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IL NURAGHE ASUSA DI ISILI

Isili 13 dicembre 2008 Centro Sociale, ore 16

venerdì 12 dicembre 2008 di giovanna casapollo

A partire dall’estate del 2006, si svolgono regolarmente ad Isili gli scavi del nuraghe Asusa diretti dal prof. Giovanni Ugas dell’Università degli Studi di Cagliari e dall’archeologa Alessandra Saba in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Nuoro e con il Comune di Isili.

Comune di Isili 

 Università degli studi di Cagliari

Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-Artistiche

Insegnamenti di Preistoria e Protostoria

Metodologia e Tecniche dello scavo archeologico

SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI SASSARI E NUORO

 

RELATORI:

prof. Giovanni Ugas, Università degli Studi di Cagliari

D.ssa Alessandra Saba

 

A partire dall’estate del 2006, si svolgono regolarmente ad Isili gli scavi del nuraghe Asusa diretti dal prof. Giovanni Ugas dell’Università degli Studi di Cagliari e dall’archeologa Alessandra Saba in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Nuoro e con il Comune di Isili.

 

Il monumento sorge alla periferia del paese al’interno dell’omonimo parco urbano. Esso si colloca su una modesta altura marnosa in prossimità del canale inciso dal corso del rio Brabacièra, ai limiti di un vasto altopiano dove si registra un’altissima densità di nuraghi, la cui presenza rimarca una regione che in età nuragica rivestiva un importante ruolo strategico ed insieme godeva di un grande benessere economico.

 

L’Asusa è un nuraghe che si articola in due torri che si fronteggiano su un piccolo cortile intermedio sul quale si aprono gli ingressi ai due corpi di fabbrica.

Realizzato in calcare locale con un’armoniosa tecnica muraria a filari orizzontai di blocchi rettangolari, il monumento mostra l’ingresso principale ad Est sormontato da un architrave poggiante su tre poderosi blocchi di stipite per parte.

 

Dall’apertura muove un breve andito sul quale si dispongono, una di fronte all’altra, due nicchie. Dall’andito si accede al cortile che ospita, perfettamente simmetrici, l’ingresso al mastio e quello alla torre secondaria.

 

Introduce al mastio una scala di sette gradini che immettono in una camera circolare con sedile a giro e due nicchie; al centro dell’ambiente, emerge una ghiera circolare in arenaria gessosa relazionabile ad un posso o ad una cisterna ancora da esplorare.

 

La torre secondaria, impostata alle estremità meridionali delle cortine che racchiudono il cortile, mostra una camera a pianta circolare provvista di due feritoie.

 

Al momento, sono stati scavati il cortile e la torre secondaria, mentre nel mastio dev’essere intrapreso lo scavo del pozzo/cisterna e, all’esterno, quello del villaggio. Quest’ultimo costituisce la vera sorpresa dell’indagine. Ha cominciato ad emergere nell’ area circostante il monumento durante l’ultima campagna di scavi, quando si sono evidenziate le creste di alcune capanne che mostrano sovrapposizioni edilizie databili a partire dal 1600 a.C. fino al 1150 a.C.; il nuraghe venne invece edificato intorno al 1300 a.C.

 

Pur proponendo uno dei più semplici gradi di articolazione planimetrica, l’Asusa rappresenta comunque un edificio di notevole interesse sia dal punto di vista architettonico che culturale. In particolare, alcune sue caratteristiche formali richiamano con sorprendente somiglianza un altro nuraghe di Isili, l’Is Paras, tanto da lasciar pensare che i due edifici siano stati progettati dallo stesso architetto.

 

Oltre a ciò, lo scavo va delineando quello che sembra essere un utilizzo cultuale, sebbene tardo, del monumento, soprattutto in relazione alla presenza del pozzo/cisterna; in questo, il nuraghe Asusa segue, nel suo ultimo periodo di vita, la sorte toccata ad altre fortezze trasformate in luoghi di culto al trapasso dall’età del bronzo a quella del ferro.

 Alessandra Saba

 


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