Mantegna, incisioni che han fatto scuola

Fonte: La Stampa

lunedì 26 maggio 2008 di exeo

Da Salamon undici stampe copiate anche da Dürer

Per i cinquant’anni di vita della galleria «L’Arte Antica» Silverio Salamon offre l’eccezionale occasione di vedere, in splendide impressioni coeve o del primo ’500, il «tutto Mantegna» incisore, undici stampe a bulino e tre facsimili, tratte dai rami in possesso nel 1510, quattro anni dopo la morte del maestro, del figlio Ludovico, anch’egli pittore, come risulta dal suo testamento scoperto e pubblicato solo nel 1996.

Dürer ventitreenne nel 1494, l’anno della prima discesa a Venezia, copiò nel disegno oggi all’Albertina di Vienna il Baccanale con Sileno qui esposto. E un secolo dopo il gruppo centrale con Sileno sarebbe stato copiato anche da Rubens.

È scomparsa da secoli la tradizione vasariana che faceva del Mantegna il primo incisore italiano in assoluto ed é stato anzi pubblicato nel 2201 il contratto del 1475 fra Mantegna e l’orafo Gian Marco Cavalli perchè questi intagliasse su rame i disegni del maestro.

Questi pochi fogli fra arte sacra e fantasia mitica dell’antico, di fortissima invadenza plastica su una natura cristallizzata fra Ferrara e la pittura del giovane cognato Giovanni Bellini, furono formidabili manifesti e modelli della nuova arte classica del secondo ‘400 per l’Italia delle corti e per Francia e Germania nel ’500.

Un esempio: la Sepoltura di Cristo «orizzontale», rimase ancora il fondamento della sequenza dei disegni di Raffaello che preludono al capolavoro di svolta verso i trionfi romani, la Deposizione della Galleria Borghese. Catalogo a cura di Giovanni Romano.

ANDREA MANTEGNA
TORINO, L’ARTE ANTICA
FINO AL 28 GIUGNO