I sardi nel mondo | Politica: I giovani hanno fame d’identità
lunedì 28 aprile 2008 di exeo
Il futuro dei “Sardi nel mondo” s’è materializzato su tre tavoli, quelli delle sessioni tematiche che hanno fatto da contorno alla conferenza. A cominciare dal forum su “Giovani e nuova emigrazione”, coordinato da Maria Luisa Gentileschi e da Giuseppe Puggioni dell’università di Cagliari.
Era il più atteso, per capire i progetti degli emigrati di seconda generazione. Ebbene, chi ormai vive lontano dalla madre-patria “non progetta il ritorno immediato in Sardegna, ma chiede comunque di essere informato — e adesso non lo è — sul mercato del lavoro nell’isola”.
Di fatto quel sogno che i padri continuano a cullare, per chi ha meno di trent’anni è “una possibilità ma senza essere un futuro salto nel nulla visto che i figli degli emigranti sono integrati, hanno già raccolto successi o sperano di ottenerli presto dove oggi risiedono”.
Dal forum è arrivata anche una risposta chiara alla preoccupazione degli anziani sulla mancata partecipazione dei giovani alla vita dei circoli: «Ad allontanarli — si legge nelle conclusioni — è sentire sulla pelle il rischio di finire anche loro prigionieri della nostalgia che pesa ancora sulle spalle della generazione precedente. No, i giovani amano la Sardegna, credono nelle radici, vogliono essere ambasciatori della terra- madre ma pretendono che l’insieme dell’identità sia inserito e proposto in una nuova visione multiculturale e transnazionale ».
Chi vive la globalizzazione non permetterà a nessuno (neanche alle tradizioni) di essere tagliato fuori: vuole vivere al passo con i tempi ed ecco perché i circoli dovranno essere subito svecchiati anche nelle proposte.
E proprio il rapporto tra emigrazione e globalità è stato il tema del secondo tavolo tematico, coordinato da Alberto Merler dell’università di Sassari e da Marco Zurru dell’ateneo cagliaritano. In questa sessione, s’è parlato soprattutto di quello che i sardi all’estero vogliono fare per la Sardegna: «Ognuno di loro — è scritto nella relazione finale — vuole essere un promotore culturale, per sostenere con forza l’esistenza della limba , che oggi rappresenta quel cemento d’identità destinato a fortificare non solo l’appartenenza ma anche la voglia di apertura verso le altre culture”.
Infine, la terza sessione, quella sul rapporto tra emigrazione e ruolo delle istituzioni, coordinata da Paolo Fois dell’università di Sassari, e qui la richiesta dei sardi all’estero è una sola: vogliono votare anche loro per il Consiglio regionale. (ua)
exeo
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