Sant’Agostino, da Cagliari a Pavia
martedì 4 marzo 2008 di Paolo Pulina
Il Circolo “Logudoro” ha commemorato la traslazione delle spoglie di sant’Agostino
da Cagliari a Pavia
Il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, in accordo con il “Comitato ‘Pavia città di Sant’Agostino’” (di cui fanno parte Comune di Pavia, Diocesi di Pavia, Provincia Agostiniana d’Italia), il 28 febbraio ha organizzato una giornata di commemorazione dell’arrivo a Pavia, tanti secoli fa, delle spoglie di sant’Agostino provenienti dalla Sardegna.
Come si sa, esse furono riscattate “a gran prezzo” dai saraceni per volere del pio re longobardo Liutprando tra il 720 e il 725 e, appunto, fatte trasportare a Pavia da Cagliari. Qui esse erano state trasferite dall’Africa per sottrarle alla furia dei Vandali, probabilmente ad opera del vescovo Fulgenzio di Ruspe (468-533). A Cagliari furono custodite verosimilmente per circa 220 anni.
La traslazione nella città lombarda delle reliquie del Dottore della Chiesa ha creato un forte vincolo interculturale tra Pavia e la Sardegna, tenuto vivo dal Circolo dei sardi, per il cui interessamento le autorità religiose, in questi ultimi anni, hanno ripreso in forma ufficiale la tradizione, che era andata perdendosi, del ricordo solenne di questo evento di fondamentale importanza storica e religiosa.
Su invito del Circolo, presieduto da Gesuino Piga, e della comunità agostiniana, di cui è priore padre Giustino Casciano, è arrivata a Pavia, per partecipare alle celebrazioni in onore di sant’Agostino, una delegazione guidata da don Vincenzo Fois, custode della basilica cagliaritana intestata al santo, da sempre impegnato nelle ricerche sulle figure che hanno tenuta viva l’eco della traslazione delle spoglie di sant’Agostino da Ippona a Cagliari e da Cagliari a Pavia (a lui si deve la rivalutazione di un personaggio misconosciuto come il vescovo africano Vincenzo di Ruspe e la riedizione di un testo nel quale, nel 1897, il canonico sardo Efisio Serra ha ricostruito questi eventi, definiti “una pagina d’oro della storia ecclesiastica della Sardegna”).
La mattina del 28 è stata dedicata ad una visita ai luoghi e ai reperti agostiniani in Pavia, organizzata dal “Comitato ‘Pavia città di Sant’Agostino’” e aperta a tutti, in primo luogo naturalmente ai fedeli giunti dalla Sardegna, i quali hanno potuto conoscere la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro (dove sono conservati i sacri resti del santo), i Musei Civici, l’Università, le chiese del Carmine, di San Teodoro e di San Michele.
Nel pomeriggio, in San Pietro in Ciel d’Oro, vi è stata la concelebrazione della messa da parte di don Fois e dei padri agostiniani. La messa è stata accompagnata, oltre che dal coro della basilica, dal suono delle launeddas di Fabio Melis, musicista sardo-bolognese. Alla sera, nella stessa basilica, l’attore Gianluca Medas (che possiamo definire il “Marco Paolini sardo”), con l’accompagnamento musicale dei fratelli sardo-bresciani Francesco e Fabrizio Saiu (chitarra e percussioni), ha sviluppato una narrazione sul tema “Il viaggio di sant’Agostino da Ippona a Cagliari e a Pavia”.
E’ seguito un intermezzo riservato all’ufficialità, con gli interventi di padre Casciano, di don Fois, di Piga e di Maurizio Porcelli: quest’ultimo, in rappresentanza del Comune di Cagliari, di cui è consigliere, ha donato al Circolo “Logudoro” un’artistica ceramica con la riproduzione dello stemma della Città di Cagliari. La serata artistica è stata conclusa da un’esibizione di altissimo livello del maestro di chitarra classica Luigi Puddu. Il numeroso pubblico (tra i presenti anche Walter Minella, presidente del “Comitato ‘Pavia città di Sant’Agostino’”) ha salutato con calorosi applausi tutti gli artisti intervenuti.
responsabile Comunicazione della FASI, Federazione delle Associazioni Sarde in Italia
Paolo Pulina
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