Continuità Territoriale | Soru all’Antitrust contro Stato e Tirrenia

venerdì 7 novembre 2008 di exeo

Tirrenia. Linea dura della Regione: “Compagnia sarda d’emergenza per la continuità”. Soru all’Antitrust

E’ scontro Regione-Governo. Il voltafaccia del ministro dei trasporti Matteoli sulla Tirrenia, giocato sulla pelle della mobilità dei sardi, Soru non l’ha digerito. E ora sceglie la “linea dura”: in primis minaccia l’istituzione di una compagnia navale regionale, utilizzando leggi “d’emergenza”. E intanto per la settimana prossima fissa in agenda una visitina ad Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Doveva essere la giornata decisiva. Era in programma l’audizione di Soru e Broccia alla commissione parlamentare Trasporti. All’ordine del giorno la proroga della concessione alla Tirrenia, prevista dalla finanziaria 2007. Il presidente si preparava a rispondere al ministro Matteoli, che ha preceduto Soru in audizione il giorno prima.

A luglio Berlusconi, Tremonti e Matteoli, incontrarono il presidente della regione e l’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia. I rappresentanti regionali tornarono nell’Isola con in tasca la rassicurazione che il monopolio di Tirrenia sarebbe stato cancellato in autunno.

Da allora silenzio totale da palazzo Chigi. Un silenzio sospetto. Rotto soltanto due giorni fa: quando Matteoli annuncia ufficialmente alla commissione Trasporti l’intenzione di recarsi a Bruxelles per chiedere una proroga alla convenzione con la Tirrenia.

Un tentativo disperato secondo molti. Maliziosamente interpretato come tentativo in extremis di per indorare la pillola ai sindacati, decisi sostenitori della proroga. Resta il fatto che la proroga sia l’esatto contrario rispetto a quanto era stato promesso alla Sardegna in estate.

Ieri l’assenza di numerosi parlamentari corsi a rinfoltire gli organici sui banchi di Montecitorio, ha però causato l’abbandono in massa della commissione e il rinvio dell’audizione alla settimana prossima.

Ma Soru e Broccia hanno sbattuto in faccia al presidente della commissione Mario Valducci tutta la loro delusione. La Regione, dopo aver ribadito la netta opposizione alla proroga auspicata da Matteoli, ha presentato tre proposte. La prima prevede la gara internazionale e la conferenza di servizi e la seconda la cessione alla Regione del ramo Tirrenia afferente ai collegamenti con l’isola. La terza sa tanto di “linea dura”. Soru illustra la possibilità di fare ricorso al decreto legge 112 del 2008.

Cosa dice il decreto? Spiega che “l’affidamento può avvenire in deroga al conferimento ordinario per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato.

In tali casi”, prosegue, “l’ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un’analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l’espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione”.

La settimana prossima il presidente Soru andrà a fare visita al Garante per la concorrenza Catricalà”, annuncia l’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia, “intanto martedì torneremo in audizione davanti a tutta la commissione”.

Secondo Broccia la proposta Regione è conveniente per le casse dello Stato. Tirrenia percepisce un contributo pubblico di 200 milioni di euro: 56 lo Stato li spende per i collegamenti con l’Isola. “Noi chiediamo di gestirlo”, spiega l’assessore, “per il primo anno ci bastano 30 milioni di euro di contributo, la metà di quanto si spende oggi. Per il secondo anno ce ne basterebbero 20, 10 per il terzo e gratis dal quarto in poi. Oltretutto”, conclude, “siamo disposti a assumerci il carico sociale”.

I sindacati intanto sono sul piede di guerra. E annunciano lo sciopero di 24 ore per il 20 novembre. Loro la proroga la vogliono. Ci mancherebbe. Lotteranno fino all’ultimo per restare a bordo del vecchio carrozzone a navigare coi soldi pubblici per altri 4 anni.

Pazienza delle condizioni di viaggio dei sardi. "Occorre operare affinché la mancata o tardiva soluzione riguardante la situazione del Gruppo Tirrenia possa avviare una nuova crisi aziendale che crediamo nessuno possa sopportare, i lavoratori in primis ma neanche il Paese", cheidono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti durante l’audizione alla Commissione Trasporti della Camera.

Secondo i sindacati “per consentire una gestione condivisa e salvaguardare gli interessi dell’azienda, dei lavoratori, degli utenti e del paese, il Governo deve sottoscrivere la nuova convenzione Stato-Impresa, prorogando, in linea col piano industriale, la convenzione con le Società del Gruppo fino a 2014; stanziare le sovvenzioni necessarie ad assicurare tutti i collegamenti, anche con le isole minori, al fine di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini; approvare il piano industriale, allo scopo di assicurare il risanamento e lo sviluppo del Gruppo, anche per aumentarne il valore di mercato; procedere al trasferimento alle Regioni delle Società regionali”.

In particolare in merito ai tempi del rinnovo della convenzione Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti si sono pronunciate come “favorevoli ad un breve proroga ’tecnica’ di 3-4 mesi, ma assolutamente contrarie ad un proroga di 1 anno che rischierebbe di non essere più una proroga tecnica e creerebbe possibili futuri problemi con l’Unione Europea che potrebbe non concedere un’ulteriore proroga dopo quella di un anno”.

Intanto in risposta al ministro Matteoli arriva un documento di iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna. Gli indipendentisti ritengono fondamentale la costituzione di una compagnia navale sarda che operi in regime di concorrenza.

Già oggi”, spiegano, “la Sardegna potrebbe, nel pieno rispetto delle norme europee, avere una propria flotta di navigazione: l’Arst, società sarda di trasporti pubblici, ha tutte le competenze e le potenzialità, tramite la Sfirs, per dotarsi dei mezzi necessari per gestire la compagnia”.

di E. Neri

Fonte: l’AltraVoce