La società Tirrenia è controllata interamente dallo Stato italiano e riceve aiuti pubblici per collegare la nazione sarda con l’Italia stimabili in circa 200 milioni di Euro all’anno. Una situazione stravagante in cui il controllato è anche il controllore, in cui il committente è anche il commissionario. Questa convenzione autoreferenziale ha termine nel 2008 ed è stata già dichiarata illegale dall’Unione Europea in quanto considerata concorrenza sleale nei confronti di altri operatori.
Nonostante questo lo Stato italiano è intenzionato a prolungare questa convenzione tendenzialmente monopolistica che tende ad inibire la concorrenza e quindi l’elevazione degli standard di qualità della navigazione.
La Tirrenia deve la sua esistenza all’esistenza della Sardegna. Questo fatto è palese ma paradossalmente i soggetti sindacali e politici fingono di ignorarlo. iRS ritiene che la presenza della Tirrenia abbia ritardato di almeno 30 anni lo sviluppo economico e turistico della Sardegna e, in particolare, lo sviluppo del porto di Cagliari.
Anche a livello occupazionale la Tirrenia non ha in alcun modo aiutato il progresso sardo: solamente il 5% degli equipaggi è composto da sardi. Aggiungiamo che a bordo delle unità navali Tirrenia c’è una assoluta mancanza di prodotti sardi e non è rintracciabile alcun tipo di relationship economica con aziende sarde che operano nelle vicinanze dei porti.
iRS ricorda che la sede fiscale della Tirrenia non è in Sardegna. Questo comporta che neanche un centesimo delle tasse pagate dalla compagnia di navigazione sia versato nelle casse sarde. Nonostante questo il 90% del fatturato della Tirrenia Navigazione SpA è ottenuto grazie al traffico da e per la Sardegna. La situazione è grottesca e paradossale. Ma c’è di più.
Il Segretario nazionale del Sindacato Autonomo Federmar-Cisal ha avuto modo di dichiarare di volersi rifiutare di emettere biglietti a clienti sardi. Una dichiarazione razzista che non merita di essere discussa se non nelle sedi opportune: in tribunale.
iRS chiede la rimozione o le dimissioni del sindacalista e ammonisce nuovamente l’intera categoria sindacale italiana a non perseguire nell’anteporre sistematicamente, direttamente o indirettamente, gli interessi dello Stato italiano e i propri a quello della collettività della nazione e del popolo sardi. Nel mentre la classe politica unionista trova il coraggio di dividersi su un argomento di questo tipo troppo impegnati nella difesa dell’interesse dello Stato italiano rispetto a quello della nazione sarda.
iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna è sempre più convinta della reale possibilità di avere una compagnia di navigazione di bandiera sarda e si dichiara favorevole all’apertura del mercato per un regime di concorrenza che veda competere lealmente fra loro le migliori società di navigazione per favorire un miglior servizio a migliori prezzi per tutti quei cittadini sardi che viaggiano per lavoro o per svago.
iRS metterà in opera azioni civili e nonviolente per informare i sardi su questa paradossale situazione. Per informare su chi, come e perchè eventualmente favorirà il prolungamento del regime di monopolio di Tirrenia.
Fonte: Circolo Sardo Amsicora - Svizzera
circolosardo.Amsicora@bluewin.ch
exeo
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