di T. G. Tola - Fonte: La Nuova -

Grifone, il salvataggio del re dei cieli

I turisti alterano l’equilibrio dell’habitat dei volatili

mercoledì 23 agosto 2006 di exeo

Grifoni in difficoltà e Legambiente impegnata nei salvataggi. Nelle ultime settimane sono stati salvati tre esemplari, uno nelle campagne del Marghine e due nel Bosano.

L’impegno per soccorrere gli uccelli feriti e quelli che non sono in grado di riprendere il volo è però vanificato dalla curiosità dei turisti che, anche via mare, si avvicinano alle zona di nidificazione di Capo Marrargiu e servendosi di congeni sonori cercano di far prendere il volo ai grifoni per fotografarli.

Spesso si alzano in volo anche esemplari troppo giovani che non riescono a ritornare al nido e vanno incontro a una morte sicura. Due giorni fa un pescatore ha ripescato la carcassa di un uccello caduto in mare. Uno dei recuperi delle ultime settimane è avvenuto in territorio di Bortigali. Un pastore di Mulargia ha trovato un grifone di circa quattro mesi non ancora perfettamente adulto. L’uccello è stato consegnato agli agenti della stazione forestale di Macomer. I collaboratori di Legambiente hanno recuperato un altro esemplare giovane a Columbera, nelle campagne di Bosa.

L’uccello da qualche tempo era tenuto sotto osservazione perché in difficoltà a causa di una malformazione all’ala destra. In un primo momento si era pensato a una ferita. Si tenterà ora di riabilitarlo per reinserirlo nel suo ambiente. Un grifone giovane, infine, è stato recuperato dai volontari di Legambiente nelle campagne di Maria Pilu, tra Bosa e Montresta. I tre uccelli sono stati trasferiti dai Forestali di Macomer al centro zooiatrico dell’Ente Foreste di Olmedo. Qui saranno curati e preparati per essere liberati nella zona di ripopolamento di Bosa.

Spesso i grifoni si spingono verso l’interno e raggiungono l’altopiano di Campeda richiamati dalla presenza del bestiame e dalla possibilità di alimentarsi con le carogne. E’ qui che talvolta si incontrano esemplari feriti o in difficoltà. «I recuperi - spiega Mauro Aresu di Legambiente - sono importanti perché diminuiscono la mortalità, ma è più importante impedire che i turisti in barca muniti di fischietti arrivino a Capo Marragiu e spaventino gli uccelli per farli volare. E’ un atteggiamento irresponsabile e dannoso. I piccoli, che non sono ancora pronti, si involano e cadono in mare. Nei giorni scorsi, uno è stato trovato morto proprio a Marrargiu».