Soldi e progetti sono per gli agricoltori
giovedì 22 marzo 2007 di exeo
Soru, i campi e l’emergenza perenne «Tagli soltanto ai consorzi,soldi e progetti sono per gli agricoltori»
La manifestazione di piazza è un’azione di lotta da rispettare. Niente da ribattere sul metodo,quindi: la strada scelta dalle associazioni degli agricoltori per ribadire le proprie esigenze è una via democratica. Ma sul merito sì, Renato Soru ha molto da dire: a iniziare dal fatto che «si è parlato solo delle emergenze e non dei progetti che stiamo mettendo in campo per il rilancio del settore». La via scelta dal presidente della Regione e dall’assessore Francesco Foddis è un’altra: passa per il superamento del “nanismo”, ma anche attraverso un cambio di marcia culturale. Senza dimenticare i fattori di crisi: «Di questo però non parla chi è interessato solo a gestire le emergenze. Noi vogliamo farlo, ma anche guardare al futuro. E superare lo status quo».
Il giorno dopo la manifestazione - migliaia di agricoltori in strada davanti al palazzo del Consiglio regionale - è dedicato alle repliche. Punto per punto, senza andare tanto per il sottile.
L’attacco a Coldiretti, Cia e Confagricoltura è in pieno stile Soru: alla guida del trattore questa volta c’è il presidente, che ingrana la marcia e si tira dietro tutto quello che la Giunta sta facendo per far ripartire il settore.
Con una premessa: nessuno, in viale Trento, ha mai detto di non voler incontrare una delegazione dei manifestanti. Tanto è vero che l’altro giorno «è sembrato che si stesse definendo un appuntamento, ma poi è stato chiesto che andassi in piazza», ha precisato Soru.
«Non faccio incontri in piazza ma nelle sedi istituzionali». Da dove cominciamo? «Le emergenze ci sono, ma è vero che la Regione fa tutto il possibile per alleviarle». Anche l’obiettivo, secondo Soru, è definito: «Una agricoltura nuova, che sia utile e interessante anche per le nuove generazioni». Progetti in cui crede anche Foddis: «Probabilmente la determinazione con cui vogliamo cambiare lo stato delle cose dà fastidio a qualcuno».
Chi sia questo qualcuno è facile da capire.
Se Foddis non chiama in causa direttamente le associazioni degli agricoltori, Soru è molto più diretto: «Stranamente ieri non si è fatto cenno al fatto che la Regione metta a disposizione 16 milioni di euro come anticipazione dei fondi per le calamità naturali».
Guarda caso uno dei primi punti fra le richieste della piattaforma. «La Regione aveva anticipato quei fondi, che sono di pertinenza dello Stato. Ci sono stati restituiti e ora costituiscono un fondo di rotazione con cui possiamo risarcire gli eventuali danni». Le calamità, spiegano Soru e Foddis, devono essere riconosciute come tali dallo Stato ma anche dalla Commissione europea: «Avevamo chiesto alle organizzazioni agricole quali fossero le aziende da pagare in modo prioritario ma non ci è stato comunicato nulla, neanche dopo una richiesta scritta. In altre parole, abbiamo dato piena disponibilità ma nessuno ci ha detto niente».
I soldi quindi ci sono, garantisce il presidente. Anche i 66 milioni di euro di cui le associazioni chiedono lo sblocco. «Sui Por non si perde neanche un euro», spiega l’assessore Foddis: «Quei fondi sono investiti ma non rendicontati: c’è una sentenza della Corte Costituzionale del dicembre scorso che impedisce la rendicontazione dei fondi anticipati. Non si può quindi dire che siano finanziamenti bloccati».
Lo stesso vale per il bilancio 2007: alla spesa agricola sono destinati 39 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. «Saranno soldi destinati esclusivamente agli agricoltori e agli allevatori», ribadisce Soru, «e non ai consorzi di bonifica: c’è qualcuno che ancora li confonde.
Sappiano che i consorzi di bonifica ne avranno ancora meno».
Ancora una volta il riferimento è alle associazioni di categoria: «Loro, e non gli agricoltori,vogliono continuare a gestire i consorzi di bonifica». Enti che si occupano «di dighe e di strade, mentre gestire appalti è un affare della comunità, eventualmente delle Province».
Anche in questo caso la manifestazione - secondo il presidente - voleva difendere posizioni consolidate delle organizzazioni: «Posizioni che sono antistoriche e indifendibili: infatti la modifica dei consorzi non interessa a chi “parla” di agricoltura, mentre è attesa da chi lavora nei campi».
Antistoriche perché i consorzi irrigui sono «gli unici organismi arrivati fino ad oggi così come pensati e organizzati durante il Fascismo»: l’obiettivo in questo caso è quello di «di riorganizzarli dopo 75 anni». Indifendibili perché «gli agricoltori hanno bisogno di acqua per produrre e vendere e non di una struttura che gestisce appalti per costruire dighe. Eppure in Sardegna c’è una grande resistenza». Il futuro, invece è il modello spagnolo, «dove i consorzi sono dei condomini che gestiscono la distribuzione dell’acqua solo nell’ultima fase: la Giunta è impegnata per assicurare un prezzo unico, il più basso possibile, per l’acqua».
La questione non cambia per quanto riguarda l’indebitamento delle aziende: «Nessuno,durante la manifestazione, ha ricordato lo sforzo straordinario che la Regione sta facendo per convincere le banche a rinegoziare i crediti». L’idea è quella già espressa alla delegazione di sindaci: quella, cioè, di una proposta al Banco di Sardegna per partecipare a una società che acquisti i debiti per poi ricontrattarli con gli agricoltori a costi più bassi.
Le stoccate riguardano anche le critiche al piano paesaggistico: «Se si avesse cura di leggere il documento, si capirebbe che i vincoli non riguardano gli agricoltori che sviluppano attività produttive. Nessuno, in questo senso, vieta trasformazioni edilizie: agriturismi compresi, purché siano tali secondo quanto stabilisce la legge».
L’ultimo attacco, poi, riguarda ancora le associazioni di categoria. Soru ricorda come negli ultimi due anni si sia lavorato per creare otto organizzazioni produttive per altrettante filiere,promuovendo le cooperative e le unioni di cooperative: «Non mi risulta, infatti, che alla manifestazione abbia partecipato il mondo della cooperazione. La verità è che qualcuno preferisce gli agricoltori separati e divisi perché più facilmente gestibili».
Anche in questo caso, non ci vuole troppa fantasia per indivinare chi sia quel qualcuno.
Marco Murgia
exeo
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