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Provate ad immaginare un appuntamento "olimpico", ovvero una grande manifestazione sportiva dell’antichità, precedente di parecchi secoli, se non millenni, quella attribuita ai Greci, una manifestazione di popoli mediterranei, o anche solo del popolo sardo, organizzata nei pressi di Cabras, nel Sinis, molto vicino alla Tarros nuragica che poi, ma solo qualche millennio più tardi, sarà punica, fenicia, cartaginese, romana...
immagino i commenti: it’est ki as buffau?... brullendu s’es? ;-)))
Forse ho esagerato, però... seguitemi:
Nel 1974, più precisamente in marzo, in un luogo chiamato Monti Prama, nel Sinis, cioè nel Comume di Cabras, il sig. S. P. intento ad arare, s’imbatte in una grande testa, scolpita ovviamente, a cui è rimasto attaccato un braccio, quello di un arciere; si rende conto di cosa ha trovato, interrompe il lavoro e cerca qualcuno che ne sappia piu di lui...
Alla fine della campagna di scavi si contano 30 statue, alte 2 metri e 40 cm circa, molto simili ai veri bronzetti nuragici, non le riproduzioni rifilate a iosa ai turisti che visitano questa terra di pastori...
Si tratta di guerrieri, lottatori, pugilatori, arcieri, arrampicatori con acconciature nuragiche, sono enormi, sono armati... ma purtroppo sono anche ridotti in frantumi dal tempo o dall’ignoranza antica e, dal momento in cui sono stati ritrovati, risepolti nei magazzini della sovrintendenza e riavvolti nel silenzio...
32 anni di silenzio, oppure 32 anni di studio silenzioso? Sottovalutazione, pressapochismo o che cosa? Oppure, ma ne dubito, il timore di dover riscrivere, proprio come sostiene Sergio Frau, l’intera storia del mediterraneo, e proprio a partire dalla Sardegna, che del mare nostrum è il centro assoluto e indiscusso?
Hanno negli occhi i dischi ricorrenti e concentrici delle grandi civiltà megalittiche, non hanno bocca, chissà, forse il silenzio era d’oro anche allora, come sicuramente lo è stato per gli eminenti studiosi, che se ne sono immediatamente occupati e hanno diretto la campagna di scavi, e che per più di trent’anni hanno evitato di "erudirci", o quantomeno informarci, circa il valore culturale e storico del ritrovamento, precludendo, di fatto, ( escluso qualche studio accademico per addetti ai lavori ), al resto della popolazione italiana, a quella europea e sopratutto ai sardi, notizie circa il ritrovamento piu importante del 1900 nel Mediterraneo...
Ricordate la meschina raccolta di firme intentata contro Sergio Frau e le sue ipotesi da qualche "impiegato" delle Sovrintendenze sarde? E se non fosse frutto del caso?
Chissà, forse gli autori non difendevano solo la propria professionalità, indirettamente messa in discussione da un acuto giornalista, ma le stesse "prerogative" delle sovrintendenze sarde, fino ad allora mai messe in discussione, al proposito vedasi lo scempio effettuato nell’anfiteatro romano di Cagliari che per forza di cose deve aver avuto il beneplacito della sovrintendenza;
Ma un giornalista è pur sempre un giornalista, ovvero un non addetto ai lavori, seppur geniale, c’era bisogno di arrivare a tanto? Oppure ha ragione, e ne ha talmente tanta che ha dovuto difendersi, suo malgrado, da chi doveva, al contrario, valutare con serenità e interesse storico le sue ipotesi e le sue ricerche... sopratutto da chi aveva a disposizione reperti eccezionali come questi, c’è da chiedersi cos’altro sia stato trovato...
Ma limitarsi a chiederne conto ai soli accademici, per quanto illustri, sarebbe un’ingiustizia, sopratutto perchè nell’isola ( e in Italia ) erano in parecchi a sapere, oltre alle sovrintendenze, quella di Cagliari e di Oristano diretta da uno dei due... sapevano in Regione, nei partiti politici, nelle istituzioni culturali, nei media, ecc, ecc...
Molti sapevano, eppure bisogna attendere il 2003 perchè il Consiglio Regionale ( 27 anni dopo...) su istanza dei capigruppo, se ne occupi: e così il 4 dicembre del 2003 il Consiglo Regionale chiede alla giunta di allora un piano economico per il recupero, che naturalmente rimane lettera morta, non sia mai...
Sempre nel 2003 le statue dei giganti vengono condotte, quasi di nascosto, dai magazzini polverosi del museo di Cagliari ad un centro di restauro, a Sassari.
Chi ha scavato tra le carte afferma che la campagna di scavi a Monti Prama si sia attestata ad ottanta cm, forse sarebbe stato inutile oppure non sono andati oltre per paura di trovare altri reperti non previsti nelle loro sia pur erudite "certezze" scientifiche, che hanno sempre categoricamente escluso per la Sardegna, e per i sardi, un ruolo centrale ed egemonico nel mediterraneo antico, mah!...
32 anni di silenzio, cioè di studio, e tutto ahumm ahumm...
Nel frattempo qualcuno ha però pubblicato lavori "scientifici", per esempio, nella copertina di questo libro, c’è la foto di un guerriero di monti Prama...
Chi ha deciso di privarci di tutto questo, chi ha imposto che la Sardegna non meriti di poter fruire della propria storia?
Che siano gli stessi che a destra, al centro e a sinistra si riempiono la bocca di "patria" nelle occasioni ufficiali? Coloro che, pur sapendo che L’Italia attuale si fonda su un traballante castello di retorica risorgimentale, costruita sulle ceneri delle vestigia del fascistissimo impero romano, permettono che l’Italia imploda nelle sue enormi contraddizioni?
E’ evidente, in questa faccenda, che trasuda di arroganza e pressapochismo indicibili, come il colonialismo più becero, culturale e politico, dovuto alle dosi massiccie di servilismo inculcate a forza di sberle e miseria, abbia profondamente colpito, nuovamente, una terra e un popolo che qualcuno ha tutto l’interesse a mantenere sottomesso e all’oscuro circa le proprie origini e la propria identità...
E se l’epicentro della storia occidentale derivasse dal suo centro naturale, cioè la nostra isola? Sarebbe un gran brutto colpo per tanti, ma proprio tanti... Non sarebbe solo un colpo culturale, storico, ecc, ecc, sarebbe, e qualcuno lo sa bene, una demolizione politica vera e propria.
Se un ritrovamento di queste proporzioni fosse avvenuto in Emilia Romagna, Lombardia o Piemonte avrebbero costruito musei, percorsi storico-culturali, convegni, pubblicità, partiti politici e magari si sarebbero inventati anche una "Odissea" padana...
In Sardegna invece nessun museo, nessuna pubblicità, nessun convegno, solo silenzio assoluto per trent’anni... perchè noi siamo periferia, e nelle periferie, si sa, non c’è mai nulla di interessante... nel nostro caso si fa un’eccesione solo per il mare...
Fino a quando questa terra continuerà ad essere periferia, ovvero colonia, culturale e politica dell’Italia?
Il problema è tutto qui, siamo periferici...
Prendiamo l’economia... fiumi di parole e di assistenzialismo becero che in cinquanta anni non hanno mai favorito lo sviluppo economico, ma solo quello migratorio, e sapete perchè? perchè siamo periferia... perchè fintanto che il centro economico dell’Italia continuerà ad essere Milano e quello politico Roma, la Sardegna continuerà ad essere in periferia, estrema periferia, ovvero un luogo privo di qualsiasi aspettativa e dignità economica;
Ancora? fintanto che la lingua dei sardi sarà l’italiano, "sa lingua de su famini", ( e la definizione non è mia... ) la Sardegna sarà esclusa e marginalizzata anche in Europa, l’Europa dei lavori unitari in corso, nel cui parlamento la Sardegna non è rappresentata, perchè così hanno deciso a Roma, e con i voti dei sardi vengono eletti siciliani..., mentre i problemi dell’isola sono trattati direttamente dai politici dei partiti continentali;
Ma torniamo alle statue; infine, quasi da non crederci, l’ammissione:
I giganti di Monti Prama, nel cuore del Sinis, sarebbero forme d’arte nuragica più antiche dei “famosi” bronzi greci conosciuti in tutto il mondo.
E a rivelarlo è la stessa sovrintendenza che in passato ha sempre snobbato questa scoperta.
Nel sito di teleindipendentzia è disponibile un video in anteprima sui giganti di Monti Prama
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exeo
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