L’Arca del Tempo
lunedì 6 agosto 2007 di miali
L’ARCA DEL TEMPO: MAI DI DOMENICA di Miali Logudoresu
A giugno, dopo l’inaugurazione, l’ingresso era negato. Forse ad agosto, mese di invasioni turistiche e di ferie sacrosante...
“Una macchina del tempo sprofondata nella collina. Calata nel magico scenario di Cuccuru Nuraxi, sormontato dal celebre pozzo sacro nuragico dedicato al culto dell’acqua, nelle miti campagne di Settimo San Pietro. Dove da domani, giorno di apertura al pubblico, i sardi potranno imbarcarsi sull’Arca del tempo: per scoprire come si presentavano alcune delle aree più affascinanti e caratteristiche dell’area vasta di Cagliari dall’età neolitica ai giorni nostri.” Così veniva annunciata a fine giugno, sui media sardi, l’apertura dell’ottava meraviglia di Settimo.
Spronato dai bandi mediatici, dagli articoli ricchi di dettagli promettenti, anch’io ho pensato di dar la voce ai familiari e andare ad ammirare l’Arca del termpo. E appena la calura si è attenuata, nel pomeriggio di domenica, ci si è festosamente diretti verso su Cuccuru, a sud-ovest di Settimo San Pietro. Come perdersi la visita al suggestivo e modernissimo edificio (che da lontano ricorda le prime massicce costruzioni del Pizzo della Serra in territorio quartense), o rinunciare a sbavare dinanzi alle svariate ricostruzioni virtuali delle viste mozzafiato che si presentavano al viandante del neolitico e via via che l’arca del tempo procedeva, a quello dell’età del bronzo e poi del ferro, a quello dell’età romana, medievale-giudicale, aragonese e piemontese?
Se il virtuale si annuncia così suggestivo - mi dicevo - il reale sarà ancora più bello e più imponente.
Mi sono riguardato attentamente il calendario d’apertura: di questa opera colossale la cui fase di progettazione risale a cinque anni fa ed è costata la modica cifra di un milione e spiccioli di euro, finanziati con fondi POR (?). "Oggi (cioè venerdì 22 giugno u.s.) ci sarà l’inaugurazione; e da domani (il sabato successivo) il viaggio dell’Arca del tempo - assicurava anche un articolo apparso su l’Altravoce, unico giornale isolano di cui ci si può fidare, a firma di un cronista insospettabile - comincerà per tutti".
Tutti, tranne (forse) i fessi che, come me, hanno aspettato la domenica per muoversi da casa.
Infatti ecco come si presentava l’arca al cancello di ingresso del pomeriggio di domenica, davanti a una piccola folla di famigliole arrivate con l’auto anche da una certa distanza.
A fianco il cartello indicatore; ma si erano dimenticati di aggiungervi il secondo: l’Arca del tempo riposa la domenica. Così lo abbiamo aggiunto noi nel fotomontaggio virtuale, che può anche servire ad uso turistico.
Siccome faceva ancora un po’ caldo ci siamo avvicinati a una casa nei pressi del cancello a chiedere un po’ d’acqua. Gentilmente ci hanno dissetato e informato che la fila dei delusi e degli sconcertati si era succeduta per tutta la mattina e, come c’era da aspettarsi riprendeva nel pomeriggio.
“Sapete nulla degli orari o dei turni di guardia al pozzo?”
“No, niente”
“Ma ieri (sabato) non c’è stata l’inaugurazione?”
“Certo. E’ andata avanti fino a notte. All’ora di andare a letto ci arrivavano ancora gli echi della gozzoviglia”
“Gli addetti si saranno lasciati andare ai brindisi e oggi avevano assoluto bisogno di riposo?”
“Può essere (podid èss), come disse il padre alla figlia tessitrice rimasta incinta”.
Conosciamo il lepido aneddoto e magari ve lo racconteremo un’altra volta.
Al volo cogliamo un paio di commenti dei delusi:
“E’ la quinta volta che vengo qui e trovo sempre chiuso,” sospira un signore
“ Ma è possibile che facciano tutto quel chiasso pubblicitario solo per farci fare la solita figura dei gonzi?” sostiene una signora.
Un altro, anche se pacatamente detto, con un mezzo sorriso sarcastico, sembrava più feroce: “Sa, in questi casi io sarei per la fucilazione immediata dei responsabili…magari con cartucce caricate a lardo o a crusca, giusto per spaventarli un po’”
“Una fucilazione virtuale?”
“Diciamo di sì…”
Non ho resistito alla tentazione di vedere almeno la punta del colle, quella dove sbocca il pozzo vero.
Ho fatto il giro del colle, scavalcato il muretto, e salendo faticosamente l’erta meridionale, cercando di scansare i cardi e i finocchi selvatici, ho raggiunto la cima del golgota.
Nonostante la foschia, la vista all’intorno è davvero suggestiva: non dell’intero campidano, come prometteva Bordiga, che è un po’ più vasto e prosegue al di là dei colli di Sestu, ma della città che ingoia le periferie. Con sprazzo inedito del golfo e della sella (del diavolo).
Un po’ meno affascinante la vista delle strutture, sia dell’insieme che dei dettagli: la bocca del pozzo ricoperta da tavolacci e la suggestiva baracca degli attrezzi.
Quanto allo spettacolo virtuale, a parte l’orrore della struttura esterna intravista dall’alto e dal cancello sprangato, deve essere sicuramente un’altra cosa.
Siamo ad agosto, il mese dell’invasione turistica dell’isola. Cuochi e camerieri lavorano a pieno ritmo, ma impiegati e custodi vanno in ferie.
Se volete imbarcarvi nell’Arca del Tempo, provate di mercoledì. E che l’antica Madre delle Acque vi sia propizia.
miali
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