Circ. Logudoro - Pavia | Bicentenario della nascita di Giorgio Asproni, deputato e giornalista

Convegno nel bicentenario della nascita del deputato sardo (Bitti, NU, 1808 - Roma 1876)

martedì 3 giugno 2008 di exeo

Fede nella democrazia e nella repubblica e realismo politico in Giorgio Asproni
Convegno nel bicentenario della nascita del deputato sardo (Bitti, NU, 1808 - Roma 1876)

Sabato 7 giugno 2008
Salone del circolo Logudoro - V. S. Spirito 4/a, Pavia

 

PROGRAMMA

Ore 16,30 Apertura dei lavori e indirizzi di saluto

Presiede Marina Tesoro

Gesuino Piga, Introduzione dei lavori:
"I legami di amicizia e il sodalizio politico di Asproni coi democratici pavesi "

Marziano Brignoli, "Il rapporto di Asproni con la Democrazia lombarda, in particolare con Cesare Correnti è con Agostino Bertani "

Tito Orrù, "Da Canonico a Deputato: la fòrmazione e le scelte politiche di Giorgio Asproni"

Luigi Lotti, "Le idee e l’azione politica di Giorgio Asproni, deputato e giornalista, dopo l’Unità d Italia (1861-1876) "

Paolo Pulina, "La tradizione e la cultura della Sardegna nel carteggio tra Giorgio Asproni e Giovanni Spano"

Gli oratori:
Prof.ssa Marina Tesoro, Università di Pavia, Facoltà di Scienze Politiche, Professore Ordinario di Storia contemporanea
Dott. Gesuino Piga, Presidente del Circolo Culturale Sardo "Logudoro" di Pavia
Prof. Marziano Brignoli, cultore del Risorgimento, Pavia
Prof. Tito Orrù, Università di Cagliari, Presidente del Comitato Sardo del Risorgimento
Prof. Luigi Lotti, Università di Firenze, Presidente dell’Istituto Italiano di Storia moderna e contemporanea
Dott. Paolo Pulina, Vice Presidente del Circolo Culturale Sardo "Logudoro", responsabile Comunicazione della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (F.A.S.I)


Biografia di Giorgio Asproni

Giorgio Asproni (Bitti,1808- Roma, 1876) conseguì la laurea in utroque jure all’Università di Cagliari nel 1833 e nello stesso anno fu consacrato sacerdote; prestò quindi servizio nell’amministrazione delle decime della Diocesi di Nuoro e nel 1842 vi ottenne per concorso la carica di canonico penitenziere ed una modesta prebenda.

Prese parte agli avvenimenti isolani del 1847-1848, non entusiasta della fusione del Regnum Sardiniae alla monarchia assoluta sabauda, ma pienamente favorevole al processo riformistico liberale che condusse allo Statuto costituzionale e alla legge sulla stampa. Dal 1849 entrò come deputato al Parlamento subalpino ed ebbe riconfermato poi il mandato, eccettuata 1’8°, sino alla 12° legislatura del Parlamento italiano.

Per espletare il mandato politico e svolgere liberamente l’attività giornalistica, Asproni rinunciò al canonicato e svestì l’abito talare; stabilendo quindi la residenza per circa un quindicennio a Genova, dove sin dal 1848 fu presente nell’associazionismo patriottico ed operaio, collaborò intensamente ai fogli giornalistici democratici e mazziniani (Il Pensiero Italiano, Italia Libera, l’Unità italiana, Il Dovere) e rappresentò per due legislature (la 4° e la 5°) il III collegio genovese alla Camera dei deputati.

Nel 1864 trasferì la residenza a Napoli, spinto dal desiderio di condurvi la battaglia politica per la Sardegna, la Sicilia e il Meridione d’Italia; nella città partenopea tenne la direzione per due anni del mazziniano "Popolo d’Italia" e tu in seguito assiduo, anzi quotidiano, corrispondente del rinomato foglio d’intonazione radicaleggiante "II Pungolo" di Napoli.

Promosse battaglie parlamentari e iniziative per difendere gli interessi della Sardegna e risolvere i suoi problemi (contro l’inerzia governativa e i gravosi tributi; a favore dell’autonomia dell’isola e per impedirne il baratto; per sollecitare inchieste parlamentari e provvedimenti strutturali; ecc.); ma altresì fu protagonista degli avvenimenti decisivi dell’unificazione nazionale, nelle campagne per l’indipendenza nell’impresa dei Mille e per Roma capitale.

Asproni ebbe la stima dei maggiori esponenti della Sinistra liberale, da Mazzini, Garibaldi, a Cattaneo e Ferrari, da Brofferio e Valerio, a Cairoli, Zanardelli e Depretis e fu rispettato dagli esponenti della Destra, dallo stesso Cavour, come da Ricasoli, Minghetti, Sella.

A giusto titolo, quindi, questo politico sardo, sacerdote di propensioni liberal-democratiche, prima, poi giornalista e deputato di Opposizione per circa un trentennio, che ha vissuto ed operato nel XIX secolo, ci appare per tanti aspetti, sia nella visione della vita sia nella missione di elevazione morale e civile della Società, un personaggio dei nostro tempo.

Protagonista e memorialista dell’età risorgimentale, egli fu convinto e irriducibile sostenitore della Democrazia e della Repubblica, in tempi in cui non era tollerato professarlo, ed ha lasciato alle generazioni future un’eredità esemplare di esperienza e di ideali di Libertà, Moralità e Giustizia. II che spiega perché il repubblicano sardo (e il suo lascito di memorie) siano stati per decenni, in età liberale e col fascismo, tenuti in oblio e solo ora riscoperti; è un dovere dare rilievo a questo personaggio della Sardegna dell’Ottocento, assertore e anticipatore della Repubblica democratica italiana e del federalismo europeo.

Parte notevole della vita e dell’attività politica di Giorgio Asproni è documentata dal suo Diario Politico dal 1855 alla morte (che ha visto la luce in età repubblicana, in sette volumi), dagli Atti parlamentari di oltre venti anni di sua rappresentanza alla Camera dei Deputati, e dai carteggi epistolari con esponenti politici del tempo, ed in specie della militanza democratica (la corrispondenza diretta a lui è conservata nei fondi asproniani di Nuoro e di Cagliari), nonché dalla consistente collaborazione alla stampa periodica, che consta di parecchie centinaia di articoli, apparsi nei giornali di Genova e di Napoli principalmente.

Tito Orrù