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Mariano Deidda canta Grazia Deledda

Mariano Deidda e le sue “assonanze” con Grazia Deledda

venerdì 28 dicembre 2007 di Paolo Pulina

Mariano Deidda, esponente della più colta canzone d’autore italiana, sardo di origine (è nato ad Iglesias), torinese di adozione, tra il 2004 e il 2005 si è fatto conoscere per le sue raffinate interpretazioni musicali di testi (nella traduzione di Antonio Tabucchi) dello scrittore portoghese Fernando Pessoa cui ha dedicato tre CD, prodotti dalle edizioni “Sette Ottavi”.

deiddaCon questi tredici pezzi 2007 intitolati “Rosso Rembrandt. Mariano Deidda canta Grazia Deledda” (il CD è prodotto dalla Promo Music di Bologna; il penultimo pezzo, che dà il titolo all’album, musica versi dello stesso Deidda; l’ultimo è un leggiadro fuggevole “Fischiettar”) ha voluto ritornare alla sua terra d’origine, la Sardegna, e forse a una sua dimenticata/snobbata, anche dai sardi (o soprattutto dai sardi?), gloria letteraria di valore universale, cioè Grazia Deledda. Questo percorso interiore è favorito da un’occasione esteriore: la ricorrenza dell’ottantesimo anniversario dell’assegnazione alla scrittrice nuorese (1871-1936) del Premio Nobel per la Letteratura.

Deidda ha musicato undici passi (in versi e in prosa) tratti da pagine note di famosissimi romanzi della Deledda quali “Il vecchio della montagna” (1900; “Preghierina”, in sardo), “Cenere” (1904; “Un mondo di sogni”) e “Canne al vento” (1913; “Efisé”) ma ha voluto anche riprendere brani, quasi sconosciuti, di poesie e di prose giovanili, che ci aiutano ad illuminare aspetti non “canonici”(per esempio, quello di autrice di versi e quello di estimatrice della poesia in lingua sarda) dell’immagine umana-letteraria che connota ordinariamente la personalità di questa gloriosa scrittrice sarda, tra le poche donne al mondo ad aver avuto un riconoscimento letterario così prestigioso come il Premio Nobel.

Deidda ha saputo valorizzare al massimo i testi letterari selezionati con sonorità tipicamente jazz che li rispettano direi quasi religiosamente: in un caso (nel pezzo intitolato, come il testo originale da cui è ripreso, “La mia Sardegna”) è addirittura la voce recitante di Maria Fadda che prorompe orgogliosa e si impone.

Questo CD porta, non solo dal punto di vista vocale (di una voce caldamente mediterranea), l’inconfondibile “timbro” di Deidda ma è giusto sottolineare anche l’apporto dei suoi “accompagnatori” in questo viaggio di scoperta/ rivisitazione di questa ineguagliabile descrittrice dei paesaggi della natura e dell’anima (“Vorrei viver lassù, sola sola coi venti, col sole, con le rupi e la foresta, con la Natura immensa, amata Iddia e col mio io”). Nella circostanza, oltre gli abituali compagni di viaggio Silvia Cucchi (al pianoforte), Luca Zanetti (alla fisarmonica), Diego Mascherpa (al sax soprano), Saverio Miele (al contrabbasso), bisogna segnalare gli ospiti, per così dire, di questa “sessione” di lavori: Stefano Bagnoli (alla batteria), Aleksandar Sasha Karlic (all’oud) e soprattutto Kenny Wheeler (alla tromba e al flicorno).

L’interiorità della coraggiosa giovane donna Grazia Deledda, autoesplorata in quanto magma individuale certo ma anche come sostrato antropologico di una cultura autoctona (dice la Deledda: “Ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo”), meritava un omaggio musicale all’altezza, come questo che ha saputo “orchestrare” Deidda.

E noi plaudiamo a questa perfetta “assonanza” non solo di lettere dell’alfabeto tra Deidda e Deledda (come intelligentemente sottolineato dalla grafica della copertina “rosso rembrandt” curata da Promo Music) ma anche di sentimenti e di passioni. E anche l’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro, diretto da Paolo Piquereddu, merita un elogio per aver saputo favorire e incoraggiare questo incontro tra la poesia deleddiana e la musica deiddana (è giusto che ci abituiamo anche a quest’ultimo aggettivo…).

Paolo Pulina
responsabile Comunicazione della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia ( FASI)

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