Sa genti arrubia

Fenicotteri

giovedì 27 luglio 2006 di exeo

Fenicottero rosa o rosso? Secondo la de­nominazione "genti arrubia" (gente rossa) data dai vecchi a questo bellissimo uccel­lo, sicuramente rosso!

Fenicotteri rosso fiammante, misto al nero delle pen­ne e al bianco delle piume: è il colore do­minante dì questi uccelli in volo, dal bec­co alle lunghe ed esili zampe, dalle piume alle penne delle ali, i fenicotteri fiammeg­giano nel cielo azzurro sugli stagni, crean­do uno spettacolo unico che non può non colpire chi visita questa singolare peniso­la di Sardegna.

Negli specchi d’acqua che ricoprono le depressioni del Sinis, ma soprattutto negli stagni meno estesi e profondi (Mistras, Sa’ ’e Proccus, Pa’ ’e Sai, Sa Salina Man­na) è possibile ammirare dalla piena esta­te sino all’inizio della primavera (cioè, più precisamente, da fine luglio-agosto a fine marzo-aprile) una foltissima popolazione di fenicotteri.

Durante le migrazioni dalla Camargue, sulle foci del Rodano, all’Africa mediterra­nea e fino al Senegal, questi volatili sosta­no negli stagni costieri della Sardegna, che offrono loro condizioni di vita ideali (non a caso per la prima volta nel 1993 decine e decine di fenicotteri hanno nidifi­cato nello stagno di Molentargius presso Cagliari).

La suggestiva immagine di centinaia, spesso migliaia, di questi trampolieri si of­fre ai nostri occhi se abbiamo la pazienza di sostare presso gli specchi d’acqua fra Cabras, San Giovanni di Sinis, Riola e la Marina di San Vero Milis.

E’ possibile os­servarli, con l’aiuto del binocolo, in diversi momenti della giornata: all’alba quando, al risveglio, alcuni sono impegnati nella toeletta mattutina, mentre altri riposano ancora su una zampa con il collo ripiega­to all’indietro sotto l’ala, a simulare i con­torsionisti; o in pieno giorno, quando inta­volano lunghe e roche chiacchierate, corteggiano le femmine, lottano a suon di beccate o ricercano il cibo con un singo­lare cerimoniale: si nutrono, accompa­gnandosi con una curiosa danza, col fan­go delle lagune salmastre da cui ricavano ninuscolì animaletti, in particolare artemia salina, usando il grosso becco come filtro.

Il fenicottero, animale gregario, occupa gli stagni in folti gruppi, all’interno dei quali è possibile scorgere individui di età diffe­rente: talvolta i piccoli appaiono ospitati presso una sorta di nursery, in una parte dello stagno loro riservata, facilmente ri­conoscibili dal piumaggio grigio, mentre gli adulti formano una chiazza compatta, a pelo d’acqua, sorretti dalle lunghe esili zampe rosse, impegnati in un’incessante attività.

A chi vuole godere dello straordinario spettacolo offerto da questi uccelli negli stagni del Sìnis, ricordiamo di tenersi a debita distanza, possibilmente in auto: il fenicottero non ha paura dei mezzi moto­rizzati, ha paura dell’uomo! Quando lo scorge, si allontana con movimenti quasi impercettibili o si leva in volo, dopo una breve corsa sull’immobile distesa lacu­stre. In pochi secondi uno, due, dieci, venti, centinaia di fenicotteri si alzano in volo col collo teso in avanti, a prolungare in un’unica linea le zampe tese all’indietro, disegnando nel cielo la caratteristica V delle loro tipiche formazioni.

Pronti a planare in uno stagno distante pochi chilometri, dopo aver sorvolato le dolci colline del Sinis e le candide spiag­ge di quarzo che delimitano la costa.