L’uomo-orchestra unico al mondo
E’ osannato in Francia dal pubblico e dalla critica con il suo nome d’arte: Roberto d’Olbia, al secolo Giampiero Porcheddu, nato il 13 gennaio 1970 a Beauvais (cittadina francese distante circa un’ora di auto da Parigi) da genitori olbiesi.
Papà Giovanni e mamma Bianca Usai, arrivati in Francia nel 1956, hanno sempre mantenuto un forte legame con la terra d’origine e, quindici anni fa, sono rientrati ad Olbia.
I nove figli sono rimasti in Francia e, tra loro, c’è anche Giampiero, diventato celebre come Roberto d’Olbia che, in questi giorni, sta trascorrendo una breve vacanza in città.
Pianista, autore, compositore, cantante e attore, nei suoi spettacoli mescola virtuosismo e comicità. Le innumerevoli recensioni definiscono Roberto “un uomo-orchestra, un fantasista che, sui registri classici, rock, jazz, blues e varietà, si acccende in una esplosione di talento e originalità”.
Acclamato anche all’Olympia di Parigi, questo eccezionale showman è un trasformista che passa da Liszt a Ray Charles usando il pianoforte, la voce, la mimica facciale e il linguaggio del corpo, in modo unico e speciale.
Nel suo spettacolo “Le dresseur de piano” (Il domatore del piano) Roberto d’Olbia, come un vero Fregoli, estrosamente rivisita cantanti e compositori di generi ed epoche diverse. Il risultato è una travolgente “cavalcata” musicale farcita di gags e di sorprese, dove trionfano la maestria e lo humour.
L’eclettico Roberto usa i suoi molteplici talenti per rendere omaggio a Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Elvis Preseley, Julio Iglesias, i Queen, Pavarotti, Placido Domingo, Bruce Springsteen, Parrain, Rachmaninov e a tanti altri “miti” del passato e del presente.
Giampiero Porcheddu ha cominciato a suonare il piano all’età di tre anni e, dai 5 ai 25 anni, ha studiato al Conservatorio di Musica, prima a Beauvais e poi a Parigi, completando la sua formazione in Teatro e Arte Vocale.
L’idea di adottare come nome d’arte Roberto d’Olbia si consolida dopo l’incontro, avvenuto alla fine degli anni Novanta, con il famoso produttore e manager francese Jean Renard. Fu lui a suggerirgli qualcosa che il giovane pianista innamorato delle sue origini terranovesi, già pensava di fare.
A distanza di quindici anni, è lo stesso Roberto a ricordare quel momento che ha dato anche una svolta alla sua carriera: “Ho provato stupore e tanta emozione quando Jean Renard, dopo aver visto il mio spettacolo ed ascoltato la mia storia, mi ha consigliato di aggiungere “d’Olbia” al nome Roberto che stavo utilizzando da qualche tempo. Ci avevo pensato anche io e questa coincidenza mi ha sorpreso moltissimo. L’ho interpretata come un segnale forte, da cogliere immediatamente”.
In questi anni, per Roberto, è stato un susseguirsi di clamorosi successi che lo hanno visto trionfare in televisione e in teatro, con i suoi spettacoli “esportati” anche in America e in diverse nazioni europeee.
Il geniale piano-man ha inventato uno show unico al mondo; non si è mai esibito in Italia e il suo debutto, a livello nazionale, potrebbe avvenire proprio ad Olbia, la città delle sue origini e delle sue amatissime radici.
Marella Giovannelli
Fonte: www.comune.olbia.ss.it
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