DIRETTIVO NAZIONALE DELLA F.A.S.I. A MILANO
LA TASSA SUGLI EMIGRATI
Non si parla d’altro: è l’argomento principe che tiene inequivocabilmente banco. Nessuna distinzione.
Anche gli emigrati sardi nati nell’Isola, e proprietari nella loro terra d’origine di seconde case affacciate sul mare, dovranno pagare la tassa sul lusso. O, meglio, la “tassa sull’ambiente”, come predilige definirla il presidente della Regione Renato Soru. Ma anche “la tassa sugli emigrati”, come cominciano ad interpellarla, arrabbiati, tanti sardi del resto d’Italia e del mondo che hanno un fabbricato al mare in Sardegna e vanno a trascorrervi le vacanze.
Si sentono meno uguali degli altri sardi perché, assentono, “abbiamo già dato quando abbiamo dovuto fare le valigie”.
E il direttivo nazionale della FASI, tenutosi a Milano, ha fatto addirittura scivolare in secondo piano l’approvazione del bilancio del 2006.
Un Tonino Mulas deciso ed intraprendente ha sottolineato quanto fosse iniqua questa imposta, ma soprattutto economicamente sbagliata. “Gli emigrati hanno già pagato dazio nel momento in cui, con le loro rimesse, hanno sostenuto (e per certi versi sostengono ancora) l’economia della Sardegna. Inoltre, non bisogna trascurare che non tutti gli emigrati sono uguali: ci sono i professionisti che si possono permettere la villa al mare ma anche, ad esempio, gli operai della Fiat che hanno costruito casa magari nell’arco di vent’anni, un poco alla volta”.
I sardi che sono andati a cercare lavoro in Italia o all’estero hanno fatto mille sacrifici. Chi, con i risparmi di una vita, è riuscito a comprarsi una casa al mare lo ha fatto per tenere stretto il legame con l’isola e spesso per convincere i propri figli e i nipoti a frequentare, almeno per le vacanze, la terra d’origine. E’ una campagna che il mondo migratorio organizzato ingaggerà senza fronzoli seppur con sottigliezza, quasi nel timore di danneggiare irrimediabilmente quel filo conduttore che unisce il mondo migratorio organizzato alle istituzioni isolane, per far comprendere quanto sia dannosa la scelta della Giunta.
La sola tassa sul lusso, che Soru vorrebbe imporre a chi ha lasciato l’Isola, comporta un versamento che parte dai 12 euro a metro quadro annuali richiesti per le abitazioni fino a 60 metri quadri. Insomma, chi ha una casa da 60 metri quadri spende ben 720 euro all’anno. “E poi”, ribadisce con saldezza il Presidente della FASI, “è un errore economico perché molti sardi, soprattutto quelli che si erano trasferiti in Italia, sono ormai pensionati e rientrano spesso nell’isola, anche per sei, otto mesi, e qui spendono la loro pensione, pagano l’Ici e le altre imposte comunali per la loro seconda casa. Se non trasferiscono la residenza in Sardegna è perché ormai hanno lì i figli e i nipoti”.
All’unanimità, nell’area pesante e dimessa che si respira fra i portavoce dei quasi 70 circoli disseminati in Italia, la riflessione che ci sia un distinguo fra sardo residente e sardo emigrato, è palese. “Eppure” si postilla nei corridoi, “dovremmo far parte tutti di un unico popolo. Questa tassa ci allontana dall’isola, è certo”. L’idea di produrre documenti e manifestazioni nelle città più importanti del continente, è la possibilità che acquisisce priorità assoluta per tentare di porre rimedio.
Il resto della giornata milanese guizza via spedita e senza intoppi. Il bilancio 2006 prospettato dal tesoriere Giovanni Cervo viene approvato all’unanimità. Così come vengono accolti con soddisfazione i numeri del Centro Servizi FASI per la bigliettazione da e per la Sardegna. I risultati conseguiti nel 2006, spiega Filippo Soggiu, responsabile del settore trasporti, coadiuvato da Davide Fusaglia, responsabile dell’Eurotarget Viaggi, sono lampanti. Una fatturazione di quasi 2 milioni di euro (+22% rispetto al 2005).
“E’ solo l’inizio” dice sommessamente Fusaglia. “Abbiamo di fronte a noi l’opportunità davvero di sviluppare un mercato che possa muoversi anche oltre il canonico viaggio in nave e aereo per l’isola”. E l’ampio impegno messo in moto da diversi circoli, viene riconosciuto con contributi apprezzabili. Il 2007, a riguardo, è partito in maniera straordinaria se si valuta l’intesa con Meridiana, la quale ha sottoscritto una convenzione con la FASI riconoscendo agevolazioni anche ai figli degli emigrati e ai loro relativi nuclei familiari.
Ma altresì nel settore della navigazione, va sottolineato come Moby Lines e Tirrenia (quest’ultima fra l’altro è predisposta addirittura a rinunciare alle sovvenzioni statali) stiano rinnovando la flotta con navi sempre più all’avanguardia. Cambia registro, in prospettiva, Grimaldi, che gradatamente abbandonerà il traffico passeggeri per dedicarsi a quello delle merci, per perseguire il progetto delle “Autostrade del Mare”.
Uno sguardo agli appuntamenti dei prossimi mesi: prende robustezza la manifestazione soprannominata “Lo sbarco dei mille” che recapiterà gli emigrati a fine maggio (se ne contano già iscritti circa 400) con una nave Moby messa a disposizione dall’armatore Onorato, in Sardegna per celebrare il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Garibaldi. Commemorazione a Caprera il primo giorno e poi villeggiatura di altri 4 giorni in un villaggio in prossimità di Alghero.
A livello regionale, la FASI sta lavorando trasversalmente per partecipare ad una conferenza internazionale sull’emigrazione organizzata dalla Regione Sardegna. L’ultima fu svolta nel 1989. Un modo per ridisegnare il ruolo dell’emigrato oggi, in Italia e nel mondo.
Massimiliano Perlato
exeo
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