Interventi in favore delle Organizzazioni dei Sardi nel Mondo.

Piano Triennale 2005-2007.

giovedì 27 luglio 2006 di exeo

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 8/14 DEL 28.2.2006 Oggetto: L.R. 7/91, art. 4.

Interventi in favore delle Organizzazioni dei Sardi nel Mondo. Piano Triennale 2005-2007. Approvazione definitiva Delib.G.R. n° 54/17 del 22.11.2005.

L’Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, riferisce che la Seconda Commissione permanente del Consiglio regionale nella seduta del 12 gennaio 2006 ha espresso il prescritto parere sul Piano Triennale di interventi in favore delle Organizzazioni dei Sardi nel Mondo per gli anni 2005-2007, approvato in via preliminare dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 54/17 del 22 novembre 2005.

Sul predetto piano la Commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità, a condizione che la percentuale delle agevolazioni finanziarie, destinate ai Circoli in parti uguali, sia elevata fino al 50% dello stanziamento ad essi assegnato. L’Assessore riferisce inoltre che per un corretto ordine sistematico del testo, all’ultimo capoverso del medesimo punto 5.1 le parole: “precedente punto 3.3.” sono da sostituire con le parole: “seguente punto 6”.

La Giunta regionale, sentita la relazione dell’Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, considerato che il Direttore Generale dell’Assessorato ha espresso il parere favorevole di legittimità sulla proposta in esame, considerato che il parere della Commissione, reso ai sensi della L.R. 7/91, non ha natura vincolante e che sul predetto piano triennale era stato acquisito il parere favorevole della Consulta Regionale per l’Emigrazione che in tal senso si era espressa all’unanimità nella seduta del 21.10.2005 DELIBERA di approvare in via definitiva il Piano triennale di interventi in favore delle Organizzazioni dei Sardi nel Mondo per gli anni 2005-2007, così come deliberato in via preliminare dalla Giunta Regionale con la deliberazione n. 54/17 del 22.11.2005 e con la sola modifica all’ultimo capoverso del punto 5.1 proposta dall’Assessore del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale secondo il testo allegato che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione. Il Direttore Generale Fulvio Dettori Il Presidente Renato Soru

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PIANO TRIENNALE DEGLI INTERVENTI IN FAVORE DEI SARDI NEL MONDO Anni 2005-2007

1. PREMESSA La nostra Regione è stata tra quelle maggiormente coinvolte dal fenomeno dell’emigrazione. Nel corso degli anni 60 e 70 i Comuni e i territori dell’Isola si sono spopolati incrementando il già grande numero dei sardi emigrati nei primi decenni del 1900. Mancano dati certi sul movimento migratorio.

Ai “vecchi” emigrati si sono aggiunti i numerosi giovani che da circa un decennio sono “nuovamente” costretti a ricercare fuori dall’isola opportunità di lavoro o di realizzazione personale, culturale e professionale.

Attualmente nel mondo sono 135 i Circoli riconosciuti di emigrati sardi e 7 le Federazioni.

Ottantacinque Circoli sono presenti in Argentina, Brasile, Canada, Perù, Stati Uniti, Bulgaria, Belgio, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Svizzera.

Ad essi si aggiungono 58 Circoli di emigrati sardi che vivono nella Penisola e che sono presenti in quasi tutte le Province e Città del Centro Nord.

Le comunità organizzate dei sardi emigrati, in una prospettiva di rivalutazione del loro ruolo, hanno dato vita in questi ultimi anni ad un vivace dibattito teso all’emersione delle potenzialità offerte da questa loro presenza nei Paesi ospitanti, in particolare rispetto ai problemi dello sviluppo e della crescita della Sardegna nel contesto della società globalizzata.

La sfida della globalizzazione può essere sostenuta anche attraverso la costruzione di una rete di comunicazione tra i sardi della Sardegna e i Sardi nel resto del Mondo, al fine di rafforzare la cultura dell’identità, obiettivo legato alle strategie di sviluppo.

La Regione Sardegna intende cogliere e valorizzare le capacità propositive e l’enorme patrimonio rappresentato dagli emigrati i quali, nei diversi Paesi di accoglienza, sono i primi ambasciatori dei nostri valori e, per il perseguimento di detto obiettivo e il rafforzamento dei legami tra i sardi, ha predisposto le seguenti linee programmatiche.

2. FONTI NORMATIVE La legge Regionale 15 gennaio 1991, n. 7, nell’ambito degli interventi della Regione Sardegna in favore degli emigrati, prevede all’art. 4, che gli stessi siano attuati attraverso un Piano articolato in tre anni e con Programmi di spesa annuali. Detto Piano deve essere approvato previo parere della Consulta e della competente Commissione consiliare, dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore del Lavoro, Formazione Professionale Cooperazione e Sicurezza Sociale.

Il presente Piano è redatto in conformità al D.P.E.F. 2006-2008 approvato dal Consiglio Regionale nella seduta dell’ 8.9.2005.

3. FINALITA’ Le organizzazioni dei sardi nel mondo si ispirano alle seguenti finalità: - promozione dell’identità, della cultura, dell’arte e delle tradizioni della Sardegna; - promozione dell’immagine e dei prodotti della Sardegna, contribuendo all’internazionalizzazione del sistema economico regionale; - promozione dei valori di solidarietà e condivisione tra i sardi residenti fuori dalla Sardegna.

4. LE ATTIVITÀ L’Assessorato del Lavoro assicura le risorse per il funzionamento delle Organizzazioni dei sardi nel mondo e per Io svolgimento delle attività atte al perseguimento delle loro finalità. A tale riguardo è necessario un costante raccordo con tutti gli altri Organismi regionali per migliorare la qualità dei servizi e delle iniziative rivolte al mondo dell’emigrazione. Il presente Piano prevede i seguenti interventi:

1) attività e servizi a cura delle organizzazioni dei sardi nel mondo; 2) sistemi di informazione e comunicazione; 3) progetti regionali.

4.1 ATTIVITÀ E SERVIZI DELLE ORGANIZZAZIONI DEI SARDI NEL MONDO L’Amministrazione sostiene le attività delle organizzazioni degli emigrati. Il relativo sostegno finanziario sarà commisurato all’impegno di ciascuna Organizzazione in funzione della qualità e quantità delle attività. Per poter beneficiare del sostegno finanziario regionale le Organizzazioni devono:

a) assicurare il continuo aggiornamento dei dati sulla consistenza e composizione delle comunità di riferimento di ciascuna Organizzazione (censimento, indagini, ecc.), quale base per l’avvio di ogni singola attività, anche con riferimento alle relative esperienze professionali e relazionali;

b) assicurare la compartecipazione finanziaria, anche mediante la ricerca di altre fonti di finanziamento pubbliche e private diverse da quelle regionali;

Qualora una Organizzazione si voglia presentare come erogatrice anche di servizi dovrà dimostrare di avere competenza e capacità tecnico-organizzativa e garantire adeguati standard di assistenza nei seguenti ambiti:

- Attività di informazione culturale ed economica sulla Sardegna e sui paesi di residenza agli associati e non;

- Consulenza e assistenza legale, sociale, sanitaria, lavorativa e abitativa agli emigrati e ai sardi che le richiedano;

4.2 SISTEMI INFORMATIVI E RETI DI COMUNICAZIONE I sistemi informativi e le reti di comunicazione sono gli strumenti fondamentali per garantire le relazioni costanti e attive tra i cittadini sardi presenti nell’isola e nel resto del Mondo.

Il Programma annuale, definirà l’ammontare delle risorse da destinare ai servizi di comunicazione per gli emigrati. Una parte delle risorse, da definirsi nel Programma annuale, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 18 L.R. 7/91, andrà, prioritariamente per mantenere e migliorare la produzione di informazione con sistemi multimediali: Internet, TV via satellite, videocassette, DVD, libri ecc. e per il potenziamento e l’incentivazione della comunicazione tra le Associazioni e l’Amministrazione regionale, mediante l’utilizzo di strumenti telematici.

Nell’ambito del programma è necessario ottimizzare gli interventi in essere, in particolare attraverso un Comitato di Garanti, originariamente previsto, formato da esperti del mondo dell’informazione e con un componente nominato dalla Consulta per l’emigrazione, che garantisca anche per i contratti in essere, il rispetto dell’obiettività e della qualità dell’informazione.

Altre risorse saranno destinate al completamento del sistema informativo per l’emigrazione che prevede servizi destinati alle Organizzazioni dei sardi nel mondo (procedure informatiche, acquisizioni software e hardware, corsi di formazione, ecc.). Al Comitato di Garanti verrà affidato il compito di definire un nuovo progetto editoriale del Messaggero Sardo capace di rispondere meglio alle esigenze attuali

5. SOSTEGNO ALLE SPESE DI FUNZIONAMENTO Potranno beneficiare delle agevolazioni finanziarie di cui alla L.R. n. 7 del 1991:
- i Circoli dei sardi nel mondo
- le Federazioni dei Circoli sardi nel mondo le Associazioni di Tutela degli Emigrati
- la Federazione delle Associazioni di Tutela
- altri soggetti indicati dalla legge.

Le risorse annuali per gli esercizi finanziari 2006 e 2007, destinate alle finalità di cui agli ex artt. 7, 8, 9, 12 della L.R. n. 7 del 1991 per le Organizzazioni dei sardi nel mondo non potranno superare la percentuale deI 50% rispetto all’apposito stanziamento del bilancio regionale.

Tale percentuale sarà ulteriormente ripartita tra le organizzazioni secondo i seguenti parametri:

- Circoli 77%
- Federazioni dei Circoli 15%
- Associazioni di Tutela e Federazione delle Associazioni di Tutela 8%.

5.1. Circoli L’Amministrazione, procederà alla quantificazione dei contributi di sostegno per le spese di funzionamento dei Circoli sulla base della funzionalità e operatività degli stessi e con i criteri che seguono. Il 40% dello stanziamento assegnato ai Circoli in sede di Programma Annuale, sarà ripartito in parti uguali fra tutti i Circoli.

La quota residua sarà ripartita in base agli ulteriori, seguenti criteri:

1) La quota pari al 20% dovrà essere ripartita tra i singoli Circoli in rapporto al numero dei soci emigrati regolarmente iscritti e i cui dati dovranno pervenire all’Assessorato entro il 31.12.2005. Fino a quando non perverranno i dati richiesti, con decorrenza dall’anno 2006 non sarà liquidata la quota di contributo rapportata al numero dei soci.

2) La quota pari al 50% dovrà essere ripartita tra i singoli Circoli di sardi residenti all’estero in considerazione delle difficoltà e/o svantaggi conseguenti al costo della vita, al potere d’acquisto della valuta locale, all’ubicazione del Circolo, all’estensione territoriale del Paese ospitante. Il Programma Annuale individuerà i coefficienti da applicare alle singole situazioni di svantaggio.

3) La quota pari al 30% dovrà essere ripartita tra i singoli Circoli in funzione della qualità delle attività desunte dal Programma annuale dagli stessi presentato e predisposto sulla base dei criteri e priorità stabiliti dal Programma annuale Emigrazione.

Ai Circoli sede di “sportello informativo” di cui al seguente punto 6 del presente Piano, sarà attribuito il contributo straordinario aggiuntivo previsto dall’articolo 36 della L.R. 7/91, la cui entità sarà stabilita nel Programma annuale.

5.2 Federazioni dei Circoli Il 60% dello stanziamento assegnato alle Federazioni in sede di Programma Annuale, sarà ripartito in parti uguali fra tutte le Federazioni. La restante parte del 40% sarà ripartita sulla base del numero di Circoli riconosciuti ad esse federati.

5.3 Le Associazioni di Tutela e Federazione Alla Federazione delle Associazioni di Tutela per l’attività e i compiti previsti dalla legge, sarà assegnata la somma pari al 10% dell’ammontare complessivo stabilito nel Programma Annuale per le Associazioni di Tutela e la Federazione.

La somma rimanente, da assegnare in favore delle Associazioni di Tutela, sarà ripartita come segue:

- 60% in parti uguali fra tutte le Associazioni;
- 40% in funzione della qualità delle attività desunte dal programma Annuale dalle stesse presentato e predisposto sulla base dei criteri stabiliti dal Programma Annuale.

5.4. Efficacia dei nuovi criteri e modalità: I nuovi criteri, parametri e modalità stabiliti dal presente Piano Triennale per l’assegnazione delle risorse decorrono dall’anno 2006. Per l’anno 2005 si applicano quelli utilizzati per l’anno 2004.

5.5 Stanziamenti Per dare attuazione al presente Piano Triennale è utilizzato lo stanziamento del Bilancio 2005 e sarà stanziata nel bilancio per l’anno 2006 la somma di € 4.000.000.

6. PROGETTI REGIONALI (ex art. 19 L.R. 7/199 1) L’Assessorato del Lavoro cura direttamente la predisposizione dei Progetti regionali di cui all’art. 19 della L.R. n. 7/1 991 definendo ogni anno le relative tematiche e linee di intervento.

L’Assessorato potrà anche valutare le proposte progettuali provenienti da altri soggetti pubblici o privati, che siano in linea con le finalità indicate al punto 3, coordinandone in tal caso la realizzazione.

I Progetti potranno essere realizzati anche in collaborazione con i Circoli, le Federazioni dei Circoli, le Associazioni di Tutela e/o la Federazione delle Associazioni di Tutela i quali dovranno garantire standard organizzativi e professionali adeguati sia per quanto si riferisce ai responsabili che agli eventuali collaboratori esterni. Per poter essere ammessi a contributo regionale i progetti di cui al 2° cpv devono rispondere ai seguenti requisiti:

a) interessare un territorio nazionale o vaste regioni di esso;

b) svolgersi in sedi e località di rilievo che possano garantire l’efficace promozione della Sardegna e la commercializzazione dei suoi prodotti;

c) coinvolgere e interessare nel contempo la comunità sarda e quella ospitante, anche a livello istituzionale;

d) articolarsi specificatamente secondo le peculiarità e le esigenze dei singoli Paesi, da realizzarsi in concomitanza con eventi e manifestazioni di particolare rilevanza del Paese e/o città interessata;

e) coordinarsi con iniziative di altri Assessorati e/o Enti al minimo costo. Particolare attenzione sarà riservata ai progetti che promuovono la Sardegna all’estero. Per meglio curare tale approccio sarà effettuata una attenta valutazione delle sedi di svolgimento, privilegiando quelle che offrono occasioni e situazioni strategiche per la Sardegna, al fine di sviluppare relazioni e rapporti di scambi permanenti nel settore economico e culturale, anche in raccordo con iniziative analoghe, già in avanzata fase di realizzazione, previste dal PON ATAS obiettivo 1, nella parte gestita dai ministeri degli Esteri e del Lavoro.

A tal fine, il Programma annuale individuerà una quota di risorse dei “Progetti Regionali” da destinare per l’organizzazione di sportelli informativi di natura sperimentale, con il compito di favorire, promuovere e sostenere incontri, accordi e progetti promozionali e di partenariato internazionale e fornire assistenza agli attori e imprenditori sardi ed a quelli all’estero che hanno interesse per la Sardegna.

Gli sportelli dovranno essere realizzati, di norma, presso le sedi dei Circoli. Per realizzare questo intento, in conformità con il D.P.E.F. 2006-2008, è necessario coinvolgere i giovani discendenti di emigrati sardi, opportunamente selezionati e formati attraverso appositi stages per capacità e professionalità, che siano in grado di condurre e gestire i predetti “sportelli”.

Tali sedi potranno divenire punto di riferimento privilegiato per la realizzazione di progetti regionali da attuarsi in collaborazione con i Circoli e le Federazioni. Per migliorare ulteriormente i livelli qualitativi finora raggiunti e di contenere le spese, è necessario che i progetti regionali abbiano minore durata e siano organizzati in modo ottimale.

La valutazione delle proposte di progetto sarà effettuata dall’Assessorato del lavoro, dando priorità alla coerenza con le finalità indicate al punto 3.

6.1 Nuove generazioni Sarà riservata particolare attenzione ai progetti regionali, che prevedono stages in Sardegna per i discendenti degli emigrati sardi, seminari informativi e formativi, scambi culturali, borse di studio, studi e ricerche sull’emigrazione sarda, masters e altre forme di specializzazione sulla cultura e sull’economia della Sardegna.

A tal fine i programmi annuali definiranno le quote di risorse regionali da assegnare per l’organizzazione di progetti che prevedano il coinvolgimento delle nuove generazioni.

6.2. Donne Il Piano intende promuovere iniziative, anche su proposta dei comitati delle donne sarde emigrate presenti nelle Federazioni, al fine di rafforzare e assicurare la loro presenza attiva sia nelle Organizzazioni che nelle attività informative e formative e facilitare l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro e il raggiungimento di nuove professionalità.

Particolare cura dovrà essere riposta nell’assicurare alle donne emigrate l’agibilità di canali comunicativi propri e in tale senso l’attivazione di un forum il quale presuppone l’incentivazione di corsi di alfabetizzazione informatica o di miglioramento delle relative competenze

6.3. Studi e ricerche Premesso che parte di questi interventi sono contemplati dalla legge regionale sulla lingua e la cultura sarda n. 26 del 1998, va sottolineato che in tale ambito rientra la parte di “Progetti Regionali”, di cui allo stesso art. 19, rivolti agli studi, indagini e ricerche sulle problematiche inerenti il mondo dell’emigrazione, con riguardo alla cultura,economia, salute, istruzione e storia, da realizzarsi anche in raccordo con gli Assessorati regionali competenti, Università, enti e istituti pubblici e/o privati.

E’ evidente che il fenomeno migratorio nella sua evoluzione e la composizione e i problemi delle comunità sarde nel mondo presentano un livello di complessità, estensione e varietà che implicano un aggiornamento continuo. A questo proposito occorre continuare a ricercare sul campo in modo da poter disporre di un quadro aggiornato di dati e di informazioni qualitative e quantitative che consentano agli organi politici e all’amministrazione di operare con cognizione di causa.

I programmi annuali dovranno indicare gli eventuali fondi ancora necessari per il completamento del progetto di indagine e censimento dei sardi emigrati nel mondo, già approvato dalla Giunta Regionale nel mese di novembre 2004.

6.4. Solidarietà e integrazione socio-culturale Tra i principi ispiratori della L.R. 7/91 vi è quello rivolto a sviluppare la solidarietà e l’integrazione sociale. Fatti salvi eventuali interventi specifici rivolti agli emigrati sardi che si trovino in situazioni di particolare difficoltà economiche, tra le iniziative di solidarietà rientrano anche quelle destinate ai soggiorni per anziani di origine sarda, con lunga permanenza all’estero, che si trovino in condizione di disagio economico, al fine di consentire loro di rivedere la propria terra di origine.

In tema di solidarietà e integrazione socio-culturale, i Circoli e le Associazioni possono attivare contatti, coordinati dall’Assessorato del Lavoro per programmare aspetti organizzativi e gestionali, con:

- le Università della Terza Età;
- associazioni e altri enti per le attività di animazione ricreativa, sportiva e culturale;
- strutture medico-sanitarie;
- il Consiglio delle autonomie locali sarde.

Nel Programma annuale saranno indicati gli aspetti organizzativi e gestionali di tutti gli interventi sopraccitati.

7. I SOGGETTI I soggetti deputati ad attuare il Piano, indicati nella L.R. 7/91 e che verranno chiamati a partecipare attivamente alla sua realizzazione, sono:

7.1 Le Organizzazioni dei Sardi nel mondo

7.1.1 I Circoli dei sardi nel mondo

Sono considerati soggetti attivi i Circoli dei sardi nel mondo regolarmente riconosciuti dalla Regione Sarda ai sensi dell’art. 6 della L.R. 7/91. L’Amministrazione regionale, al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse dovrà rivedere il numero dei Circoli e la loro capacità propositiva e di funzionamento.

A tal fine si adopererà per la riunificazione di più Circoli operanti nella stessa circoscrizione territoriale e stabilirà i criteri per procedere alla revoca del riconoscimento delle Organizzazioni nel caso in cui verranno meno i requisiti essenziali stabiliti dalle norme.

I contributi ai Circoli e a tutti gli altri soggetti, anche ai sensi dell’art. 19 L.R. 7/91, vengono concessi ed erogati sulla base di criteri e modalità che saranno indicati nel Programma annuale, conformemente a quanto stabilito nel presente Piano Triennale.

7.1.2. Le Federazioni dei Circoli Le Federazioni dei Circoli sono deputate a coordinare l’attività dei Circoli nei rispettivi territori nazionali, a stabilire indirizzi generali per l’attività dei Circoli nei rispettivi congressi a fornire la necessaria assistenza tecnico amministrativa, a vigilare sul rispetto degli statuti da parte dei Circoli aderenti, nonché a coordinare, in sede programmatoria, le iniziative progettuali dei Circoli presso l’Amministrazione Regionale.

Le Federazioni dei Circoli sono l’organo di autogoverno delle organizzazioni degli emigrati in un determinato territorio. L’Amministrazione regionale si impegna ad agire in stretto raccordo con esse e con la Consulta per ogni atto d’impulso, coordinamento e vigilanza delle attività programmate.

Alle Federazioni è demandato, inoltre, il compito affinché tutti i Circoli e le Associazioni si adoperino per uniformare i propri Statuti secondo norme di democraticità, trasparenza, e partecipazione secondo le direttive indicate nel presente Piano Triennale.

7.1.3 La Federazione delle Associazioni di Tutela Oltre ai compiti stabiliti dalla Legge regionale 7/1991, la Federazione delle Associazioni di Tutela coordina, in sede programmatoria, l’attività e le iniziative progettuali delle singole Associazioni presso l’Amministrazione Regionale.

L’amministrazione regionale si impegna ad agire in stresso raccordo con essa e con la Consulta per ogni atto di impulso, coordinamento e vigilanza delle attività programmate.

7.1.4. Le Associazioni di Tutela Le Associazioni di Tutela rappresentano un importante raccordo tra il mondo delle Comunità sarde e le forze sociali della Sardegna. Il loro ruolo consisterà principalmente nel proporre iniziative sociali, culturali, formative ed informative ritenute qualificanti per gli interessi della Sardegna.

Ai fini della erogazione del contributo, sarà valutata la loro capacità propositiva, l’attività svolta e i servizi erogati in favore dell’emigrazione, tenendo altresì conto della relativa organizzazione nel territorio regionale.

7.1.5 Gli statuti delle Organizzazioni dei sardi nel mondo Le Organizzazioni dei Sardi nel mondo sopra indicate dovranno adeguare, compatibilmente con l’ordinamento giuridico dello stato ospitante, i rispettivi Statuti al fine di garantire che la composizione degli organi sia improntata a criteri di massima trasparenza, democraticità e partecipazione, favorendo la presenza delle nuove generazioni. A tale riguardo l’Assessore emanerà con proprio Atto di indirizzo apposite direttive.

7.2. La Consulta Regionale dell’Emigrazione La Consulta Regionale dell’Emigrazione è chiamata a svolgere un ruolo attivo nell’elaborazione e attuazione del Programma Triennale. Perciò è necessario utilizzare tutte le opportunità fornite dalla legge perché essa possa operare da autentico consesso, in grado di dare impulsi, pareri, elaborare proposte, partecipare ai momenti più importanti della vita della comunità ed effettuare una reale opera di vigilanza sull’attività dei Circoli, Federazioni ed Associazioni di Tutela.

La stessa Consulta è chiamata a svolgere tutti i compiti previsti dall’art. art. 24 della L.R. 7/91, A questo proposito sarà cura della Regione dare impulso all’attività del Comitato di Presidenza e a quella dei Gruppi di Lavoro della stessa Consulta.

I Consultori, inoltre, svolgeranno il ruolo specifico di coordinamento dei Circoli nei Paesi in cui non esiste la Federazione. A tale scopo il Programma Annuale determinerà l’entità dello stanziamento aggiuntivo da assegnare al Circolo di cui fa parte il Consultore, per le attività di coordinamento dei Circoli.

7.3 La Regione L’Amministrazione Regionale intende esercitare un ruolo sempre più attivo nelle politiche per l’emigrazione, in linea con i principi delineati nel D.P.E.F 2006-2008. Presiede e gestisce tutte le fasi di predisposizione e di attuazione dei programmi, dispone i relativi atti di impulso, coordinamento e controllo sulla gestione e sull’attività delle Organizzazioni.

Nell’intento di finalizzare meglio le risorse, particolare attenzione sarà data all’attività di monitoraggio delle spese e delle attività svolte, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Tra le iniziative che dovranno essere assunte rientra l’adeguamento della L.R. n. 7 del 15 gennaio 1991, ormai datata a causa dell’intervenuto mutamento sia del quadro politico istituzionale sia dello scenario migratorio.

E’ necessario infatti rendere le norme maggiormente rispondenti ai bisogni che in questi anni si sono manifestati anche in prospettiva dello sviluppo dell’internazionalizzazione. La modifica della legge suddetta dovrà scaturire da un processo di coinvolgimento e compartecipazione di tutti i soggetti interessati che dovrà trovare la sede naturale nella 2’ Conferenza dell’emigrazione sarda nel mondo, da tenersi entro l’anno 2006.

Ufficio di Consulenza Emigrati e Centro di documentazione Nell’ambito dell’Ufficio di Consulenza Emigrati (ex art. 23 della L.R. n. 7/1991) sarà potenziato il Centro di documentazione, mirato alla creazione di una struttura multifunzionale, al servizio non solo degli emigrati ma anche di studenti e chiunque vi abbia interesse, con sezioni archivistiche e bibliotecarie e adeguatamente attrezzato di apparecchiature audiovisive e telematiche.

7.4 Banca dati Sarà creata una banca dati dei soci delle organizzazioni, che permetterà all’amministrazione il continuo aggiornamento/censimento delle collettività dei sardi strutturati, e attraverso esse di raggiungere l’intera comunità dei corregionali residenti in ciascun paese di accoglienza.

8. LE PROCEDURE I contributi alle Organizzazioni dei sardi nel mondo verranno concessi secondo i seguenti criteri: 1) La natura dell’intervento regionale presenta il carattere di contributo. Pertanto esso non può coprire, ai sensi della L.R. 7/91, tutto il costo previsto né superare i limiti percentuali stabiliti dalle stesse norme;

2) L’intervento regionale si attiva con un apposito procedimento amministrativo che può iniziare:

a) d’ufficio, per i progetti regionali;

b) su domanda dei soggetti beneficiari per i contributi;

3) I Circoli, le Associazioni di Tutela e la Federazione delle Associazioni di tutela ai fini del conseguimento del contributo regionale dovranno presentare apposita domanda entro il termine perentorio del 30 marzo di ciascun anno, ai sensi dell’art. 10 della L.R. 7/91. Alle Federazioni dei Circoli viene concesso, a domanda da presentarsi entro lo stesso termine e corredata dal Programma annuale di attività, un contributo ai sensi dell’art. 12 della L.R. 7/1991.

4) Ai sensi degli artt. 5, 6 e 7 del regolamento di attuazione della L.R. n. 7 del 1991 (D.P.G.R. n. 191/91), le spese sostenute dai Circoli, dalle Associazioni e dalle Federazioni soggette a contributo debbono essere comprovate da documenti fiscalmente regolari e dai relativi contratti”.

Nella fattispecie, la regolarità si riferisce al sistema fiscale del paese dove viene effettuata l’operazione finanziaria. I Circoli, le Associazioni di Tutela, le Federazioni dei Circoli e delle Associazioni di Tutela dovranno rendicontare inviando la prevista documentazione all’Assessorato del Lavoro entro lo stesso termine su indicato per la presentazione della domanda di contributo.

L’ammissibilità a rendicontazione delle spese è indicata nell’apposito documento approvato con Atto di Indirizzo Assessoriale n. 712 del 11.05.2004, già inviato a tutte le Organizzazioni il 19 maggio 2004.

Il Programma annuale può apportare modifiche e/o integrazioni al predetto documento.