[ Salta il menu e vai direttamente ai contenuti ]
- Sommario dei principali servizi e contenuti disponibili in questa pagina:
- Lingua del sito
- Ricerca
- pagina in cui ti trovi
- navigation global
- Rubriche
- Registrati al sito
- Articoli più recenti
- Ultime brevi
- informazioni legali
Articoli più recenti
Internet: mito e realtà, occasione e rischi
Regole nella governance della Rete
bene comune, democratico o manipolato?
Se vogliamo adottare delle best practices, per sviluppare al meglio le nostre potenzialità e ascoltare tutti gli stakeholders, in una ottica di think locally, act globally, allora è alla governance che dobbiamo puntare. Troppo difficile? Al contrario, sono elementi di una quotidianità che in misura diversa viviamo tutti ogni giorno, solo che è diventata così pervasiva che non ce ne accorgiamo nemmeno.
L’Internet Governance Forum Italia, che si sta svolgendo nella bella cornice della Manifattura Tabacchi di Cagliari, è certamente un incontro per esperti e addetti ai lavori, ma contiene in sé molti elementi di interesse anche per il comune cittadino che sempre più spesso utilizza Internet per lavorare, relazionarsi, viaggiare, ascoltare musica, scrivere e magari gestire un blog o entrare sul gettonatissimo social network Facebook.
La Sardegna, ricorda il dirigente della Regione Giulio De Petra in apertura dei lavori, “fa storia, con Video on line e con Tiscali e ora con l’esperienza della Digital Library”, l’archivio virtuale - ma assai reale in tempi nei quali “Internet è forse la nervatura fondamentale di ogni sistema della comunicazione”- che si può consultare anche dentro la Manifattura.
E poiché questa “nervatura” arriva quasi dappertutto (il “quasi” è cruciale, e richiama al tema dell’accessibilità e del digital divide), diventa importante discutere e interrogarsi sulle regole di questa risorsa illimitata e (forse) inesauribile e possibilmente adottare delle best practices, le buone pratiche.
A cominciare da questi incontri in cui si molti dei portatori d’interesse (gli stakeholders appunto) si incontrano, discutono, e come in questo caso, producono documenti e relazioni finali che verranno poi portati all’attenzione della prossima riunione dell’Internet Governance Forum della Nazioni Unite che si terrà a Hyderabad nel dicembre 2008, nonché al G8 del 2009.
Laura Abba del CNR e Stefano Trumpy, presidente della Internet Society Italia, hanno tracciato excursus sulla storia di questo tipo di forum che hanno come presupposto il principio del “pensa globalmente, agisci localmente”: ovvero, cerca di dare forma agli interessi e alle esigenze locali (delle comunità, del singolo, dei gruppi), con lo sguardo rivolto al resto del mondo e all’inevitabile globalizzazione generale.
È la governance, in senso ampio e lato: un po’ quello che sta facendo la Regione Sardegna con quella che si chiama “immagine coordinata” all’esterno, e soprattutto con la serie di eventi in vista del G8 del prossimo anno, dei quali il Forum sulla biodiversità di Sassari di settembre e questo di Cagliari sono alcuni esempi.
I temi portanti del Forum sono Accesso, Diversità culturale, Libertà di espressione, Sicurezza, Risorse critiche, Temi emergenti, strutturati in seminari tematici paralleli e tavole rotonde.
La prima giornata si è dunque focalizzata su tre elementi fondamentali: Access, Diversità e Openness. L’accesso si riferisce innanzitutto alla possibilità di essere dotati delle infrastrutture e tecnologie di base per connettersi ad Internet, e di conseguenza rappresenta una discriminante fra chi può usufruire dello strumento e chi non può o è costretto a farlo a condizioni svantaggiose: è il cosiddetto digital divide. Ad oggi soltanto un sesto della popolazione mondiale è collegata alla Rete e viaggia, tra l’altro, a velocità molto diverse.
La differenza, la mancanza di pari opportunità, se vogliamo anche la disuguaglianza di accesso alla tecnologia non è però rappresentata soltanto dalle infrastrutture, ma anche dalla mancanza delle competenze necessarie all’utilizzo di Internet, da condizioni sociali o economiche penalizzanti, dalla carenza sul web di strumenti adeguati alle categorie più deboli come anziani e disabili.
Ne hanno discusso Giancarlo Capitani (amministratore delegato NetConsulting- Aitech-Assinform), Francois de Brabant (amministratore delegato Between) e l’imprenditore Stefano Quintarelli, coordinati da Joy Marino. A seguire, la tavola rotonda su “L’accesso degli utenti alla Rete”.
Il tema della “diversity”, ovvero della diversità culturale che, come patrimonio comune dell’umanità, va tutelata e valorizzata, perché è una delle condizioni per tutelare l’accesso e la partecipazione di tutti, è stata indagata attraverso la prospettiva di genere.
La blogger Enza Panebianco e le esperte Marzia Vaccari (responsabile CED Università di Bologna) e Antonella Giulia Pizzaleo, moderate da Matilde Ferraro, hanno discusso dei dati Istat relativi al divario uomo-donna nell’uso della tecnologia: se in età adolescenziale le ragazze hanno raggiunto i loro coetanei, e la differenza è contenuta fino ai 35 anni, cresce poi progressivamente fino a raggiungere il 16% nella fascia 50-60 anni.
I motivi del divario tecnologico, ancora una volta, sono diversi, principalmente di carattere formativo, sociale e geografico (le casalinghe del Centro-Sud risultano quelle più svantaggiate). La tavola rotonda ha poi sviluppato il tema, appunto, della “Diversità culturale”.
Il terzo seminario è stato dedicato al complesso tema dell’Openness, cioè il “carattere aperto” della Rete, quindi anche la libertà di espressione, di elaborazione e circolazione di contenuti sul web, di accesso alla conoscenza, di sviluppo e condivisione di software, formati e standard aperti e relativi problemi connessi al diritto d’autore, censura, regolamentazione in un mondo che per definizione sembra essere- o dovrebbe, secondo i punti di vista- essere sempre open source.
Il dibattito su “Il controllo dei contenuti” ha visto gli interventi di Vittorio Bertola (Isoc Italia) Arturo di Corinto, docente alla Sapienza di Roma, degli avvocati del Circolo Giuristi telematici Giovanni Battista Gallus e F.Paolo Micozzi e di Marco Pancini in rappresentanza di Google, nonché di Stefano Rodotà (docente alla Sapienza, è stato il Garante per la privacy fino al 2005) e del rappresentante Adiconsum Giorgio Sebastiano.
Dalla dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio del 1996 alle prospettive per il futuro (un inasprimento dei filtri sui contenuti web o addirittura una equiparazione fra la disciplina della stampa e Internet?), tenendo sempre presente che “&hellipla via democratica alla Rete è la conoscenza dell’altro…, ovvero la conoscenza delle opinioni”, come ribadito da Rodotà.
“La conoscenza come bene comune” è stato il logico tema della successiva discussione.
La prima giornata si è conclusa con l’incontro su “Il villaggio elettronico”, il libro visionario e profetico dell’antropologo bittese Michelangelo Pira, ha visto gli interventi di Bachisio Bandinu, Manlio Brigaglia, Pietrino Soddu e Renato Soru.
Oggi, invece, i seminari e la tavole rotonde saranno dedicati ai temi della Sicurezza, della Risorse critiche, dei temi “emergenti” (diritti umani, sviluppo sostenibile dell’ICT ecc.), con due interessanti dibattiti pubblici: “Internet e politica”, moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Luca De Biase, e “Le esperienze di governo locale in Internet”, a cui parteciperanno anche l’assessore regionale Massimo Dadea e il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Concluderanno i lavori alcuni fra i più importanti esempi dei “portatori d’interesse”, fra i quali Stefano Trumpy, Stefano Rodotà, Francesco Beltrame del CNR e i rappresentanti delle istituzioni: il presidente della Regione Renato Soru e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta.
[ Torna all'inizio della pagina ]
[ Torna all'inizio della pagina ]



