Nebida: la rinascita del villaggio minerario
sabato 31 marzo 2007 di exeo
La direttiva “Habitat” dell’Unione europea prevede che gli Stati membri contribuiscano alla costituzione della rete ecologica. E contribuiscono principalmente individuando aree di particolare pregio ambientale denominate Siti di importanza comunitaria (Sic), ai quali vanno aggiunte le Zone di protezione speciale (Zps), previste dalla direttiva “Uccelli”.
Il piano riferito alla parte costiera dell’Iglesiente, che è stato predisposto dalla ditta Temi di Roma su incarico del Comune di Iglesias, capofila, e che poi dovrà essere definitivamente approvato, contiene una molteplicità di interventi che saranno finanziati dalla Comunità europea, attraverso la Regione: risultato sarà la piena fruizione dell’intera area, che coinvolge i Comuni di Buggerru, Iglesias, Gonnesa e Portoscuso. Come ha spiegato Patrizia Cuccus della Temi, la società è partita da uno studio generale preliminare, ispirato alla verifica sul campo delle peculiarità della località.
«Nebida — è stato spiegato — si colloca nella zona sud-ovest della Sardegna e offre, insieme ai caratteri della macchia mediterranea, una serie di percorsi del materiale estrattivo che, dalle miniere, riportano al mare. A questo si aggiungono le meraviglie che si possono apprezzare attraverso la strada panoramica che da Masua, verso Buggerru, conduce a Nebida». Poi ci sono alte falesie di bianco calcare proteso a picco sul mare cristallino, che donano scenari di incantata bellezza: dinanzi al famoso faraglione di Pan di Zucchero si può scorgere, incastonato nella roccia, Porto Flavia, da cui erano scaricati i vagoni destinati alle navi. Non lontana da Nebida, immersa nella macchia mediterranea, c’è la laveria Lamarmora, recentemente restaurata, che si affaccia sul mare, raggiungibile attraverso una lunghissima scalinata di 540 gradini.
«Questo palcoscenico adeguatamente radiografato — ha proseguito Patrizia Cuccus — sarà oggetto di un’azione mirata e graduata nel tempo: L’obiettivo principale sarà proprio l’attuazione di un lavoro in grado di eliminare le minacce al territorio, rappresentate dagli incendi, dai rifiuti, dalla diffusione di specie non adatte alla zona da salvaguardare, dalla presenza dei residui minerari e dall’utilizzo indiscriminato e inadeguato del paesaggio, spesso causato dalla mancanza di un’adeguata conoscenza». Grazie a questo percorso, che quindi non trascurerà la formazione della popolazione, si cercherà di raggiungere il traguardo della sostenibilità ecologica e socio-economica dell’area, comprendendo anche lo sviluppo turistico. Il progetto di gestione del sito ha commentato l assessore comunale all ambiente, Carlo Saragat si ispirerò quindi all’esigenza della protezione del territorio, senza che si debba ricorrere a divieti straordinari .
exeo
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