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Ripubblichiamo l’appello del Comitato11Luglio che riguarda una vicenda, quella degli arresti dell’ operazione "Arcadia", che lascia sconcertati .
[| L’Appello e gli appuntamenti del comitato|]
11 luglio, Sassari trema. Alle cinque del mattino gli elicotteri della polizia prendono d’assalto la città, decine di uomini delle forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa fanno irruzione a casa di 55 militanti dell’organizzazione "a Manca pro s’Indipendentzia".
Il bilancio dell’operazione "Arcadia" è di dieci arresti: Emanuela Sanna, Pier Franco Devias, Marco Delussu, Marco Peltz, Salvatore Secchi, Roberto Loi, Bruno Bellomonte, Stefania Bonu, Alessandro Sconamila e Massimiliano Nappi. Accusati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo.
Tutti appartenenti secondo gli inquirenti a due formazioni terroristiche: Npc (Nuclei proletari per il comunismo) e Oir (Organizatzione indipendentista rivolutzionaria). Gruppi armati, secondo l’inchiesta, che si sarebbero resi responsabili, negli ultimi quattro anni, di almeno trenta fra attentati dinamitardi e azioni dimostrative.
Passa un mese, passano due mesi, Bruno Bellomonte viene scarcerato perché la macchina delle intercettazioni s’inceppa. Bellomonte, al tempo di un’intercettazione effettuata a Sassari, si trovava in Tunisia. Mentre per Massimiliano Nappi, Stefania Bonu e Alessandro Sconamila, il Tribunale del riesame decide di tradurre la carcerazione preventiva in arresti domiciliari.
Chi conosce i ragazzi di "a Manca" trova davvero improbabile l’ipotesi del pm De Angelis, che vedrebbe nei militanti dell’organizzazione dei pericolosi criminali che hanno attentato all’incolumità delle persone in varie occasioni.
Naturalmente la giustizia deve fare il suo corso e riponiamo nelle istituzioni fiducia perché la verità prevalga. Ma chiediamo anche che l’inchiesta sia veloce e si arrivi presto al processo, come del resto dovrebbe essere in tutti i casi nei quali ci sono detenzioni preventive, tanto più che le accuse risalgono a fatti accaduti oltre 18 mesi fa.
Non esiste certo la possibilità di inquinamento delle prove. Né il pericolo di reiterazione del reato. Anche il trasferimento improvviso (del 23 ottobre) di Salvatore Sechi dal carcere cagliaritano del Buoncammino a quello di massima sicurezza di Parma appare poco comprensibile per il momento in cui avviene.
CHIEDIAMO DUNQUE CHE SU QUESTA INCHIESTA NON CALI IL SILENZIO.
per sottoscrivere o dare solidarietà
FUORI LA BANDIERA CONTRO LA REPRESSIONE!
IL “Comitato 11 Luglio” costituitosi dopo gli arresti dei dieci militanti di “a Manca pro s’ Indipendentzia”, a seguito del divieto imposto ad uno dei reclusi di tenere in cella la bandiera dei quattro mori si domanda:
PERCHE’ TALE DIVIETO?
Essa è il simbolo del popolo sardo e della nostra terra in questo caso viene invece considerato alla stregua di un simbolo eversivo!
Il comitato intende sensibilizzare tutti proponendo di esporre la bandiera dei quattro mori fuori dalle finestre in segno di solidarietà e per manifestare pubblicamente l’orgoglio per la propria appartenenza
FUORI LE NOSTRE BANDIERE!!!
Per adesioni contattare il seguente numero: 3497817180
11 Novembre 2006 Casteddu: Manifestazione!
26 Ottobre, 2 e 9 Novembre, 2006, dalle 18 alle 20, Sassari: Il "Comitato 11 Luglio", contro la repressione, sarà presente in p.zza Castello con un banchetto informativo e di sensibilizzazione sulla incostituzionalità della legislazione vigente in materia di reati associativi e di pensiero, art. 270 e seguenti. Contro la violenza della repressione per la libertà!
Ottobre, Novembre, Dicembre, 2006, Firenze, Milano, Pisa, Torino: Solidarietà internazionale dall’Italia (leggi il programma)
La solidarietà attraversa i mari... No alla deportazione!
A più di tre mesi dagli arresti dei patrioti comunisti sardi di a Manca pro s’Indipendentzia lo stato italiano ha deciso di procedere alla politica della deportazione e della dispersione allontanando i nostri compagni dalla loro terra, dalle loro famiglie, dai loro cari e sottoponendoli a regimi di sicurezza speciale senza che siano finite le indagini e senza che ci sia neppure la prospettiva di un processo.
Tutto questo con il solo intento vessatorio di distruggere la loro e la nostra resistenza.
L’operazione Arcadia non ha alcuna consistenza perché non viene addotta una sola prova, un solo fatto concreto ed è resa possibile solamente grazie all’uso spregiudicato dei reati associativi e alla forte volontà politica di annientare il movimento anticolonialista sardo.
Ora più che mai è necessario portare l’opposizione a questa vile operazione politica anche fuori dai confini territoriali della Sardegna raggiungendo con la lotta e con la solidarietà i compagni ostaggio dello stato italiano ovunque essi saranno condotti.
Invitiamo tutti i compagni, i comunisti, gli anarchici, i sinceri democratici, le realtà di base, i partiti, i movimenti, tutte le persone sensibili ai diritti civili e politici e naturalmente i sardi emigrati che vivono in Italia a partecipare alle iniziative e ad adoperarsi per organizzarne di nuove contattando gli indirizzi riportati qui sotto.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le realtà che ci stanno sostenendo in questo grave momento di attacco alle libertà civili e politiche di tutti.
Firenze, 28 ottobre: presso il CPA-Firenze Sud, via Villamagna Cena e Concerto a partire dalle 20:30.
Milano, 12 novembre: presso Cascina Torchiera, davanti cimitero maggiore, capolinea 14 Dibattito e cena di solidarietà a partire dalle 18:00
Pisa, 16 novembre: presso l’aula magna della facoltà di Scienze politiche in via Serafini assemblea-dibattito sul caso "operazione arcadia", sulla legislazione speciale e sulla costruzione dei teoremi politico-giudiziari. Seguirà cena di solidarietà (per adesione contattare 3382154200). Tutto a partire dalle 16:30
Torino, 2 dicembre: cena di solidarietà al centro sociale Askatasuna, Corso Regina a partire dalle 21:00 13 dicembre: dibattito al Palazzo Nuovo (Università agli studi di Torino) alle 17:30 Via Sant’Ottavio 20
In tutte le occasioni interverranno avvocati, esponenti politici, familiari dei patrioti prigionieri e il nostro responsabile per i rapporti internazionali.
(altre iniziative sono in progettazione)