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Dalle Tecnologie Aperte alla Libera Circolazione dei Contenuti Digitali
martedì 15 aprile 2008 di exeo
Pula (Cagliari), Italy
17-18 aprile 2008
Il tema dei contenuti aperti, la loro relazione con il software aperto e libero, il coinvolgimento della amministrazioni pubbliche, nascono dalla consapevolezza di una persistente separazione tra gli usi possibili delle tecnologie digitali, il loro contributo allo sviluppo economico e culturale del nostro paese e la forza di inerzia dei paradigmi economici, produttivi, sociali tradizionali tipici della produzione materiale.
L’importanza delle esperienza realizzate dalle comunità produttive del software libero e aperto non sta infatti soltanto nella capacità produrre, in modo cooperativo, diffuso e paritario, applicazioni di elevata complessità, qualità e affidabilità, e nella possibilità di offrirle a tutti senza limitazioni di accesso e di costo, ma nell’aver dimostrato che questa inedita modalità di produzione e distribuzione è effettivamente possibile anche per tutte le altre produzioni immateriali. In particolare può essere possibile per la produzione di conoscenza, in tutte le diverse forme e i diversi ambiti in cui la conoscenza poteva essere prodotta e distribuita in forma digitale.
Il modello che viene sempre più spesso utilizzato per descrivere queste caratteristiche della produzione e distribuzione digitale di conoscenza è quello dei beni comuni, cioè di quei beni che vengono sottratti alle leggi della proprietà privata e del mercato, in ragione della loro particolare natura che ne consente l’utilizzo per scopi di pubblica utilità. Nel caso della conoscenza si tratta oltretutto di garantire l’utilizzo di un bene al quale le tecnologie digitali hanno definitivamente tolto ogni connotazione di scarsità.
Come si confronta la pubblica amministrazione con l’emergere e l’affermarsi di una produzione basata su contenuti aperti e liberi?
La pubblica amministrazione, nelle sue diverse articolazioni – ministeri, regioni, comuni, province, enti nazionali e regionali - utilizza e produce contenuti immateriali in una vastissima gamma di settori. Si tratta del più imponente insieme di informazioni pubbliche presente nel nostro paese. Due sono i principali vincoli che oggi si oppongono all’utilizzo di questo patrimonio, sia da parte dei cittadini, sia da parte delle imprese.
Il primo vincolo è di tipo tecnologico e riguarda l’accessibilità di questi archivi. Il secondo è di tipo organizzativo e normativo e riguarda anch’esso l’accessibilità di queste informazioni, che sono spesso considerate dalle amministrazioni pubbliche, ed in particolare dalle amministrazioni centrali dello stato, un patrimonio riservato.
Ma la pubblica amministrazione non è soltanto un erogatore di servizi. E’ anche il soggetto attuatore di politiche pubbliche. Particolarmente significative sono quelle politiche che assumono esplicitamente il tema dello sviluppo di contenuti digitali liberi e aperti come obiettivo da raggiungere nell’ambito di specifici progetti.
A questi temi è dedicato l’edizione 2008 di PAAL (Pubblica Amministrazione Aperta e Libera) organizzata da Sardegna Ricerche, che si svolgerà a Pula (Cagliari) il 17 e 18 di Aprile. Nel corso delle due giornate saranno presentate le più significative esperienze in corso di realizzazione da parte di amministrazioni pubbliche locali. Particolare attenzione verrà dedicata alla natura dei contenuti resi disponibili, alla qualità e disponibilità di tecnologie aperte, all’evoluzione della normativa relativa al diritto di autore, alla utilizzabilità in ambito pubblico delle licenze creative commons.
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