare il 90° dalla fine della Grande Guerra e l’inizio dei festeggiamenti del 150° anno dell’Unità d’Italia.

La cerimonia, inserita all’interno della XIV edizione di “Sa Die de sa Sardigna”, Festa de su Populu sardu, si terrà a Biella nei giorni 21 e 22 giugno 2008 come da programma allegato.

Nuraghe Chervu, che prende il nome dal Torrente Cervo, luogo in cui sorge, caratterizzerà una delle porte del costituendo Parco Fluviale Urbano, è formato da massi estratti dalle cave di Curino e da pietre provenienti da diverse regioni d’Italia.

La scelta dei blocchi di roccia biellese sta a significare l’antico legame tra Biella e la nostra Isola che trova una delle massime espressioni nell’emblematica figura di Alberto Ferrero Della Marmora: allo scienziato biellese, senatore del Regno di Sardegna, sono dovuti gli studi mineralogici sardi e piemontesi.

Tra questi anche quello relativo a un particolare filone di roccia magmatica - il melafiro - che per 23 chilometri unisce il Biellese e la Valsesia (tre lastre di melafiro decorano il monumento a lui dedicato da Quintino Sella all’interno della Basilica di San Sebastiano di Biella); mentre le altre pietre, proveninti da ogni parte d’Italia, vogliono rievocare il dolore delle guerre e dei sacrifici che hanno contribuito alla creazione dell’Italia moderna coi tanti giovani tra cui i 532 Caduti biellesi e i 98.124 richiamati sardi - uno ogni nove abitanti dell’Isola.

Con 13.602 caduti, la Sardegna ha pagato il prezzo più alto, in rapporto alla popolazione, coi fanti della gloriosa “Brigada Thatharesa”, la Brigata Sassari. (Il 3 dicembre 1915, i vertici militari disposero il trasferimento di tutti i fanti sardi nella Brigata Sassari).

Dall’altopiano di Asiago, proviene una delle pietre che costituiscono il nuraghe biellese, poiché sul Carso, il 25 luglio 1915, appena due giorni dopo l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, la Sassari ebbe il “battesimo del fuoco”, combattendo al grido “Forza Paris!”, forza uniti!, piuttosto che “Avanti Savoia!”.

Il 5 agosto 1916 viene conferita la medaglia d’oro al valor militare a ciascuno dei due reggimenti della Brigata Sassari, distintasi (20-30 gennaio 1918), nella battaglia dei Tre monti, rimasti in prima linea fino alla “battaglia del Piave” (15-23 giugno 1918) in cui cadde l’avv. Attilio Deffenu, - intellettuale meridionalista, mandato al fronte perché sospettatto di “sovversismo” - al comando di un plotone di “thatharinos” (16 giugno 1918). Durante i sanguinosi combattimenti del Piave in tanti persero la vita: tra i biellesi, Costantino Crosa, medaglia d’oro al valor militare, Capitano di Fanteria, Comandante la 10a Compagnia del 201° reggimento, caduto a Breda di Piave 18 giugno 1918.

Una memoria collettiva affievolita che con Nuraghe Chervu si vuole rinvigorire e tramandare, rinsaldando e metabolizzando frammenti di storia e geografia attraverso il Concorso Scolastico “Le pietre e il sacro, disegna un nuraghe” a cui hanno risposto oltre settecento studenti che hanno permesso col loro contributo di idee l’edificazione del nuraghe sorto alle porte della città. Domenica 22 giugno, alle ore 17, nella Sala consiliare della Provincia di Biella avverrà la premiazione e la consegna del volume che raccoglie tutte le opere pervenute a concorso.

Un progetto articolato e condiviso dall’Amministrazione della Città di Biella che ha accettato l’impegno e la proposta del Circolo Su Nuraghe per l’inseritmento del nuovo monumento biellese all’interno di un giardino mediterraneo in cui verranno via via piantumate altre piante per ricordare i futuri nati nella Comunità sarda di Biella.

Per sottolineare l’Unità dell’Italia nell’Europa unita, sui pennoni sventoleranno la bandiera europea, italiana, piemontese e sarda.

Nelle immagini allegate:

pietra dedicatoria che riporta le date:
5 IV 1297 (Bonifacio VIII istituisce il Regnum Sardiniae et Corsicae)
17 III 1861 (il Regno Sardo diventa Regno d’Italia)
4 XI 1918 (fine Prima Guerra Mondiale - compimento del Risorgimento)
28 IV 2008 (Sa Die de sa Sardigna, inizio costruzione "Nuraghe Chervu").

La "pintadera", lo stampo per incidere il tradizionale "Pane di Sant’Eusebio", benedetto e distribuito alla fine della Missa Majore, riproduce il simbolo solstiziale comune ai nuraghi e all’antico sacello eusebiano di Santa Maria del Monte e a quello di San Bartolomeo di Oropa. (fotografia allegata)

Per l’occasione, la primaria pasticceria Brusa di Biella ha messo in produzione "i nuraghini al mirto" per sottolineare, anche attraverso il gusto - cioccolato di Piemonte e mirto di Sadegna (delle distillerie di Silvio Carta, Oristano) - l’antica unione tra i due popoli. (foto allegata)

Infine, la Ditta Euro Glass di Vigliano Biellese ha realizzato la parte sommitale del menir e artistici piatti in fusione di vetro che rimandano a "Nuraghe Chervu" (foto allegate).

Infine, in un volume di 200 pagine sono stati raccolti i lavori e i nomi dei ragazzi partecipanti al Concorso "Le pietre e il sacro, disegna un nuraghe", associati alle riproduzioni delle nove lapidi e la trascrizione dei nomi di tutti i Caduti Biellesi.
Per non dimenticare, conoscere e rafforzare comuni radici.

Battista Saiu

Portfolio


Rosario sardo cantato