Isola di Mal di Ventre: lettera all’Onu per l’indipendenza

di Carla Frogheri - Fonte: Epolis

martedì 26 agosto 2008 di exeo

I sardisti del Paris proclamano un governo autonomo al largo della penisola del Sinis, l’isolotto "occupato", lettera all’Onu per l’indipendenza, candidando l’Isola del mal di Ventre a diventare il 193esimo Paese riconosciuto dalle Nazioni Unite.

Sono poco più di ottantuno ettari circondati dal Mediterraneo, affollati di macchia, splendidamente selvaggi. L’isola di Mal di Ventre sporge al largo della penisola oristanese del Sinis ma guarda più lontano. E si candida a diventare il 193esimo Paese riconosciuto dalle Nazioni Unite.

Con una lettera ufficiale spedita ieri mattina e indirizzata al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, oltre che a tutti i singoli governi degli Stati membri, gli indipendentisti del Partidu indipendentista sardu (Paris) chiedono il riconoscimento della Repubblica indipendente di Malu Entu e di conseguenza anche la protezione delle Nazioni Unite in caso di aggressioni esterne come prevede la carta di San Francisco, recepita in Italia con la legge 848 del 1957.

Nella lettera i rappresentanti del nuovo governo descrivono anche la bandiera, che dovrà essere rossa e blu in bande orizzontali con al centro sei figure che rappresentano la cultura sarda e la scritta “Repubblica Malu Entu”.

La Battaglia del Paris peraltro non si ferma qui. Gli indipendentisti rivendicano anche la proprietà per usucapione dell’isolotto, avendo mantenuto un presidio fisso sin dal 4 luglio del 1978.

Il giorno del primo sbarco venne scelto con oculatezza da Salvatore Meloni (presidente dell’esecutivo auto-proclamatosi) e dai suoi, in onore e memoria della rivoluzione americana. Nel loro piccolo, anche gli indipendentisti sardi hanno del resto come rivale la corona britannica.

L’isolotto infatti, fa sapere Maria Vitalia Anedda, legale di Meloni, appartiene formalmente alla società “Turistica Cabras srl.” che ha sede a Napoli e il cui amministratore unico è un tale Rex John Miller, residente nel Jersey.

Ma gli inglesi, sbotta Meloni da dietro una folta barba bianca, «da trent’anni a questa parte non si sono mai visti. Non ci sono mai venuti, nè per avanzare diritti di proprietà, nè per pulire o occuparsi di questi 831.135 meravigliosi metri quadrati in mezzo al mare». E così, da dopo il primo insediamento del 1978, gli indipendentisti hanno gestito l’isolotto autonomamente, organizzando convegni politici, ritrovi e festicciole, persino corsi di sopravvivenza.

Domenica, a bordo di una barca, Meloni e altri cinque compagni di avventura e di fede politica, è ritornato a Malu Entu, con tutta l’attrezzatura e viveri, deciso stavolta a restare fino a quando non arriverà un altro gruppo a dare loro il cambio. Si vive come in campeggio, per il momento. Ma in futuro, anticipano, «inizieremo a costruire le prime baracche di legno e saremo pronti ad accogliere tutti i sardi che vogliano prendere la residenza qui». E concludono sintetici: «Noi siamo per l’indipendenza».

Al di là della richiesta alle Nazioni Unite, la presa di Malu Entu è ovviamente un simbolo. «L’isola è il simbolo della riappropriazione dei territori dei sardi, arbitrariamente sottratti agli stessi», proclama il presidente Meloni, che all’isola non ha rinunciato neppure quando, nel 1981, venne arrestato con l’accusa di far parte del presunto complotto indipendentista sardo degli inizi degli anni Ottanta.

Compiuti i sessantacinque anni, il 4 maggio scorso, ha riniziato la politica attiva. «Questo - conclude - è solo l’inizio ma è di importanza gigantesca. È il segno che è arrivato il momento di riprenderci il nostro territorio».

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L’indipendentista Salvatore Meloni, protagonista del presunto complotto indipendentista sardo all’inizio degli anni Ottanta, venne arrestato una prima volta nel 1979, ma fu rilasciato dopo breve tempo, e poi ancora nel dicembre del 1981 con l’accusa di essere un dinamitardo.

Venne tenuto in isolamento per nove mesi e il 4 luglio del 1982 la data ricorre: esattamente quattro anni prima era stata proclamata l’indipendenza di Malu Entu, inizia uno sciopero della fame per reclamare il diritto di essere interrogato e di rispondere in sardo e di avere quindi un processo in sardo. Ai familiari aveva promesso che non si sarebbe interessato alla politica attiva sino ai 65 anni. Così è stato. Ha quindi ripreso la militanza indipendentista lo scorso 4 maggio, il giorno stesso del suo 65° compleanno.

di Carla Frogheri - Fonte: Epolis