Continuità territoriale: gli immigrati sardi nel mirino della Commissione Europea.

giovedì 26 aprile 2007 di exeo

Al responsabile dei Trasporti a Bruxelles Barrot gli immigrati sardi non devono andare molto a genio, stando almeno a quanto si evince dalle motivazioni ufficiali adottate per bocciare inesorabilmente il sistema della continuità territoriale progettato e attuato dal Consiglio Regionale Sardo guidato da Renato Soru, il solo che - a torto o a ragione - sembrava voler alleviare il salasso economico imposto da decenni ai sardi.

Di seguito stralci delle motivazioni della Commissione Europea, estrapolate da alcuni quotidiani sardi:

Da "Il Sardegna" del 25 Aprile:

" Il responsabile dei Trasporti a Bruxelles, [...] è contrario alle agevolazioni a chi è nato qui ma vive fuori. «Ritiene che tale disposizione sia sproporzionata e incompatibile con il regolamento»."

Vediamo cosa dice il testo della Commissione Europea, datato 23 aprile:

«I decreti... dispongono che i vettori applichino un trattamento agevolato per i nati in Sardegna, anche se residenti fuori Sardegna. Secondo le stime della Repubblica italiana, tali disposizioni si applicano al massimo a 220mila persone, ma in realtà la stima si aggira sui 110mila, se si considera che il 50% degli interessati fa un viaggio l’anno."

In pratica... agevola perlopiù i cittadini europei di nazionalità italiana rispetto ai cittadini di altre nazionalità... pertanto è discriminatoria e contraria al trattato». E questo è il primo punto.

Ma c’è di più. «Dalle spiegazioni fornite... emerge che la misura è necessaria essenzialmente per permettere agli emigrati sardi di restare legati alla loro comunità culturale d’origine». E qui, l’esecutivo di Bruxelles esprime qualche dubbio sul fatto che quest’obiettivo sia di “pubblico interesse”.

Barrot insiste: la misura è sproporzionata. «In primo luogo...è applicabile a tutti i nati in Sardegna, anche se residenti fuori, senza che sia necessario dimostrare il legame eventualmente ancora esistente, per esempio in termini familiari, tra la persona interessata e la sua regione di origine».

«In secondo luogo - prosegue il documento - la misura è applicabile indipendentemente dai mezzi finanziari di ciascun emigrato.

In terzo luogo, contrariamente ai residenti in sardegna, che devono spostarsi verso il continente con relativa frequenza, per poter beneficiare di servizi fondamentali (educazione, sanità) o per svolgere attività economiche... gli emigrati viaggiano in Sardegna soltanto occasionalmente (secondo le autorità italiane, al massimo il 50% delle persone potenzialmente interessate ad un viaggio, per anno).

Il costo totale di questi spostamenti occasionali è pertanto relativamente inferiore rispetto ai costi sostenuti dai residenti in Sardegna, e gli emigrati sarebbero perlopiù in grado di sostenere tali costi, senza dover prevedere la riduzione...

Poiché però taluni emigrati non dispongono dei mezzi necessari per pagare il prezzo di un volo annuale in Sardegna, sarebbe più adeguato e meno restrittivo offrire aiuti agli emigrati interessati».

Concludendo: «I vettori aerei non hanno l’obbligo di offrire tariffe agevolate ai nati in Sardegna, anche se residenti fuori».

Un’indicazione (che deve essere seguita obbligatoriamente) che smonta - insieme alle altre considerazioni sulla necessità di tenere aperto il sistema a tutte le compagnie che in qualsiasi momento accettino determinate regole - da cima a fondo la continuità. [...]

Da un punto di vista politico, oltre che solo tecnico, una dèbacle.

Da il sardegna del 23 aprile

Trasporto aereo. Nella primavera 2006 a Ryanair e EasyJet erano stati vietati due collegamenti con l’Isola.

Continuità, la Giunta ci ripensa ma serve l’ok di ministero e Enac
Soru ha chiesto a Roma una delega per convocare la conferenza di servizi necessaria
di Cristina Cossu

Esattamente un anno dopo,la retromarcia, come se niente fosse. «Sui tre aeroporti di Ciampino, Malpensa e Bergamo-Orio al Serio potrà esserci libera concorrenza. Saranno fuori dalla continuità territoriale e qualunque compagnia potrà organizzare voli da e per la Sardegna, naturalmente in regime di libero mercato».
Dichiarazione dell’assessore regionale ai Trasporti, Sandro Broccia, all’indomani di una visita a Cagliari del ministro Bianchi e di sperticate lodi alla continuità territoriale. Quella che prevede un regime blindato su cieli dell’Isola, per intenderci.

Un regime talmente rigido che nella primavera del 2006 costrinse l’Enac a vietare a Ryanair e EasyJet di operare tra Alghero e Roma (Ciampino) e Olbia e Milano (Malpensa).

E dire che sulla prima rotta, ad esempio, in poco meno di 12 mesi viaggiarono 100mila passeggeri pagando una tariffa media (andata e ritorno) di 42 euro, contro quella tre volte superiore, riservata ai sardi che godono della “continuità”.

Più caro ancora, ovviamente, il biglietto per il resto dei cittadini del mondo.

Ma il decreto sulle rotte onerate non ammetteva (e non lo fa neppure attualmente) deroghe: i collegamenti con l’Isola vanno in esclusiva a chi ha presentato un’offerta e ha garantito il rispetto delle regole in fatto di orari, numero di voli e di posti, prezzi.
Nel caso specifico, quindi, con Roma e Milano a Meridiana e Air One.
Pazienza se poi queste non ce l’hanno fatta a rispettare il “contratto ”: ministero, Regione e Enac non hanno preso provvedimenti e - soprattutto la Regione - hanno sostenuto imperterriti a dire che tutto andava bene. Nonostante i diversi pareri contrari al sistema, dall’Ente, dall’Authority per la concorrenza, dall’Unione europea, dai Consumatori e da un’altra lunga lista di persone, la nostra Giunta non ha ascoltato nessuno ed è andata avanti per la sua strada, a costo di negare l’evidenza.

Ora invece, come per incanto, il dietrofront. Dimenticando quanto sostenuto finora.

«Il presidente Renato Soru ha scritto al ministro dei Trasporti - ha spiegato Broccia - per ottenere una delega che consenta di convocare la conferenza dei servizi necessari a modificare la continuità territoriale».

Insomma, una timida apertura, che però richiede passaggi formali e di conseguenza parecchio tempo. E ancora non sappiamo (nel week end non sono rintracciabili) cosa ne pensano il ministro e, soprattutto, Vito Riggio, presidente Enac, che tre giorni fa in città, ha avuto un duro scontro con Broccia.

da l’Unione Sarda del 24 aprile

Le compagnie low cost cantano vittoria

La Commissione europea riscrive le regole sulla continuità territoriale e le compagnie low cost esultano.

Ora, se il governo accetterà il suggerimento del Commissario Jacques Barrot,le compagnie potranno decidere da un anno all’altro di accettare gli oneri di servizio e volare su alcune tratte della continuità territoriale, almeno per dodici mesi. Ci sarà però una differenza di trattamento tra le rotte in cui c’è stata un’accettazione diretta degli oneri (gli obblighi della continuità), senza dunque compensazione in denaro alle compagnie, e quelle invece assegnate al termine di una gara (in questo caso le società ricevono contributi). Su queste ultime rotte, infatti, non sarà possibile, stando almeno alle indicazioni della Commissione, ammettere nuove compagnie.

Chi riceve compensazioni, ha anche più diritti, mentre chi accetta gli obblighi senza soldi, è costretto a subire una maggiore concorrenza. Una contraddizione.

«Questo perché il fatto di aver partecipato a una gara, anche se poi si restringe il mercato, significa comunque per l’Unione europea, aver garantito una certa concorrenza», spiega Massimo Deiana, docente universitario e estensore della continuità territoriale.

«Ci troveremo di fronte al fatto di dover dirimere una controversia tra l’ordinamento interno, che richiede termini certi per l’assegnazione di una rotta, e quello sovranazionale », aggiunge ancora Deiana.

Anche l’assessore regionale dei Trasporti Sandro Broccia non vede particolari problemi nelle indicazioni della Commissione e contesta che l’impianto della continuità territoriale venga in sostanza rivisto. «Anzi, esce rafforzato », sostiene.

E sull’apertura degli scali di Ciampino e Malpensa alle low cost, assicura che si valuteranno periodicamente i flussi: «Se ci sarà un eccesso di disponibilità si ridurranno i voli giornalieri».

EASYJET.
Soddisfatta invece EasyJet per la decisione della Commissione di limitare l’eccesso d’imposizione degli oneri di pubblico servizio sulle rotte italiane, proprio in seguito alle richieste delle compagnie low cost. Arnaldo Munoz, manager per il Sud Europa di EasyJet, sostiene che così «la Ue ha fermato un vero e proprio tentativo di mascherare aiuti di Stato in favore di alcune compagnie. Grazie all’intervento della Commissione, gli italiani beneficeranno di una più ampia scelta, miglior servizio e tariffe più basse.

Ne beneficerà anche il turismo in Sardegna, poiché sempre più visitatori potranno raggiungere l’isola nell’arco dell’anno, nonostante l’intervento avrebbe comunque potuto essere anche più ambizioso e impedire espressamente l’imposizione degli oneri di servizio pubblico dove esiste sufficiente competizione ».
La compagnia inglese, dunque, chiede che ci sia una maggiore liberalizzazione e presto riprenderà in considerazione la possibilità di avviare un collegamento tra Milano-Malpensa e Olbia.

BOCCIATURA.
Parlano invece di vera e propria bocciatura da parte dell’Unione europea, Pierpaolo Vargiu e Michele Cossa dei Riformatori. La continuità sarda, sostengono i Riformatori, non tiene conto di alcune regole, richiamate appunto dalla Ue: «La durata della gara deve essere di un anno e non tre anni come nel caso della Sardegna, e alle compagnie non può essere imposto l’obbligo di accettare un pacchetto di rotte».

Secondo Vargiu e Cossa, inoltre, sulla base delle indicazioni della Ue, «le compagnie che si aggiudicano le rotte possono agire in regime di libero mercato su eventuali voli aggiuntivi». Insomma, concludono, «ancora una volta sul cielo estivo della Sardegna rischiano di addensarsi le nubi nere di una continuità malfatta».
( g. d. )