Festa della Donna al Logudoro di Pavia

A Pavia il Circolo “Logudoro” ha festeggiato l’otto marzo tra ricerca scientifica, poesia e musica

martedì 11 marzo 2008 di Paolo Pulina

A Pavia il Circolo “Logudoro” ha festeggiato l’otto marzo tra ricerca scientifica, poesia e musica

Tutto esaurito nel salone del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, in occasione della festa dell’otto marzo. L’associazione sarda, presieduta da Gesuino Piga, ha voluto rendere omaggio alle donne, nel giorno della festa internazionale ad esse dedicata, con un intelligente mix di proposte di cultura e di divertimento.

La prof. Clementina Rovati, responsabile del Museo di storia naturale dell’Università di Pavia e curatrice della mostra “Animali dal mondo, la collezione dello zoologo Pietro Pavesi”, che ha riscosso tanto successo, negli ultimi due mesi del 2007, presso la sala mostre del Museo della Tecnica Elettrica a Pavia, ha illustrato l’opera di alcuni studiosi pavesi - il prof. Pietro Pavesi (Pavia 1844 - Asso, Co, 1907) e la sua allieva, la prof. Rina Monti Stella (Arcisate, Va,1871- Pavia, 1937) -, che hanno indagato in loco le particolarità delle tonnare della Sardegna.

Alla fine dell’Ottocento, si potevano contare sulla costa occidentale sarda ben 24 tonnare.
Queste tonnare (le più importanti erano: Portoscuso, Isola Piana, Porto Paglia, Saline, Calavinagra, Flumentorgiu) pescavano i 4/5 della produzione italiana. Le nostre tonnare competevano con Favignana e Formica in Sicilia e con la più produttiva del Mediterraneo, Sidi Daud, in Tunisia. In esse erano impiegate più di mille persone, oltre agli operai addetti alla lavorazione a terra.

Pavesi, nel 1889, per una relazione “L’industria del tonno” che fu presentata alla Camera dei Deputati, approfondì le conoscenze delle tonnare sarde visitando, in compagnia del cavalier Ottolenghi, quelle di Porto Scuso e dell’Isola Piana, e seguendo le operazioni di mattanza e tutte le altre relative alla lavorazione del prodotto nei tre stabilimenti di Punta di Carloforte. Studiò la distribuzione geografica delle tonnare, la loro conformazione, l’attività di pesca, la mattanza e le migrazioni dei tonni.

Rina Monti Stella, che nel 1908 fu nominata professore di ruolo di Zoologia e Anatomia all’Università di Sassari, continuò le ricerche del suo maestro. Ecco le pubblicazioni in cui riversò i risultati delle sue indagini: “Esplorazioni talassografiche lungo le coste della Sardegna settentrionale” (Pavia, Fusi, 1910); “La fisionomia biologica della Sardegna e le nuove idee circa le origini e la distruzione geografica delle specie” (Pavia, Fusi, 1915).

Dopo l’apprezzata relazione della prof. Rovati, la parola è passata ai poeti: sono state lette tre poesie, dedicate alle donne, scritte da due autori sardi-pavesi (Costantino Bussu, originario di Bono e residente a Pavia; Andrea Pintus, nato a Benetutti e residente a Broni, nell’Oltrepò pavese) e da un poeta dialettale pavese, Rino Zucca.

Il pomeriggio è stato completato dall’esibizione della cantante mezzosoprano Eliana Sanna, figlia di un emigrato sardo (originario di Ozieri) in Argentina, nata nel 1976 a San Miguel de Tucumán nel 1976, che ha avuto una borsa di studio da parte della Regione Sardegna e dalla Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI) per potersi perfezionare nel Conservatorio di Milano.

Dopo l’introduzione di Filippo Soggiu, presidente onorario della FASI, che ha ricordato con commozione le circostanze in cui i rappresentanti della FASI presero in Argentina l’impegno di aiutare Eliana Sanna a studiare in Italia, la cantante ha proposto una serie di celebri canzoni latino americane e tradizionali sarde accompagnata dal pianista Marco d’Amico. In coppia con Eliana e da solista ha dato prova del suo talento artistico anche Miguel Marengo, tenore e chitarrista, anche lui originario San Miguel de Tucumán, figlio di un emigrato piemontese in Argentina.
A conclusione la consueta offerta delle mimose alle signore presenti e il tradizionale rinfresco.

Paolo Pulina
responsabile Comunicazione della FASI, Federazione delle Associazioni Sarde in Italia
Selache maxima, esemplare catturato a Porto Conte il 23 Giugno 1910 acquistato da Rina Monti per l’Istituto di Zoologia di Sassari, da lei diretto,allo scopo di studiarne gli organi interni

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Selache maxima