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La Redazione

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Emigrati sardi è dedicato alla mia terra e ai suoi emigrati.

E' dedicato, sopratutto, a mio fratello Gianfranco, ennesima vittima del lavoro di questo paese mancato,  eternamente governato e amministrato - ovvero sistematicamente derubato - in maniera trasversale, da veri e propri  "ciaparatt" che si alternano periodicamente alla guida di questo malandato paese e che, in nome di una presunta - a parer loro -  "ineluttabile modernità economica", stanno progressivamente e sistematicamente trascinando nella miseria milioni di persone, depauperando progressivamente la società  delle migliori conquiste civili e sociali degli anni 60 - 70 ed 80 del 900 e, con esse, il diritto al futuro e quindi ad un lavoro sicuro, dignitoso, equamente retribuito e non precarizzato.

E' anche rivolto ai tanti sardi che, come me, non si sentono rappresentati da nessuno e ai molti che non frequentano le associazioni culturali sarde perchè non possono o hanno sempre qualcos'altro da fare, inclusi tutti coloro che non potranno mai più riabbracciare i propri luoghi di origine;

Infine, ma non ultima, la mia famiglia, obbligata ad emigrare come molte altre famiglie sarde a Torino negli anni 60 del 1900 e che, come le altre, ha saputo trasmetterci la consapevolezza e l'autorevolezza derivanti dall'essere sardi, possibilmente "pensanti" e quindi consapevoli cittadini del mondo,  condizione indispensabile per ogni migrante.