Titti Pinna è libero!
lunedì 28 maggio 2007 di Paolo Pulina
Gli emigrati sardi esultano per la liberazione di Titti Pinna
Il 10 marzo scorso il circolo sardo “AMIS-Emilio Lussu” di Cinisello Balsamo (Milano), presieduto da Carla Cividini Rocca, aveva organizzato, coinvolgendo tutti i venti circoli sardi della Lombardia, una manifestazione di solidarietà con la famiglia di Titti (Giovanni Battista) Pinna, l’allevatore di Bonorva (in provincia di Sassari), sequestrato il 19 settembre 2006, del quale a distanza di mesi non si erano avute più notizie: ovviamente questo silenzio faceva diminuire, di giorno in giorno, le speranze di una risoluzione positiva del caso.
Il 21 maggio, nell’ambito di un viaggio con il quale oltre 400 sardi e amici dei sardi, in rappresentanza dei circa 70 circoli di emigrati della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), hanno reso omaggio alla memoria del “sardo di elezione” Giuseppe Garibaldi nel bicentenario della nascita (Nizza, 4 luglio 1807), un folto gruppo di sardi emigrati provenienti da Cinisello, guidato da Carla Cividini, ha voluto visitare Bonorva per riconfermare il proprio appoggio morale alle forze locali impegnate nella difficile prova di non far cadere l’oblio sul sequestro di Titti Pinna.
La comitiva è stata accolta nella sala consiliare dal sindaco Mimmia (Giovanni Maria) Deriu, dal vicesindaco Francesco Falchi, dall’assessore Angelo Morittu e dal capogruppo di minoranza Antonello Zanza.
Il sindaco ha ringraziato gli ospiti per la manifestazione di solidarietà organizzata a Cinisello, che ha dimostrato una confortante partecipazione al dolore che ha colpito non solo Bonorva ma tutta la Sardegna. Ha elogiato la ribellione delle coscienze contro il brutale atto di privare un uomo della propria libertà e contro il tentativo di riportare indietro in Sardegna l’orologio della storia, al decennio precedente in cui la sequela dei sequestri di persona aveva deformato l’immagine dell’intera isola.
Anche il capogruppo di minoranza ha sottolineato la mobilitazione unitaria a Bonorva e in Sardegna a fianco delle forze attive impegnate nella ricerca del rapito.
Quando la mattina del 28 maggio si sono diffuse le prime notizie sulla liberazione di Titti Pinna i partecipanti alla visita a Bonorva si sono immediatamente ricollegati tra di loro, per esprimere una “liberatoria” soddisfazione anche personale.
Sicuramente essi possono dire di aver portato fortuna a Titti Pinna. Un motivo di più per ritornare a Bonorva, ad abbracciare Titti, e per invitare i turisti sardi e non sardi a visitare un complesso preistorico unico per il quale Bonorva può continuare meritatamente a fare notizia: la necropoli di Sant’Andrea Priu, con le spettacolari “domus de janas” (case delle fate). Esse sono così descritte nell’ultima guida della Sardegna pubblicata dal Touring Club Italiano nella collana “Tracce”: “Sono grandiose domus de janas scavate in un’alta parte di trachite. Usate come tombe già nel III millennio a. C., furono adattate in età cristiana a chiese rupestri, distinguendo vani per la sepoltura e luoghi di culto. L’ambiente più ampio, ‘la tomba del Capo’, è articolato in ben 18 vani: al periodo bizantino risalgono gli affreschi e i graffiti scoperti alle pareti, una volta ripulite dalle stratificazioni di fuliggine”.
Oggi è festa per tutti i circoli degli emigrati sardi, i quali esultano per la liberazione di Titti Pinna e gioiscono insieme a lui e alla sua famiglia.
Paolo Pulina
Responsabile Informazione della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia)
Paolo Pulina
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