Mostra "FotoGrafica" e presentazione di "Su Calendariu 2008"
Sabato 15 dicembre, alle ore 21, nelle sale del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, si terrà la tradizionale serata di auguri con la presentazione di "Su calendariu 2008" illustrato dalle tavole di Alice Varrucciu e l’inaugurazione della mostra "Le pietre e il sacro, la Sardegna dei Nuraghi", momento di inizio del nuovo anno sociale.
Su Calendariu 2008, illustrato da fotografie e disegni, viene dedicato alla Sartiglia di Oristano nella versione della “Sartigliedda”, giunta a Biella per celebrare il trentesimo compleanno del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe. Tre istantanee mostrano la solennità e la partecipazione all’evento, scandito dalle salve dei “Fucilieri di Su Nuraghe” e salutato dagli applausi di una folla di almeno ventimila persone, che hanno seguito con attenzione totale le varie fasi della manifestazione che si è snodata per piazze e vie della città.
La prima immagine di copertina raffigura lo stendardo eusebiano di Santa Maria di Oropa, benedetto dal cardinal Tarcisio Bertone, insegna sotto cui sfilano i Sardi di Biella; la seconda, è una riconsacrazione dello spazio mediante l’attraversamento al galoppo della pista di gara, con le bandiere dei quattro mori prima dell’inizio del torneo. In questa pagina viene rappresentato un cavallo nero, bardato a festa e montato da l’alter nos di Su Nuraghe, l’alfiere che regge lo stemma regionale. Tra i segni beneaugurali, va inserita la scelta della centralissima via Lamarmora, perfettamente orientata sull’asse Est-Ovest, trasformata in pista di terra battuta da oltre trecento tonnellate di sabbia biellese, mista ad altra proveniente dalle cave di Florinas (Sassari). Sul palco i Sindaci dei Comuni piemontesi, le guide delle delegazioni delle Associazioni sarde della Circoscrizione Nord-Ovest della Fasi (Federazione Associazioni Sarde in Italia), fanno da prestigiosa corona al Vescovo, al Prefetto, al Sindaco, al Presidente della Provincia di Biella e alle massime autorità locali, militari e politiche. Ad ogni stella colta dalla spada o da s’istoccu, lo stocco del sartigliante, una stella di filigrana d’argento appositamente realizzata è stata appuntata sul petto degli abili cavalieri.
Nelle dodici tavole che accompagnano questo cadenzario, opera di Alice Varrucciu, vengono presentati alcuni aspetti caratteristici della giostra oristanese: la maschera di su componidori, le bandiere delle confraternite e sa pippia de Maju, le trombe e i tamburini imperiali. Centrale per l’autrice la figura del cavallo, gli agili scattanti “giarini” sellati da giovani adolescenti del Giara Club di Oristano. Infatti, le tavole che illustrano i mesi di maggio e di agosto provengono dalla sua tesi di laurea “L’uomo e il cavallo nella Sartiglia di Oristano”, discussa a settembre 2007 presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Infine, come di consueto, il mese di dicembre viene dedicato alle due terre, Piemonte e Sardegna, qui rappresentate dagli stemmi provinciali e dai colori araldici delle coccarde: bianco e rosso per Oristano, verde e oro per Biella.
Nel volume “Una radice condivisa, la Sartiglia di Oristano”, pubblicato in occasione dell’evento biellese abbiamo voluto fornire una lettura etnografica che collega i riti del febbraio oristanese ai Carnevali e agli orsi mitici sardi e di Terraferma, attraverso l’analisi e il confronto con le mitologie ed i bestiari carnevaleschi del Piemonte e, soprattutto, del Biellese. Un viaggio alla rovescia, come d’altra parte è alla rovescia il tempo del carnevale d’impianto tradizionale, che ci aiuta a ritrovare, a disvelare radici e ragioni culturali e mitiche per scoprire di poter essere cittadini di più terre, poiché gli indirizzi di senso che leggiamo nei calendari rituali sembrano unire più che dividere. Non solo, nella società contemporanea, dove le continue pulsioni migratorie relativizzano il nostro status di emigrati, Su Calendariu 2008 cerca di superare i confini territoriali universalizzandosi attraverso la scansione dei giorni in cui sono state inserite le principali feste giudaiche, islamiche e cinesi che fanno il paio con le ricorrenze cristiane dell’anno liturgico, associate ai santi venerati in Sardegna.
Ben condividiamo quanto sostiene Piercarlo Grimaldi nella prefazione al saggio propedeutico all’evento biellese: “La Sartiglia che, per un breve periodo, ha fermato il tempo e lo spazio della Città di Biella per dare vita a ritmi orali e gestuali che apparentemente possono apparire per alcuni versi intraducibili, non cogenti al territorio, non rappresenta un ritmo assordante, che non appartiene a questo tratto alpino, perché fa parte integrante dei sostrati mitici che generano il locale paesaggio della tradizione. Un progetto impegnativo che richiede coraggio e che sottolinea anche la generosità di una terra, il Biellese, che nelle culture degli immigrati sa ritrovare e recuperare affettivamente le tracce, i segni dei suoi figli che per lungo tempo hanno cercato appaesamenti non sempre facilmente concessi”.
Una manifestazione radicata nell’Europa folklorica, proveniente dalla Sardegna che ha “centrato la stella” biellese tanto da far progettare una seconda edizione della Sartiglia per la primavera 2009, ancor più condivisa e partecipata, ufficializzata dalla presenza della mazza civica della Città di Biella. bs
totem della mostra;
copertina e illustrazione del mese di gennaio di "Su Calendariu 2008";
Circolare con programma attività inviata ai Soci e ai Sardi della Provincia di Biella.
exeo
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