Livorno - Una Madonna mediterranea e migrante
venerdì 23 maggio 2008 di exeo
La Madonna di Bonaria a Livorno
Nel 100° anniversario della sua proclamazione a "Patrona Massima" della Sardegna, la Madonna di Bonaria è uscita per la prima volta dal 1370 dai confini della nostra amata Sardegna, per visitare e benedire idealmente tutto il popolo sardo emigrato. E’ stata una grande emozione, una grande manifestazione di fede e una grande festa.
Hanno partecipato all’organizzazione, oltre a quello di Livorno, anche i Circoli di Pisa, La Spezia, Firenze e Ostia Lido. La S. Messa è stata officiata dal Vescovo di Livorno, Mons. Simone Giusti, con dei concelebranti sardi ( fra cui sei Padri Mercedari) e toscani. I canti liturgici in lingua sarda sono stati eseguiti dalla Corale Polifonica " Giovanni Sedda " dell’Associazione Culturale Sarda " Quattro Mori " di Livorno.
Dopo la funzione religiosa si è esibito il Gruppo Folk di Selegas ( Cagliari ) e successivamente vi è stato un rinfresco a base di prodotti tipici sardi. Molti i sardi provenienti da varie Regioni Italiane. Verso le 21,50 la Vergine di Bonaria è ripartita per Olbia su una grande nave della Moby salutata, sotto la pioggia, da una folla numerosa e commossa con lancio di petali di rose e con le sirene di tutte le imbarcazioni presenti nel porto di Livorno.
Devo sottolineare anche la grande disponibilità delle Istituzioni di Livorno quando si è trattato di organizzare la manifestazione: tutti hanno partecipato con entusiasmo. Fra questi Enti vorrei ricordare la Curia Vescovile di Livorno e di Cagliari, la Provincia di Livorno, il Comune di Livorno, la Brigata par. "Folgore", l’Accademia Navale, i monaci Benedettini Vallombrosani.
Giorgio Canu, presidente dell’Associazione Culturale Sarda "Quattro Mori" di Livorno
Una Madonna mediterranea ed emigrante: Nostra Signora di Bonaria a Montenero
di Paola Bosio Bua
Una Madonna pellegrina, quella del Convento di Bonaria, a Cagliari.
Il 7 maggio prossimo, dopo un viaggio di sette giorni nei principali porti della Sardegna, Nostra Signora di Bonaria si è fatta pellegrina dall’isola per mare verso Livorno, per raggiungere il Santuario della Madonna di Montenero, nei pressi di Livorno, in occasione del Giubileo.
La tradizione storica e devozionale delle due Vergini presenta molti tratti in comune.
Se la statua della Madonna di Bonaria fu ritrovata in una cassa di carrubo nelle acque del golfo di Cagliari nel 1370, gettatavi da una nave in balia del mare in tempesta e accolta dai padri Mercedari nel loro convento, anche il dipinto di Montenero, secondo una leggendaria narrazione, fu raccolto da un pastore storpio nel 1345 nei pressi del Rio Ardenza, a Livorno, e trasportata a fatica sul colle di Montenero fin dove il peso, divenuto insostenibile, lo costrinse a depositarla e ove in seguito sorse l’oratorio.
Proveniente dall’Eubea quella di Montenero, dalla Spagna la Madonna di Bonaria, entrambe hanno viaggiato nel Mediterraneo, comune contesto storico-geografico di provenienza, le cui genti, traffici e lotte per mare contro le incursioni barbaresche e corsare appartengono alla cultura e all’identità della storia di Livorno e della Sardegna.
Non solo l’origine, ma il rapido diffondersi del culto per le prodigiose manifestazioni del sacro, dal miracoloso calmarsi delle acque al tocco della cassa sul mare a Cagliari e dalla guarigione del pastore storpio a Montenero, la salubrità dei luoghi di culto(Bonaria= aria buona), il tema del viaggio per mare, e, sul piano liturgico-dottrinario, l’incoronazione e nomina rispettivamente di patrona della Sardegna e della Toscana avvicinano le due Vergini in un prospetto speculare.
Comune matrice religioso-simbolica è inoltre l’attribuzione ad entrambe dell’appellativo di Protettrice dei naviganti. La navicella d’avorio della Chiesa di Bonaria si orienta in modo analogo alla direzione del vento che spira nel porto di Cagliari così da guidare i naviganti ed i numerosi ex- voto presenti in entrambi i Santuari sono testimoni di una pietà popolare legata ad una ragione votiva di ringraziamento per miracolose sopravvivenze in pericoli di mare.
Analogamente, il culto devozionale si è diffuso su due piani: quello popolare e quello “colto”,sostenuto quest’ultimo, in Sardegna dagli Aragonesi e a Livorno dai Medici. Cosimo III finanzia abitualmente il Santuario per la celebrazione di duecento messe per le anime del Purgatorio, promuove pellegrinaggi da e per Montenero, solenni funzioni e feste nella ricerca di apparire nelle vesti di custode e guida della Chiesa.
Ancora, la diffusione del culto al di fuori dei confini dei luoghi di fede accomuna la devozione alle due Madonne: come la città di Buenos Aires è fondata da don Pedro de Mendoza ed intitolata con il nome di Bonaria, così pitture, sculture ed edicole mariane della Madonna di Montenero compaiono nelle chiese e sulle facciate delle case di Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Canton Ticino, come documentato da una significativa ed interessante ricerca storico-critica.
L’Associazione Culturale “Quattro Mori” di Livorno cui si deve l’idea e l’organizzazione dell’iniziativa, insieme alle Associazioni Culturali Sarde aderenti alla F.A.S.I. ( Federazione Associazioni Sarde in Italia ) ha inoltre invitato un corpo di ballo folclorico dalla Sardegna per sottolineare l’aspetto popolare della festa religiosa, perché, come diceva Gramsci, il folclore non è una bizzarria, ma un modo che ha il popolo per partecipare alla storia.
exeo
Articoli di questo autore
- Milano | la Giunta Moratti sfratta il Circolo Sardo CSCS dalla sede storica
- Hubert Soudant, Marina Comparato e Alexei Ogrintchouk al Lirico di Cagliari
- Circolo Sardegna | La Sardegna incontra la Calabria
- Giornate Sarde al Circolo Culturale Quattro Mori di Ostia
- Flotta sarda e concorrenza. Il progetto di iRS per i trasporti sardi.
- La Botte e il cilindro | Cos’è la poesia?
- Giovanna Casapollo | La mia isola
- Allui su contu e imparai su sardu
- Obiettivi sul lavoro 2008
- "I Puritani" di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Sassari
- Le nostre onde seguono la stessa rotta
- Continuità Territoriale | Soru all’Antitrust contro Stato e Tirrenia
- Alluvione | I geologi sardi: era tutto previsto
- I confini del Mediterraneo
- Fiscalità Sarda | S’Annuàriu de su Contribuente
- [...]






