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Trasporti: cresce la preferenza per l’aereo

giovedì 10 gennaio 2008 di exeo

SEI ANNI DI TRAFFICO DA E PER LA SARDEGNA (2001-2006) CONFRONTO 1986 / 2006 DEI PASSEGGERI PASSATI DA 5 A 11 MILIONI

L’analisi dei dati ufficiali sui collegamenti tra l’isola e l’oltretirreno offre un quadro di riferimento significativo per individuare tendenze ed andamenti dei flussi. Importante notare come l’aumento del traffico è aumentato nel periodo analizzato del 22% grazie soprattutto al turismo. Su 100 viaggiatori che arrivano e partono dai teminal portuali ed aerei della Sardegna, poco più della metà utilizzano la nave, mentre quasi 75 preferiscono quelli del nord dell’isola. E’ questo, in estrema sintesi un quadro del movimento dei trasporti da e per la Sardegna.

Al di là di ogni possibile commento, che esula fra l’altro dallo scopo di questa indagine, è possibile determinare: a) quali siano le preferenze dell’utenza nella scelta del mezzo utile per traversare il Tirreno e raggiungere le destinazioni della penisola; b) quali incidenza abbiano, nella scelta del mezzo, le qualità, le frequenze ed il confort dei servizi di trasporto messi a disposizione dell’utenza isolana e non. Sempre da questa indagine è possibile verificare come il bacino di riferimento per l’utenza della sud Sardegna che – per i terminali cagliaritani – ammonta a circa il 60% di quello dell’intera isola, sia risultato assai penalizzato per il traffico marittimo (meno del 6% del totale), mentre mantenga posizioni più compatibili per quello aereo (circa il 46% del totale). Vi è da tener presente, per una più attenta lettura dei dati, la diversità rilevabile nell’entità dei collegamenti e dei posti disponibili nei diversi terminal sia marittimi che aerei. Con il porto di Olbia in posizione dominante per quelli marittimi e l’aeroporto di Cagliari-Elmas per quelli aerei.

Per quanto riguarda il settore delle linee marittime (dove al vettore Tirrenia si sono aggiunte alcune agguerrite compagnie di navigazione private, da Onorato a Grimaldi), una forte incidenza ha avuto in questi ultimi anni l’introduzione sulle linee per Olbia e Porto Torres delle così dette “navi veloci”, che, riducendo i tempi della traversata, hanno ottenuto un forte gradimento da parte dell’utenza. Non andrebbe neppure dimenticato che su 100 arrivi negli esercizi ricettivi isolani 61 sono diretti alle strutture ubicate nelle località turistiche del nord. Perché è proprio il turismo il principale utilizzatore di quelle linee marittime. Vi sarebbe peraltro da considerare come, in questi ultimi anni, la preferenza delle persone, o meglio, il trend di crescita più sostenuto, abbia riguardato i collegamenti aerei, che dal 44% del totale nel 2001 sono giunti, sette anni dopo, a quasi al 50%, con un incremento, sempre nel periodo, del 36% contro il 10% dei passeggeri marittimi. A dimostrazione del maggior confort offerto dal mezzo aereo, anche per le molte novità che hanno riguardato la tariffazione dei viaggi.

E’ comunque indicativa la caduta di traffico marittimo su Cagliari che tra il 2001 e il 2006 ha perduto 251mila passeggeri in arrivo e in partenza. Anche negativo il dato di Porto Torres (meno 287mila), mentre ad Olbia l’incremento sarebbe stato di ben 1 milione e 59mila passaggi (e 204mila in più a Golfo Aranci).

Differente la situazione del trasporto aereo con i 3 aeroporti tutti in incremento: + 557mila ad Elmas, + 388mila a Fertilia e + 481mila al Costa Smeralda. Si tratta di un andamento ormai abbastanza stabilizzato nei suoi trend, dato che i primi dati del 2007 sembrerebbero confermare, anche per l’importante sviluppo avvenuto nei collegamenti aerei con l’inserimento dei voli low-cost e l’ampliamento delle destinazioni soprattutto estere (nei primi 7 mesi del 2007 ad Elmas sono transitati quasi 1.500.000 viaggiatori, pari al 47% del totale, 979mila ad Olbia e 710mila a Fertilia).

Ora, nell’intento di poter meglio valutare i numeri dell’ultimo anno statistico disponibile (il 2006 appunto), si è ritenuto di dover riepilogare i dati complessivi del 1986, 20 anni prima. In quell’anno sbarcarono e s’imbarcarono in nave a Cagliari in 622mila (il 47% in più del 2006), a Porto Torres in 877mila (l’1% in meno rispetto al 2006) e ad Olbia in 1.544.000 (il 128% in meno del dato 2006). Diversa la situazione per i viaggi aerei: ad Elmas furono 972mila (meno 157% sempre sul 2006), ad Alghero 306mila (meno 250%) e al Costa Smeralda 525mila (meno 249% sul 2006). In tutto, il movimento in entrata e in uscita dalla Sardegna era stato nel 1986 di 4.846.000 passeggeri, da confrontare con gli oltre 11 milioni del 2006, determinando un incremento nel ventennio pari al 127% (media per anno del 21%). Performance certamente di grande rilievo e che premia maggiormente il mezzo aereo cresciuto del 199% (da 1.803.000 a 5.395.000 viaggiatori).

Ancora significativi i dati del 1996: il movimento marittimo sarà pari a 3.554.000 tra arrivi e partenze (726mila su Cagliari, 929mila su Porto Torres e 1.899.000 su Olbia), mentre quello aereo raggiungerà quota 2.973.000 (1.450.000 su Cagliari, 504mila su Alghero e 1.019.000 sul Costa Smeralda di Olbia). In pratica 6.527.000 passaggi in entrate e in uscita con un + 35% sul 1986. Ora, riferendosi più precisamente ai dati di traffico 2001-2006, pare importante rilevare come l’incremento registrato sia stato pari al 21,73% (media annua 3,6%), a significare: a) che esisterebbe una sempre maggiore propensione dei cittadini sardi a viaggiare e ad avere contatti con le regioni ed i paesi continentali; b) che il flusso dei turisti che frequentano le località della Sardegna non denoterebbero flessione alcuna, tanto da apparire – in una scomposizione stagionale del traffico – una componente essenziale delle dinamiche di crescita.

In conclusione si ritiene di dover sottolineare come in una regione fortemente penalizzata dalla sua insularità, i collegamenti con l’altra sponda del Tirreno assumano una specifica e determinante importanza, per cui il conoscerne gli andamenti, interpretandone la valenza, appaia come elemento utile per originare proposte e determinare interventi migliorativi.

articolo di M. Perlato


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