Bruno Trentin, nato a Pavie (Francia), ma non laureato a Pavia
domenica 9 settembre 2007 di Paolo Pulina
Cito dal “Corriere della Sera”: “Il padre Silvio, ricco proprietario terriero, docente di diritto amministrativo e deputato antifascista, nel 1925 aveva venduto tutto e si era rifugiato in Francia per non sottostare al regime. Qui Bruno era nato il 9 dicembre del 1926, a Pavie. E in Francia si forma e segue le orme del padre impegnandosi nella resistenza contro i tedeschi prima a Tolosa e poi, dal 1943, in Veneto come comandante di una brigata partigiana di Giustizia e Libertà.
Finita la guerra, Trentin si laurea in Giurisprudenza a Pavia e perfeziona gli studi ad Harvard”.
Secondo questa indiscussa informazione risulta che una figura di valore nazionale, come indubbiamente è stata quella dell’ex segretario generale della CGIL, ha seguito i corsi dell’Università di Pavia. Una voce fuori del coro è quella di Bruno Ugolini, firma prestigiosa dell’ “Unità”, il quale invece scrive: “Trentin nasce in Francia a Pavie, vicino a Tolosa, nella regione della Guascogna, il 18 dicembre del 1926. (…) Si laurea in giurisprudenza all’Università di Padova con Norberto Bobbio e vince una borsa di studio ad Harvard”.
Per chiarire il dubbio, mi rivolgo ad Ugolini, il quale mi risponde di aver attinto le sue notizie da biografie ufficiali provenienti dalla Cgil. E in effetti ha ragione Ugolini (ma non sul giorno di nascita, che è il 9 e non il 18 dicembre): me ne dà conferma l’efficientissima struttura informativa dell’Università di Padova (ufficio stampa e Centro per la storia dell’Università). Trentin si è iscritto nel 1943 alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo padovano e vi si è laureato nel 1949 con una tesi dal titolo “La funzione del giudizio di equità nella crisi giuridica contemporanea”.
Tornando ai dati biografici di Trentin, nei lettori pavesi c’è sicuramente la curiosità di saperne di più su questa località francese di Pavie, omonima di Pavia. Il sito Internet ufficiale informa: “E’ nel 1281 che questa piccola città fu costruita nel quadro del notevole movimento che ha visto la creazione di numerosissime bastie (piccole fortezze di forma quadra) nel sud-ovest della Francia. Essa ha preso il nome dalla città italiana di Pavia, celebre e fiorente in quell’epoca”.
Il piccolo paese di Pavie è situato nel Dipartimento dello Gers, nella regione Midi-Pyrénées. Si trova a 3 km da Auch e a 81 km da Tolosa. Ho scritto Tolosa e non Toulouse perché, secondo l’uso, viene spontaneo italianizzare i nomi dei più conosciuti centri francesi. Certo, l’italianizzazione di Pavie crea qualche ambiguità: alcuni giornali hanno dovuto precisare in questo modo: “Bruno Trentin, nato a Pavia (Francia), (….) laureato nell’Università di Pavia”.
Il titolo di un romanzo, pubblicato nel 1992, dello scrittore e uomo politico Parfait Jans (nato nel 1926 in Francia, a Levallois-Perret, nella regione parigina, da genitori originari della Valle d’Aosta, regione della quale vorrebbe conservare la tradizione francofona e, se possibile, l’appartenenza alla Francia), suona così: “De Pavie à Coursil”. Vi si parla degli immigrati valdostani a Coursil, un immaginario (solo nella denominazione) comune della regione parigina, nel quale opera un sindaco poco scrupoloso in materia di affari immobiliari. La Pavie evocata nel titolo non è il piccolo paese francese dove era nato Trentin ma proprio la nostra Pavia, città che anche i manuali di storia in Francia non possono ignorare perché vi si svolse la famosa battaglia del 1525 tra gli eserciti di Carlo V e di Francesco I.
Ecco a che proposito viene ricordata Pavia. Uno dei personaggi del romanzo, Hugues Figeac, nel corso di un incontro, chiama in causa il valore dei propri antenati: “Il primo ad essere passato in rassegna fu il prode Louis Pastor, che si beccò un’alabarda destinata al cavallo del re guerriero nei pressi di Pavia e che morì dopo aver rotto la sua nel petto di un austriaco. Era normale che fosse citato per primo: la famiglia gli era debitrice del titolo nobiliare!”. In un altro punto del racconto, la signorina Figeac, “seguendo le orme del suo antenato, Louis Pastor, si apprestava a condurre una battaglia altrettanto pericolosa di quella svoltasi vicino a Pavia. Questa volta il suo principe non si sarebbe lasciato catturare dal nemico, come era successo al buon re Francesco I”.
Paolo Pulina
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