Sant’Agostino unisce Pavia e la Sardegna
martedì 24 aprile 2007 di Paolo Pulina
Come si sa, le spoglie del santo furono riscattate “a gran prezzo” dai saraceni per interessamento del pio re longobardo Liutprando tra il 720 e il 725 e fatte trasportare a Pavia da Cagliari. Qui esse erano state trasferite dall’Africa per sottrarle alla furia dei Vandali, forse ad opera del vescovo Fulgenzio di Ruspe (468-533). A Cagliari furono custodite verosimilmente per circa 220 anni. Per conto di tutti i sardi-pavesi, è spettato e spetterà al “Logudoro” di Pavia (fondato nel 1982; presieduto fino al 1995 da Filippo Soggiu, poi da Gesuino Piga) l’onore e l’onere di tenere vivo il ricordo della traslazione delle spoglie di sant’Agostino dalla Sardegna a Pavia e di sottolineare l’importanza del vincolo interculturale che con questo evento storico si è creato tra la Sardegna e Pavia e l’intera Lombardia.
Nell’ottobre 1990, padre Carlo Cremona fu chiamato a presentare il suo libro “Agostino d’Ippona. La ragione e la fede”. Negli anni precedenti al 1990 l’invito a onorare sant’Agostino era venuto da mons. Antonio Giuseppe Angioni, originario della Sardegna, vescovo di Pavia dal 1968 fino al 1986, che nel 1985 aveva pubblicato il volumetto “Pavia nei due centenari di sant’Agostino”.
Nell’agosto 1998, nella ricorrenza della morte di Agostino (28 agosto 430, a 76 anni), l’Assessorato provinciale alla Cultura favorì il ripristino in forma ufficiale della consegna delle quattro chiavi per il rito dell’apertura dell’urna con le reliquie custodita nell’arca marmorea (allo scopo di esporle per il triduo di venerazione); inoltre, il 24 ottobre 1998 promosse un confronto di studiosi su “Sant’Agostino e l’Occidente. Il mondo, la tecnica, lo Spirito”, del quale sono disponibili gli atti.
Nell’agosto 1999, l’Assessorato provinciale alla Cultura, in collaborazione con gli Agostiniani, promosse e organizzò per il secondo anno consecutivo una serie di manifestazioni celebrative dell’opera del “dottore della Chiesa”. Si ripeté così in San Pietro in Ciel d’Oro il rito dell’apertura dell’urna con i sacri resti.
Nell’anno giubilare 2000 e nella ricorrenza del centenario della definitiva ricollocazione (7 ottobre 1900) delle reliquie del santo in San Pietro in Ciel d’Oro (esse, agli inizi del 1800, in seguito alle devastazioni sacrileghe dell’età napoleonica, erano state messe al sicuro presso la Cattedrale di Pavia), Assessorato provinciale alla Cultura, Agostiniani e “Logudoro” collaborarono per avviare, in maniera ufficiale e tale da suscitare la partecipazione popolare, anche la ripresa del rito tradizionale della memoria della traslazione delle spoglie di sant’Agostino dalla Sardegna a Pavia, collocato, secondo una consuetudine plurisecolare, in uno degli ultimi giorni del mese di febbraio.
L’iniziativa coinvolse anche Casei Gerola, paese dell’Oltrepò pavese dove Liutprando si recò per accogliere le spoglie del santo, arrivate via mare da Cagliari a Genova e da lì indirizzate verso la tappa finale di Pavia (qualche testimonianza agostiniana si ha anche a Cava Manara). La mattina del 7 ottobre, in San Pietro in Ciel d’Oro, fu celebrata una messa solenne officiata dal padre superiore d’Italia degli Agostiniani, padre Giovanni Scanavino. Di forte richiamo fu l’accompagnamento del coro sardo "Lachèsos" (25 componenti) di Mores (in provincia di Sassari), che eseguì anche alcuni "gosos" (canti religiosi in lingua sarda) in onore di sant’Agostino.
Dopo la cerimonia religiosa don Vincenzo Fois (rettore della Rettoria di Sant’Agostino a Cagliari) donò agli Agostiniani una scultura in pietra, "Sant’Agostino dormiente ", realizzata dallo scultore sardo Pinuccio Sciola. Nel pomeriggio, in Borromeo, alla presenza del sindaco di Cagliari, lo storico Francesco Cesare Casula rievocò la vicenda della traslazione delle spoglie del santo. La mattina dell’ 8 ottobre, a Casei Gerola, presso il Santuario della Madonna delle Grazie di Sant’Agostino, fu officiata una messa solenne accompagnata dal coro dei sardi.
Nel corso del 2001 gli Agostiniani hanno valorizzato il santo in altri due importanti momenti. Il 30 giugno, in San Pietro in Ciel d’Oro, il senatore Giulio Andreotti presentò “Agostino e la sua Arca”, uno splendido volume (edito da Torchio de’ Ricci e sponsorizzato dalla Fondazione Cariplo) con il quale si volle festeggiare il già citato evento del centenario della ricollocazione delle reliquie del santo nella basilica. Il 28 agosto, a conclusione di una partecipata settimana agostiniana, intervennero, in San Pietro in Ciel d’Oro, padre Scanavino e il primate d’Olanda, cardinal Adrianus Simonis.
Domenica 24 febbraio 2002, per commemorare la traslazione delle spoglie dalla Sardegna a Pavia, in San Pietro in Ciel d’Oro fu celebrata una speciale “Missa in Festo Sancti Augustini Episcopi”. Per impulso dell’Assessorato provinciale alla Cultura fu officiata una celebrazione eucaristica in una veste particolarmente sontuosa grazie a un’accurata scelta di musiche che scandirono i momenti liturgici. Le parole del celebrante padre Gianfranco Brembilla, priore degli Agostiniani, si alternarono agli interventi musicali de “I Madrigalisti Ambrosiani”.
Il 27 e 29 aprile 2003 il “Logudoro”, insieme con gli Agostiniani, organizzò una serie di manifestazioni nel ricordo della conversione e del battesimo (24 aprile del 387) del santo. Il 27 aprile, in San Pietro in Ciel d’Oro, padre Brembilla e don Fois celebrarono la santa messa solenne. I canti della liturgia furono eseguiti in sardo dal concertista Emilio Valentini e dal suonatore di “launeddas” Giampaolo Ibba. Seguì la benedizione della citata scultura in pietra di Sciola, “Sant’Agostino dormiente”. Chi visita la basilica può ammirare l’opera artistica, posta nella cripta in cui, in un piccolo sarcofago, sono collocate le spoglie del filosofo Severino Boezio. Nella serata del 29, nella basilica, l’artista sardo Gianluca Medas ricostruì la vita di sant’Agostino con uno dei suoi straordinari racconti (“contos”), accompagnato da appropriate musiche, eseguite con la chitarra da Marco Lutzu, e da brevi “cantos” (canti in lingua sarda) intonati da Emanuele Garau.
Dal 23 ottobre al 13 novembre 2006, nell’occasione del Giubileo Agostiniano 1256-2006 (750 anni dalla Grande Unione dell’Ordine Agostiniano), l’Ordine Agostiniano, la Diocesi e la Città di Pavia hanno promosso “La Fiaccola del Dialogo fra le due sponde del Mediterraneo. L’uomo Agostino ponte fra le culture”, un percorso dal paese natale di sant’Agostino, Tagaste (Algeria), per arrivare a Pavia, passando per Cartagine (Tunisia), Malta, Ostia, Roma, Allumiere, Civitavecchia, Cagliari, Genova, Cassago Brianza, Milano. La Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI) aveva invitato i sardi emigrati organizzati nei circoli delle città che sarebbero state attraversate dalla fiaccola (Ostia, Roma, Civitavecchia, Genova, Milano, Pavia) ad essere presenti alle manifestazioni religiose e civili che in ciascuna di queste località sarebbero state attivate. Tutti i circoli interessati, in effetti, hanno garantito la partecipazione di un gruppo di soci.
Paolo Pulina
vicepresidente del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia
Paolo Pulina
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