Emigrati Sardi


[ Salta il menu e vai direttamente ai contenuti ]

Sommario dei principali servizi e contenuti disponibili in questa pagina:
Lingua del sito
Ricerca
pagina in cui ti trovi
navigation global
Rubriche
Registrati al sito
Articoli più recenti
Ultime brevi
informazioni legali

Articoli più recenti

CINEMA FA RIMA CON SVILUPPO E TURISMO

di VITALE SCANU

giovedì 3 gennaio 2008 di vitale scanu

Primavera a Olzai - Carmelo FlorisAvete presente il callicantus?! Quel fiore a petali gialli con cuore carminio, profumatissimo, che ha il coraggio di fiorire su stecchi spogli durante il gelo più crudo dell’inverno… Mi è sempre rimasto il dubbio: sarà l’ultimo fiore dell’anno oppure è il primo annuncio della primavera? Ecco, per una strana associazione di idee, mi è venuto in mente il callicantus, leggendo della freschissima legge regionale sul cinema 50/23 dell’11 dicembre scorso. Un vivo complimento al nostro governo regionale. E’ sicuramente un annuncio di primavera per il cinema sardo, che può diventare davvero uno strumento validissimo di sviluppo e di cultura. Ci si accorge che il cinema va acquistando sempre più peso nell’industria turistica.

Il tema è: può il cinema influenzare il turismo e determinare ricadute positive sul territorio? La risposta è ampiamente affermativa: il cinema ha la capacità di mobilitare consistenti risorse umane e finanziarie, favorendo di riflesso la nascita di nuove attività economiche e turistiche. Andrea Rocca in un suo studio ben mirato, ha dimostrato la sostenibilità di un turismo indotto da alcune fiction di successo sia per i territori scelti come location della realizzazione che per le comunità che la ospitano. Un’altra documentata ricerca della neozelandese Sue Beeton, Multilingual Matters Limited, dimostra come il turismo originato da un’opera per il grande o piccolo schermo possa rivitalizzare un territorio. Di conseguenza, ospitare una produzione cinematografica può significare per la zona interessata acquisire una serie di apporti culturali, sociali e turistici di grande spessore.

Che una buona pellicola richiami sul territorio il turismo, e quindi una opportunità di sviluppo, ne abbiamo molti esempi probanti. La Salina del “Postino”, la Napoli di “Un posto al sole”, il Commissario Montalbano, “Carabinieri”, le langhe piemontesi di “Elisa di Rivombrosa”, l’Inghilterra di Harry Potter, la Tokio di Lost in Translation, le Highlands di “Braveheart”, Heidiland (nei pressi della cittadina di Meienfeld, tra Liechtenstein e Austria), visitatissima area turistica nel Cantone svizzero dei Grigioni, dove è riprodotta e ambientata la storia della bambina del romanzo di Johanna Spyri e altri numerosi esempi, sono la riprova di un turismo legato ai luoghi che hanno fatto da sfondo a filmati o a semplici fiction. Non si limitano a un turismo mordi e fuggi i vantaggi offerti da una produzione cinematografica. Ospitare una produzione filmica induce una serie di vantaggi e benefici direttamente correlati al territorio. Si verificano ricadute dirette, indirette e indotte derivanti da una simile attività, segnatamente dalla presenza di una troupe che movimenta l’economia con la richiesta in loco dei più svariati servizi.

Tutto ciò è stato indagato a fondo da un importante progetto di ricerca promosso dal Settore Cinema della Biennale di Venezia, presentato alla 63ª Mostra del Cinema del 2004. Lo studio, che aveva per tema Film-induced tourism, sviscera le relazioni e i rapporti tra chi rappresenta il territorio (politici, aziende di turismo, film commissions) e gli enti di produzione, deducendone, anche per mezzo di una casistica internazionale, idee e spunti per progetti e politiche specifiche. E’ stato indagato in particolare il ruolo e la capacità del film di elevarsi a vero e proprio driver, o idea guida per la programmazione di una vacanza. I risultati di questa indagine, svolta su poco più di 900 persone, sono particolarmente significativi e probanti: quattro individui su cinque affermano di provare il desiderio di visitare un luogo o i luoghi presentati in un film; uno su cinque dichiara di lasciarsi influenzare costantemente dal cinema nella scelta delle vacanze; il 15% ha asserito di aver visitato, negli ultimi tre anni, un luogo per averlo visto al cinema.

Molto importanti pure i risultati emergenti in riferimento all’economia locale, ossia la ricaduta economica sul territorio, sia sotto l’aspetto strettamente monetario, sia sotto l’aspetto occupazionale. Focalizzando solo su due territori ospitanti produzioni cinematografiche, la Campania e il Piemonte, lo studio ha permesso di stimare il valore economico indotto dalle produzioni di lungometraggi, di fiction, di cortometraggi e di documentari. Nel 2005, da una spesa di 260 milioni di euro sostenuta per queste produzioni, si è calcolato un impatto economico (ossia tenuto conto degli effetti moltiplicatori della spesa sul territorio) di oltre 450 milioni. Sotto l’aspetto occupazionale, è stata stimata una creazione di circa 2000 posti di lavoro annui. E si tratta di valori minimali. Investire nel cinema, in particolare di tema etnico e territoriale, è dunque come investire in turismo, in cultura, in sviluppo del territorio. L’importanza del mezzo cinematografico quale preziosa opportunità di marketing turistico e territoriale è l’esito consequenziale di questo studio.

Nel 2004, in occasione dell’uscita del film “La Passione di Cristo”, girato nei “sassi” di Matera, il turismo nazionale e internazionale richiamato dalla location del film ha riversato nella provincia di Matera 32 milioni di euro, quattro volte tanto quello che era il ricavato del turismo ordinario. Per l’Italia in genere, è stato stimato un effetto ricaduta sul territorio generato dalle grandi produzioni cinematografiche, tra i 3,35 e i 3,55 euro per ogni euro speso nella produzione di una pellicola. Il Sole 24 ore di lunedì 22 ottobre scorso fa un excursus minuzioso e scientifico, supportato da autorevoli esperti, sul tema cinema-territorio indagato negli ultimi cinque anni. Constata un’attenzione in evoluzione al fenomeno e richiama alla concreta attenzione le istituzioni. Il governo centrale da parte sua ha recepito la grande efficacia di questo mezzo per produrre turismo e incentiva l’attività dei produttori e dei soggetti interessati al mondo del cinema.

La finanziaria 2008 prevede incentivi fiscali alle aziende che investono in questo settore, favorendo così indirettamente il turismo. Sono agevolazioni fiscali sotto forma di credito d’imposta verso le aziende che si attivano nella filiera cinematografica. Queste agevolazioni sono in grado, a loro volta, di traslare impulsi di crescita ad altri settori direttamente o indirettamente collegati a quello agevolato. La norma prevede che le imprese di produzione esecutiva e di post-produzione possano avanzare un credito di imposta pari al 25% del costo di produzione “sotto linea”, ossia tolte le spese per gli autori e gli attori principali, con un tetto massimo, per ogni singolo film, pari a 5 milioni di euro.

Io vorrei suggerire due progetti immediatamente pronti, assolutamente capaci di influenzare un filone turistico sul nostro territorio, specificatamente sulla zona della Marmilla e del monte Arci, proprio nella direzione dei desiderata su uno sviluppo del turismo interno nella nostra Isola. Il primo è "I re di Tharsis", un tema originale molto intrigante, che rivisita la vita quotidiana dei nostri avi nuragici attorno alla zona del monte Arci. E’ già disponibile la sceneggiatura di questa fiction. Il secondo si intitola "Bachis Frau emigrato", argomento scottante già vissuto nella carne da molti corregionali costretti a lasciare la propria casa e i propri affetti per guadagnarsi da vivere. Bachis Frau emigra all’estero. Arricchito dalle molte esperienze dell’emigrazione, ritorna al suo paese e riesce a trasformarlo e a farne un piccolo centro turistico e culturale.

In una regione che può giocare unicamente la carta delle bellezze naturali come incentivo al turismo e a uno sviluppo sostenibili, credo che un’opera cinematografica impostata su questi due temi potrebbe movimentare sensibilmente l’economia nella zona centrale della Sardegna.

Vitale Scanu

PRIMAVERA AD OLZAI, ante 1940
C. Floris - olio su tela, cm 50,1 x 60,8.

[ Torna all'inizio della pagina ]


[ Torna all'inizio della pagina ]


Home page | Contatti | Mappa del sito | Area riservata

Monitorare l'attività del sito it  Monitorare l'attività del sito Cinema&Teatro   ?

Sito realizzato con SPIP 1.9.2d + ALTERNATIVES

Creative Commons License