Alcoa, riaperto l'aeroporto Cagliari dopo gli scontri | intanto, in Italia, il numero dei senza lavoro raggiunge il record degli ultimi sei anni

Friday, January 29, 2010

 

Si sono verificati scontri tra la polizia e dimostranti, circa 400 lavoratori dell'Alcoa che questa mattina hanno bloccato l'aeroporto di Cagliari Elmas, hanno sfondato il cordone di agenti in assetto antisommossa e sono giunti sino alla pista di atterraggio. Gli aerei in arrivo a Cagliari erano stati dirottati verso Olbia ed Alghero.

CAGLIARI  
 I 400 lavoratori dell'Alcoa che questa mattina avevano bloccato l'aeroporto di Cagliari Elmas per protestare contro la decisione dell'azienda Usa produttrice di alluminio di chiudere l'impianto di Portovesme, in Sardegna, hanno abbandonato lo scalo, che è stato quindi riaperto.

Lo riferiscono testimoni e fonti aeroportuali, aggiungendo che la situazione è tornata alla calma, sebbene i voli in arrivo e in partenza da Cagliari subiranno inevitabili ritardi.

Durante la protesta di questa mattina, si sono verificati scontri tra la polizia e i dimostranti, che hanno sfondato il cordone di agenti in assetto antisommossa e sono giunti sino alla pista di atterraggio. Gli aerei in arrivo a Cagliari erano stati dirottati verso Olbia ed Alghero.

Alcoa ha annunciato ieri che intende chiudere i suoi due impianti in Italia, oltre a quello sardo anche quello di Fusina in provincia di Venezia, entro il 6 febbraio per almeno sei mesi, in attesa che l'Ue dia il via libera agli sconti sull'energia concessi dal governo.

In Sardegna sono a rischio circa duemila posti di lavoro, in un'area già fortemente depressa come l'Iglesiente.

Toccherà ora al Consiglio dei ministri doversi pronunciare il 5 febbraio prossimo. "Troppo tardi", per i sindacati, visto che scadono il 4 le procedure per la cassa integrazione, già avviate da Alcoa.
Fonte: (Reuters)
nella foto: Klaus Kleinfeld, amministratore delegato di Alcoa, foto d'archivio.

MILANO/ROMA
Supera le aspettative degli uffici studi per portarsi al record degli ultimi sei anni il numero dei senza lavoro nel mese di dicembre.<qtlend></qtlend>

Le statistiche destagionalizzate a cura di Istat mostrano un tasso di disoccupazione pari a 8,5%, due decimi oltre novembre e uno oltre il consensus raccolto da Reuters, livello secondo Istat più elevato "da almeno gennaio 2004".

Parallelamente alla pubblicazione del dato nazionale Istat, da Bruxelles Eurostat diffondeva l'aggregato per i sedici paesi della zona euro sempre a dicembre: un tasso di 10% dal 9,9% di novembre, di un decimo inferiore alle attese ma record da agosto 1998.

Pubblicati sempre questa mattina, i dati Ine fotografano per la Spagna un tasso di 18,8% negli ultimi tre mesi dell'anno dopo il 17,9% del periodo luglio-settembre.

Tornando alle cifre Istat, emerge intanto che tra i giovani nella fascia 15-24 anni il tasso balza a 26,2%, mentre tra le donne torna a 10% per la prima volta da novembre 2005. I dati disaggregati si inseriscono nel dibattito interno alla maggioranza di governo sulla riforma fiscale che vede l'introduzione del quoziente familiare, secondo recenti dichiarazioni del premier Berlusconi, come prima direzione da affrontare "appena la situazione lo renderà possibile".

Né i numeri italiani né quelli europei dipingono comunque a parere degli analisti uno scenario inedito o imprevisto.

"Il tasso italiano rimane più basso di quello della zona euro, per quanto i dati siano da considerare lievemente distorti al ribasso in quanto non tengono conto della rete di salvataggio della cassa integrazione" commenta Giada Giani di Citi.

Per Laura Cavallaro di Aletti Gestielle il risultato di dicembre è "il massimo dal primo 2003" ma va considerato di fatto in linea alle attese, il proseguimento di una leggera tendenza rialzista che porterà a una stabilizzazione intorno a fine anno.

Trattandosi di un indicatore ritardato rispetto alla dinamica della crescita economica, concordano gli analisti, il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare quest'anno ad aumentare a dispetto di un'economia in espansione.

L'aggiornamento del programma di stabilità 2010 approvato soltanto ieri dal consiglio dei ministri proietta infatti per quest'anno una crescita di 1,1% dopo il -4,8% del 2009 accompagnata però da un tasso di disoccupazione in netto rialzo a 8,4% dal 7,7% dello scorso anno.

Tornando brevemente al singolo dato del mese scorso, non manca tra gli economisti una sfumatura di marcato ottimismo.

"La dinamica occupazionale su base mensile è stata in realtà positiva, con un netto incremento netto delle persone con un lavoro" spiega Marco Valli di UniCredit.

"Contestualmente, grazie alla percezione di un miglioramento dell'economia, è tornato sul mercato un consistente numero di persone che potremmo definire scoraggiate, cioè che fino al mese scorso non cercavano lavoro e quindi non venivano contabilizzate nelle statistiche" .
Fonte: Reuters

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